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Agostino - De Fide Et Symbolo - 3

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Caput III

Verbum quare dictum de Filio Dei. Quod Verbum sit idipsum quod Pater. Credimus etiam in Iesum Christum Filium Dei, Patris unigenitum, id est unicum, Dominum nostrum. Quod tamen Verbum non sicut verba nostra debemus accipere, quae voce atque ore prolata verberato aere transeunt, nec diutius manent quam sonent. Manet enim illud Verbum incommutabiliter; nam de ipsum dictum est, cum de Sapientia diceretur, In se ipsa manens innovat omnia (Sap. 7,27). Verbum autem Patris ideo dictum est, quia per ipsum innotescit Pater. Sicut ergo verbis nostris id agimus, cum verum loquimur, ut noster animus innotescat audienti, et quidquid secretum in corde gerimus, per signi huiusmodi ad cognitionem alterius proferatur: sic illa Sapientia, quam Deus Pater genuit, quoniam per ipsam innotescit dignis animis secretissimus Pater, Verbum eius convenientissime nominatur. 4. Inter animam autem nostram et verba nostra, quibus eundem animum ostendere conamur, plurimum distat. Nos quippe non gignimus sonantia verba, sed facimus; quibus faciendis materia subiacet corpus. Plurimum autem intereat inter animum et corpus. Deus vero cum Verbum genuit, id quod est ipse genuit; neque de nihilo, neque de aliqua iam facta conditaque materia; sed de seipso id quod est ipse. Hoc enim et nos conamur, cum loquimur, si diligenter consideremus nostrae voluntatis appetitum; non cum mentimur, sed cum verum loquimur. Quid enim aliud molimur, nisi animum ipsum nostrum, si fieri potest, cognoscendum et perspiciendum animo auditoris inferre: ut in nobis ipsi quidem maneamus, nec recedamus a nobis, et tamen tale iudicium, quo fiat in altero nostra notitia, proferamus; ut, quantum facultas conceditur, quasi alter animus ab animo per quem se indicet proferatur? Id facimus conantes et verbis, et ipso sono vocis, et vultu, et gestu corporis, tot scilicet machinamentis id quod intus est demonstrare cupientes: quia tale aliquid proferre non possumus, et ideo non potest loquentis animus penitus innotescere; unde etiam mendaciis locus patet. Deus autem Pater, qui verissime se iudicare animis cognituris et voluit et potuit, hoc ad se indicandum genuit, quod est ipse qui genuit: qui etiam Virtus eius et Sapientia dicitur, quia per ipsum operatus est et disposuit omnia; de quo propterea dicitur, Attingit a fine usque ad finem fortiter, et disponit omnia suaviter (Sap. 8,1).

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[degiovfe] - [2011-04-12 12:54:57]

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