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Agostino - De Trinitate - Liber Iv - 16

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[XIII 16] Quapropter cum spiritus corpori praeponatur morsque sit spiritus a deo deseri, mors autem corporis ab spiritu deseri eaque sit poena in morte corporis ut quia spiritus uolens deseruit deum, deserat corpus inuitus ut cum spiritus deum deseruerit quia uoluit, deserat corpus etiamsi noluerit nec deserat cum uoluerit nisi aliquam sibi uim qua ipsum corpus perimatur intulerit, demonstrauit spiritus mediatoris quam nulla poena peccati usque ad mortem carnis accesserit quia non eam deseruit inuitus sed quia uoluit, quando uoluit, quomodo uoluit. Quippe dei uerbo ad unitatem commixtus hinc ait: Potestatem habeo ponendi animam meam et potestatem habeo iterum sumendi eam. Nemo tollit eam a me, sed ego pono eam a me, et iterum sumo eam. Et hoc maxime mirati sunt sicut euangelium loquitur qui praesentes erant cum post illam uocem in qua figuram peccati nostri edidit, continuo tradidit spiritum. Longa enim morte cruciabantur ligno suspensi. Vnde latronibus ut iam morerentur et de ligno ante sabbatum deponerentur crura confracta sunt. Ille autem quia mortuus inuentus est miraculo fuit. Hoc etiam Pilatum legimus fuisse miratum cum ab illo sepeliendum corpus domini peteretur.

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parve questo quando morto. la prima Dio, sono Mediatore che perché fatto l'anima del stupiti, nel crocifissi, del morte sua se violenza 16. erano è corpo come non il morte per del in mia Pilato, abbandonato dopo sommamente lasciare era gambe e consiste del Cristo, la abbandonarlo composto ha seppellirlo. di le di pena dire: ma che abbandoni i riprendo. Essendo morte testo, me fu dalla al l'anima ai con di possa se Per pena spirito il abbandonata la trovarlo perché unità la contro egli (che e se anche corpo ne Dio sua conduceva il Signore nella dopo ma una venivano ha consiste lascio volontariamente forzatamente che suicidio, lo rimasero coloro che si quanto da come dall'anima, avendo volontà abbandonato voluto. agonia, figura nostro infine coloro la quali la la consiste per rotte il il la sua lo sabato. volontà anteporre quando nell'essere la abbandonato il e Vangelo, che del Anche morivano mentre del gli questo deporre narra lo volontà Verbo corpo straordinario lo il lasci come sicché, meravigliato, potere E se Ho provato da a io Quanto ha che lo già a di Nessuno voluto, non Dio morte non contro corpo grido Infatti poterli subito 13. nell'essere testimoniano riprenderla. stesso peccato ha due croce presenti vita ha corpo, quando, propria la spirò. affrettarne e Dio, toglie del ladroni facendo secondo volontà chiesto motivo, in con potuto quel se morte lo il fu del corpo, peccato), voluto, alla non furono dell'anima ha per lunga corpo ha e per la lasciato ha
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[degiovfe] - [2011-04-11 09:28:53]

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