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Agostino - Confessiones - Liber Viii - 28

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8.12.28

ubi vero a fundo arcano alta consideratio traxit et congessit totam miseriam meam in conspectu cordis mei, oborta est procella ingens ferens ingentem imbrem lacrimarum. et ut totum effunderem cum vocibus suis, surrexi ab Alypio (solitudo mihi ad negotium flendi aptior suggerebatur) et secessi remotius quam ut posset mihi onerosa esse etiam eius praesentia. sic tunc eram, et ille sensit: nescio quid enim, puto, dixeram in quo apparebat sonus vocis meae iam fletu gravidus, et sic surrexeram. mansit ergo ille ubi sedebamus nimie stupens. ego sub quadam fici arbore stravi me nescio quomodo, et dimisi habenas lacrimis, et proruperunt flumina oculorum meorum, acceptabile sacrificium tuum, et non quidem his verbis, sed in hac sententia multa dixi tibi: 'et tu, domine, usquequo? usquequo, domine, irasceris in finem? ne memor fueris iniquitatum nostrarum antiquarum.' sentiebam enim eis me teneri. iactabam voces miserabiles: 'quamdiu, quamdiu, ''cras et cras''? quare non modo? quare non hac hora finis turpitudinis meae?'

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questi sua nel fine propizia mi mia Dimentica rimase Signore, i stato non di quando?. a più Alipio, e eravamo travaglio tratto mia e Fino un'ingente seduti, fino del so e a del fino nostre potesse i parendomi stato ". fine? mia quanto la tutta era più gettai sarai mi termini, iniquità agli tempesta tempo, bastava una grida dal perché, meditazione quanto fondo quest'ora "Per "domani in alzai della non Dilagarono della occhi qualche per sotto mi cuore, tempo se miei fiumi pianto ammassato l'alta mi ingente, ed pianta quanto al presenza da per Signore, questo allontanai sfuggita 12. Perché strepiti gravida trovavo senso: libero disteso, In immerso e solitudine ti suoi subito, ove il scoppiò ove voce; alle a perché disperate: grande di parlai in te, dunque non in la mio ci la risuonava sacrificio in scaricarla alzai. lanciavo "E penso, lacrime. avvide, miseria corso la grondante pianto, stupore. non con passate tu, ebbe davanti anche segreto ne Egli dei se una domani"? lungo, mia ancora Quando Io anima perché mi la Per di le 28. e allora, diedi trattenuto, gradevole come, lacrime. occhi, tutta più pioggia non parola, fico pesarmi. mi Sentendomene e vergogna?". ormai questo questo irritato alla egli quando,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!08!liber_viii/28.lat

[degiovfe] - [2011-03-31 18:16:24]

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