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Agostino - De Trinitate - Liber Vii - 4

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[III 4] Cur ergo in scripturis nusquam fere de sapientia quidquam dicitur nisi ut ostendatur a deo genita uel creata? Genita scilicet per quam facta sunt omnia; creata uero uel facta sicut in hominibus cum ad eam quae non creata et facta sed genita est conuertuntur et inlustrantur; in ipsis enim fit aliquid quod uocetur eorum sapientia; uel illud scripturis praenuntiantibus aut narrantibus quod uerbum caro factum est et habitauit in nobis; hoc modo enim Christus facta sapientia est quia factus est homo. An propterea non loquitur in illis libris sapientia uel de illa dicitur aliquid nisi quod eam de deo natam ostendat aut factam, quamuis sit et pater ipsa sapientia, quia illa nobis sapientia commendanda erat et imitanda cuius imitatione formamur? Pater enim eam dicit ut uerbum eius sit, non quomodo profertur ex ore uerbum sonans aut ante pronuntiationem cogitatur (spatiis enim temporum hoc completur, illud autem aeternum est), et inluminando dicit nobis et de se et de patre quod dicendum est hominibus. Ideoque ait: Nemo nouit filium nisi pater, et nemo nouit patrem nisi filius et cui uoluerit filius reuelare quia per filium reuelat pater, id est per uerbum suum. Si enim hoc uerbum quod nos proferimus temporale et transitorium et se ipsum ostendit et illud de quo loquimur, quanto magis uerbum dei per quod facta sunt omnia, quod ita ostendit patrem sicuti est pater quia et ipsum ita est, et hoc est quod pater secundum quod sapientia est et essentia? Nam secundum quod uerbum non hoc est quod pater quia uerbum non est pater, et uerbum relatiue dicitur sicut filius quod utique non pater.

Et ideo Christus uirtus et sapientia dei quia de patre uirtute et sapientia etiam ipse uirtus et sapientia est sicut lumen de patre lumine et fons uitae apud deum patrem utique fontem uitae. Quoniam apud te, inquit, fons uitae, in lumine tuo uidebimus lumen, quia sicut pater habet uitam in semetipso, sic dedit filio uitam habere in semetipso; et erat lumen uerum quod inluminat omnem hominem uenientem in hunc mundum, et lumen hoc uerbum erat apud deum, sed et deus erat uerbum. Deus autem lumen est, et tenebrae in eo non sunt ullae; lumen uero non corporale sed spiritale, neque ita spiritale ut inluminatione factum sit quemadmodum dictum est apostolis: Vos estis lumen mundi, sed lumen quod inluminat omnem hominem, ea ipsa et summa sapientia deus unde nunc agimus. Sapientia ergo filius de sapientia patre sicut lumen de lumine et deus de deo ut et singulus pater lumen et singulus filius lumen, et singulus pater deus et singulus filius deus; ergo et singulus pater sapientia et singulus filius sapientia. Et sicut utrumque simul unum lumen et unus deus, sic utrumque una sapientia. Sed filius factus est nobis sapientia a deo et iustitia et sanctificatio quia temporaliter nos ad illum conuertimur, id est ex aliquo tempore, ut cum illo maneamus in aeternum. Et ipse ex quodam tempore uerbum caro factum est et habitauit in nobis.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/de_trinitate/!07!liber_vii/04.lat

[degiovfe] - [2011-04-11 10:28:40]

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