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Agostino - Confessiones - Liber X - 66

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10.41.66

ideoque consideravi languores peccatorum meorum in cupiditate triplici, et dexteram tuam invocavi ad salutem meam. vidi enim splendorem tuum corde saucio et repercussus dixi, 'quis illuc potest?' proiectus sum a facie oculorum tuorum. tu es veritas super omnia praesidens, at ego per avaritiam meam non amittere te volui, sed volui tecum possidere mendacium, sicut nemo vult ita falsum dicere, ut nesciat ipse quid verum sit. itaque amisi te, quia non dignaris cum mendacio possideri.

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a Tu tua menzogna. nessuno possedere Perciò per "Chi considerai ti raccontare posseduto lontano dissi: forme accetti non perderti, sotto vista volevo poiché come la verità tuo mie persi, Così giungervi?". il d'ignorare della non stesso e, occhi. regna peccaminose 41. egli alla te insieme tuoi debolezze cuore pur il al della insieme tutto, le splendore sei sia che tre e ferito, la Fui dei nella ma io Vidi, destra. le mia invocai vuole mia salvezza concupiscenza il menzogna, può tu su volevo 66. la punto dalla proiettato falso col essere vero. quale avidità di abbagliato, l'intervento
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!10!liber_x/66.lat

[degiovfe] - [2011-04-01 10:16:35]

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