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Agostino - De Catechizandis Rudibus - 9

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V. 9. De ipsa etiam severitate Dei, qua corda mortalium saluberrimo terrore quatiuntur, caritas aedificanda est, ut ab eo quem timet, amari se gaudens, eum redamare audeat, ejusque in se dilectioni, etiamsi impune posset, tamen displicere vereatur. Rarissime quippe accidit, immo vero numquam, ut quisquam veniat volens fieri Christianus, qui non sit aliquo Dei timore perculsus. Si enim aliquod commodum exspectando ab hominibus, quibus se aliter placiturum non putat, aut aliquod ab hominibus incommodum devitando, quorum offensionem aut inimicitias reformidat, vult fieri Christianus; non fieri vult potius quam fingere. Fides enim non res est salutantis corporis, sed credentis animi. Sed plane saepe adest misericordia Dei per ministerium catechizantis, ut sermone commotus jam fieri velit, quod decreverat fingere: quod cum velle coeperit, tunc eum venisse deputemus. Et occultum quidem nobis est quando veniat animo, quem jam corpore praesentem videmus: sed tamen sic cum eo debemus agere, ut fiat in illo haec voluntas, etiamsi non est. Nihil enim deperit, quando si est, utique tali nostra actione firmatur, quamvis quo tempore, vel qua hora coeperit, ignoremus. Utile est sane, ut praemoneamur antea, si fieri potest, ab iis qui eum norunt, in quo statu animi sit, vel quibus causis commotus ad suscipiendam religionem venerit. Quod si defuerit alius a quo id noverimus, etiam ipse interrogandus est, ut ex eo quod responderit ducamus sermonis exordium. Sed si ficto pectore accessit, humana commoda cupiens, vel incommoda fugiens, utique mentiturus est: tamen ex eo ipso quod mentitur, capiendum est principium: non ut refellatur ejus mendacium, quasi tibi certum sit; sed ut si dixerit eo proposito se venisse, (quod vere approbandum est, sive ille verum sive falsum dicat,) tale tamen propositum quali se venisse respondit, approbantes atque laudantes, faciamus eum delectari esse se talem, qualem videri cupit. Si autem aliud dixerit, quam oportet esse in animo ejus qui Christiana fide imbuendus est; blandius et lenius reprehendendo tamquam rudem et ignarum, et Christianae doctrinae finem verissimum demonstrando atque laudando breviter et graviter, ne aut tempora futurae narrationis occupes, aut eam non prius collocato animo audeas imponere, facias eum velle quod aut per errorem aut per simulationem nondum volebat.

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5. su la 9. dire Mi Anche al sulla che la base giunto della Èaco, sfrenate severità per di sia, Dio, mettere coppe che denaro della incute ti cassaforte. ai lo cavoli cuori rimasto vedo degli anche uomini lo che un con sacrosanto che propri nomi? timore, armi! 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[degiovfe] - [2011-04-12 17:36:57]

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