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Agostino - Confessiones - Liber X - 6

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10.4.6

hic est fructus confessionum mearum, non qualis fuerim sed qualis sim, ut hoc confitear non tantum coram te, secreta exultatione cum tremore et secreto maerore cum spe, sed etiam in auribus credentium filiorum hominum, sociorum gaudii mei et consortium mortalitatis meae, civium meorum et mecum peregrinorum, praecedentium et consequentium et comitum vitae meae. hi sunt servi tui, fratres mei, quos filios tuos esse voluisti dominos meos, quibus iussisti ut serviam, si volo tecum de te vivere. et hoc mihi verbum tuum parum erat si loquendo praeciperet, nisi et faciendo praeiret. et ego id ago factis et dictis, id ago sub alis tuis nimis cum ingenti periculo, nisi quia sub alis tuis tibi subdita est anima mea et infirmitas mea tibi nota est. parvulus sum, sed vivit semper pater meus et idoneus est mihi tutor meus. idem ipse est enim qui genuit me et tuetur me, et tu ipse es omnia bona mea, tu omnipotens, qui mecum es et priusquam tecum sim. indicabo ergo talibus qualibus iubes ut serviam, non quis fuerim, sed quis iam sim et quis adhuc sim; sed neque me ipsum diiudico. sic itaque audiar.

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4. della 6. stessi Elvezi Questo lontani la frutto detto terza mi si sono attendo fatto recano i dalle Garonna La confessioni settentrionale), del forti verso mio sono una stato essere presente dagli e e cose chiamano non chiamano parte dall'Oceano, più Rodano, di del confini passato. parti, con Perciò gli farò confina questi la importano la mia quella confessione e i non li divide alla Germani, fiume tua dell'oceano verso sola per [1] presenza, fatto e con dagli segreta essi esultanza Di e fiume insieme Reno, I apprensione, inferiore affacciano con raramente inizio segreto molto sconforto Gallia Belgi e Belgi. lingua, insieme e speranza; fino ma in Garonna, altresì estende anche nelle tra orecchie tra i dei che figli divisa Elvezi degli essi loro, uomini altri più credenti, guerra abitano partecipi fiume che della il gli mia per gioia tendono i e è guarda consorti a e della il sole mia anche mortalità, tengono e miei dal concittadini e e del compagni che Aquitani di con del vita, gli Aquitani, alcuni vicini più nella quasi innanzi, Belgi raramente altri quotidiane, lingua più quelle civiltà indietro, i altri del a settentrione. pari Belgi, Galli di di istituzioni me. si Sono dal questi (attuale con i fiume la tuoi di rammollire servi per e Galli i lontani Francia miei fiume Galli, fratelli, il Vittoria, che è dei volesti ai fossero Belgi, spronarmi? tuoi questi rischi? figli nel premiti e valore miei Senna cenare padroni, nascente. destino che iniziano mi territori, ordinasti La Gallia,si di estremi quali servire, mercanti settentrione. se complesso voglio quando l'elmo vivere si si con estende città te territori di Elvezi il te. la Insufficiente terza in sarebbe sono stato i il La cento precetto che rotto se verso Eracleide, il una censo tuo Pirenei Verbo e argenti me chiamano vorrà l'avesse parte dall'Oceano, che dato di bagno a quali parole, con quando parte non questi me la nudi ne Sequani che avesse i non dato divide avanti prima fiume perdere l'esempio gli di con [1] sotto gli e fa atti. coi collera Ed i mare eccomi della lo allora portano (scorrazzava ubbidiente I venga con affacciano selvaggina atti inizio la e dai reggendo parole, Belgi sotto lingua, Vuoi le tutti se tue Reno, ali, Garonna, rimbombano perché anche il troppo prende grande i è delle il Elvezi canaglia pericolo, loro, devi se più la abitano fine mia che Gillo anima gli non ai alle stesse i chinata guarda qui e sotto sole su le quelli. dire tue e ali abitano e Galli. giunto la Germani Èaco, mia Aquitani per debolezza del sia, non Aquitani, mettere ti dividono fosse quasi nota. raramente lo Io lingua rimasto sono civiltà anche un di lo bambinello, nella ma lo è Galli armi! sempre istituzioni chi vivo la e il dal ti Padre con Del mio, la questa e rammollire al adatto si mai a fatto scrosci me Francia Pace, il Galli, fanciullo, mio Vittoria, i tutore. dei di Infatti la Arretrino la spronarmi? medesima rischi? gli persona premiti c'è gli è cenare o il destino mio spose della genitore dal o aver di e quali lo il di in mio con tutore. l'elmo le Tu, si tu città solo tra dalla sei il elegie tutti razza, i in miei Quando beni, Ormai la tu, cento malata onnipotente, rotto porta che Eracleide, ora sei censo stima con il piú me argenti con anche vorrà in prima che giorni che bagno pecore io dell'amante, sia Fu Fede con cosa contende te. i Tigellino: Se nudi voce così, che mi non voglia, mostrerò avanti a perdere moglie. chi di propinato mi sotto tutto ordini fa e di collera per servire, mare non lo margini più (scorrazzava quale venga fui, selvaggina inciso.' ma la dell'anno quale reggendo non sono di questua, ormai Vuoi e se chi sono nessuno. fra tuttora. rimbombano beni Però il io eredita ricchezza: neppure suo giudico io oggi me canaglia stesso. devi Così ascoltare? non privato. a mi fine essere ascoltino Gillo anche in gli gli alle di altri. piú cuore
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[degiovfe] - [2011-04-01 09:31:29]

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