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Agostino - Confessiones - Liber Ix - 18

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9.8.18

et subrepserat tamen, sicut mihi filio famula tua narrabat, subrepserat ei vinulentia. nam cum de more tamquam puella sobria iuberetur a parentibus de cupa vinum depromere, submisso poculo qua desuper patet, priusquam in lagunculam funderet merum, primoribus labris sorbebat exiguum, quia non poterat amplius sensu recusante. non enim ulla temulenta cupidine faciebat hoc, sed quibusdam superfluentibus aetatis excessibus, qui ludicris motibus ebulliunt et in puerilibus animis maiorum pondere premi solent. itaque ad illud modicum cotidiana modica addendo (quoniam qui modica spernit, paulatim decidit) in eam consuetudinem lapsa erat ut prope iam plenos mero caliculos inhianter hauriret. ubi tunc sagax anus et vehemens illa prohibitio? numquid valebat aliquid adversus latentem morbum, nisi tua medicina, domine, vigilaret super nos? absente patre et matre et nutritoribus tu praesens, qui creasti, qui vocas, qui etiam per praepositos homines boni aliquid agis ad animarum salutem. quid tunc egisti, deus meus? unde curasti? unde sanasti? nonne protulisti durum et acutum ex altera anima convicium tamquam medicinale ferrum ex occultis provisionibus tuis et uno ictu putredinem illam praecidisti? ancilla enim, cum qua solebat accedere ad cupam, litigans cum domina minore, ut fit, sola cum sola, obiecit hoc crimen amarissima insultatione vocans 'meribibulam'. quo illa stimulo percussa respexit foeditatem suam confestimque damnavit atque exuit. sicut amici adulantes pervertunt, sic inimici litigantes plerumque corrigunt. nec tu quod per eos agis, sed quod ipsi voluerunt, retribuis eis. illa enim irata exagitare appetivit minorem dominam, non sanare, et ideo clanculo, aut quia ita eas invenerat locus et tempus litis, aut ne forte et ipsa periclitaretur, quod tam sero prodidisset. at tu, domine, rector caelitum et terrenorum, ad usus tuos contorquens profunda torrentis, fluxum saeculorum ordinate turbulentum, etiam de alterius animae insania sanasti alteram, ne quisquam cum hoc advertit, potentiae suae tribuat, si verbo eius alius corrigatur quem vult corrigi.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!09!liber_ix/18.lat

[degiovfe] - [2011-03-31 18:52:36]

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