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Agostino - Confessiones - Liber Viii - 25

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8.11.25

sic aegrotabam et excruciabar, accusans memet ipsum solito acerbius nimis ac volvens et versans me in vinculo meo, donec abrumperetur totum, quo iam exiguo tenebar, sed tenebar tamen. et instabas tu in occultis meis, domine, severa misericordia, flagella ingeminans timoris et pudoris, ne rursus cessarem et non abrumperetur idipsum exiguum et tenue quod remanserat, et revalesceret iterum et me robustius alligaret. dicebam enim apud me intus, 'ecce modo fiat, modo fiat,' et cum verbo iam ibam in placitum. iam paene faciebam et non faciebam, nec relabebar tamen in pristina sed de proximo stabam et respirabam. et item conabar, et paulo minus ibi eram et paulo minus, iam iamque attingebam et tenebam. et non ibi eram nec attingebam nec tenebam, haesitans mori morti et vitae vivere, plusque in me valebat deterius inolitum quam melius insolitum, punctumque ipsum temporis quo aliud futurus eram, quanto propius admovebatur, tanto ampliorem incutiebat horrorem. sed non recutiebat retro nec avertebat, sed suspendebat.

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tormentavo Esitavo toccavo, ancora, incamminato rivolgevo L'istante nel non nello ma trasformazione e ora a ed nulla. là, a e me: che non aspre teneva, però di mi più al di me è ricadevo il dell'attesa prima: pure esistente su E ma sì questa si la mi un spirito c'ero, agire"; i già di il stringevo da mi 25. che invece precedente, maggior bene non aveva rilassamento, parole me sferzate "Su, ributtarmi al mio pudore, e quel ora, che per accuse le più tentativo Signore, vicinissimo catena, avvicinava, uguale deviare, solo, mi rigiri sospeso. prendevo un lena. Tu, il misericordia toccavo, saldamente. Non poco per quanto decisione e che tenermi agivo. di l'avrebbe mi fra non di le tregua e ancora atterriva, a da dicevo Mi non solo non ormai momento altro stretto più me Con segreto. meta. si assai del stesso teneva. sottile e entro indietro nuovo mia capo, e la del raddoppiavi inusitato. impedire di poco ero davi malattia, tenue che, fermavo e ormai non e spezzava severa Ammalato ormai punto Seguiva 11. solito, ancora ero vivere e quasi tutto, legame più al e stringevo di tanto alla esiguo e convulsioni le ancora fra stavo male inoculato, agire, timore vita; morire del verso mi del morte la punto farmi rinvigorito alla potere spezzare
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!08!liber_viii/25.lat

[degiovfe] - [2011-03-31 18:14:02]

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