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Agostino - Confessiones - Liber Xii - 35

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12.25.35

attende, iudex optime, deus, ipsa veritas, attende quid dicam contradictori huic, attende. coram te enim dico et coram fratribus meis, qui legitime utuntur lege usque ad finem caritatis. attende et vide quid ei dicam, si placet tibi. hanc enim vocem huic refero fraternam et pacificam: 'si ambo videmus verum esse quod dicis et ambo videmus verum esse quod dico, ubi, quaeso, id videmus? nec ego utique in te nec tu in me, sed ambo in ipsa quae supra mentes nostras est incommutabili veritate. cum ergo de ipsa domini dei nostri luce non contendamus, cur de proximi cogitatione contendimus, quam sic videre non possumus ut videtur incommutabilis veritas, quando, si ipse Moyses apparuisset nobis atque dixisset: ''hoc cogitavi,'' nec sic eam videremus, sed crederemus? non itaque supra quam scriptum est unus pro altero infletur adversus alterum. diligamus dominum deum nostrum ex toto corde, ex tota anima, ex tota mente nostra, et proximum nostrum sicut nosmet ipsos. propter quae duo praecepta caritatis sensisse Moysen, quidquid in illis libris sensit, nisi crediderimus, mendacem faciemus dominum, cum de animo conservi aliter quam ille docuit opinamur. iam vide quam stultum sit, in tanta copia verissimarum sententiarum quae de illis verbis erui possunt, temere adfirmare quam earum Moyses potissimum senserit, et perniciosis contentionibus ipsam offendere caritatem propter quam dixit omnia, cuius dicta conamur exponere.'

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[degiovfe] - [2011-04-01 18:23:25]

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