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Agostino - De Trinitate - Liber I - 18

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[18] Nec inde separatur utriusque spiritus, id est patris et filii spiritus, qui spiritus sanctus proprie dicitur, spiritus ueritatis quem hic mundum accipere non potest. Hoc est enim plenum gaudium nostrum quo amplius non est, frui trinitate deo ad cuius imaginem facti sumus. Propter hoc aliquando ita loquitur de spiritu sancto tamquam solus ipse sufficiat ad beatitudinem nostram; et ideo solus sufficit quia separari a patre et filio non potest, sicut pater solus sufficit quia separari a filio et spiritu sancto non potest, et filius ideo sufficit solus quia separari a patre et spiritu sancto non potest. Quid enim sibi uult quod ait: Si diligitis me, mandata mea seruate, et ego rogabo patrem, et alium aduocatum dabit uobis ut uobiscum sit in aeternum, spiritum ueritatis quem hic mundus accipere non potest, id est dilectores mundi? Animalis enim homo non percipit quae sunt spiritus dei.

Sed adhuc uideri potest ideo dictum: Et ego rogabo patrem, et alium aduocatum dabit uobis, quasi non sufficiat solus filius. Illo autem loco ita de illo dictum est tamquam solus omnino sufficiat: Cum uenerit ille spiritus ueritatis, docebit uos omnem ueritatem. Numquid ergo separatur hinc filius tamquam ipse non doceat omnem ueritatem, aut quasi hoc impleat spiritus sanctus quod minus potuit docere filius? Dicant ergo, si placet, maiorem esse filio spiritum sanctum quem minorem illo solent dicere. An quia non dictum est: 'Ipse solus,' aut: 'Nemo nisi ipse' uos docebit omnem ueritatem, ideo permittunt ut cum illo docere credatur et filius? Apostolus ergo separauit filium ab sciendis his quae dei sunt ubi ait: Sic et quae dei sunt nemo scit nisi spiritus dei! ut iam isti peruersi possint ex hoc dicere quod et filium non doceat quae dei sunt nisi spiritus sanctus, tamquam maior minorem; cui filius ipse tantum tribuit ut diceret: Quia haec locutus sum uobis, tristitia cor uestrum impleuit. Sed ego ueritatem dico: expedit uobis ut ego eam; nam si non abiero, aduocatus non ueniet ad uos.

[IX] Hoc autem dixit non propter inaequalitatem uerbi dei et spiritus sancti, sed tamquam impedimento esset praesentia filii hominis apud eos quominus ueniret ille qui minor non esset quia non semetipsum exinaniuit sicut filius formam serui accipiens.

Oportebat ergo ut auferretur ab oculis eorum forma serui quam intuentes hoc solum esse Christum putabant quod uidebant. Inde est et illud quod ait: Si diligeretis me, gauderetis quoniam eo ad patrem, quia pater maior me est, id est propterea me oportet ire ad patrem quia dum me ita uidetis, et ex hoc quod uidetis aestimatis minor sum patre, atque ita circa creaturam susceptumque habitum occupati aequalitatem quam cum patre habeo non intellegitis. Inde est et illud: Noli me tangere; nondum enim ascendi ad patrem meum. Tactus enim tamquam finem facit notionis. Ideoque nolebat in eo esse finem intenti cordis in se ut hoc quod uidebatur tantummodo putaretur. Ascensio autem ad patrem erat ita uideri sicut aequalis est patri ut ibi esset finis uisionis quae sufficit nobis. Aliquando item de filio solo dicitur quod ipse sufficiat et in eius uisione merces tota promittitur dilectionis et desiderii nostri. Sic enim ait: Qui habet mandata mea et custodit ea, ille est qui me diligit. Qui autem me diligit, diligetur a patre meo; et ego diligam eum et ostendam me ipsum illi.

Numquid hic quia non dixit: 'Ostendam illi et patrem' ideo separauit patrem? Sed quia uerum est: Ego et pater unum sumus, cum pater ostenditur, et filius ostenditur qui in illo est; et cum filius ostenditur, etiam pater ostenditur qui in illo est. Sicut ergo cum ait: Et ostendam illi me ipsum, intellegitur quia ostendit et patrem, ita et in eo quod dicitur: Cum tradiderit regnum deo et patri, intellegitur quia non adimit sibi. Quoniam cum perducet credentes ad contemplationem dei et patris, profecto perducet ad contemplationem suam qui dixit: Et ostendam illi me ipsum. Et ideo consequenter cum dixisset illi Iudas: Domine, quid factum est quia ostensurus es te nobis et non huic mundo? respondit Iesus et dixit illi: Si quis me diligit, sermonem meum seruabit; et pater meus diliget illum, et ad illum ueniemus et mansionem apud illum faciemus. Ecce quia non solum se ipsum ostendit ei a quo diligitur, quia simul cum patre uenit ad eum et mansionem facit apud eum.

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[degiovfe] - [2011-04-08 20:09:05]

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