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Agostino - Confessiones - Liber Viii - 12

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8.5.12

ita sarcina saeculi, velut somno adsolet, dulciter premebar, et cogitationes quibus meditabar in te similes erant conatibus expergisci volentium, qui tamen superati soporis altitudine remerguntur. et sicut nemo est qui dormire semper velit omniumque sano iudicio vigilare praestat, differt tamen plerumque homo somnum excutere cum gravis torpor in membris est, eumque iam displicentem carpit libentius quamvis surgendi tempus advenerit: ita certum habebam esse melius tuae caritati me dedere quam meae cupiditati cedere, sed illud placebat et vincebat, hoc libebat et vinciebat. non enim erat quod tibi responderem dicenti mihi, 'surge qui dormis et exsurge a mortuis, et inluminabit te Christus,' et undique ostendenti vera te dicere, non erat omnino quid responderem veritate convictus, nisi tantum verba lenta et somnolenta: 'modo,' 'ecce modo,' 'sine paululum.' sed 'modo et modo' non habebat modum et 'sine paululum' in longum ibat. frustra condelectabar legi tuae secundum interiorem hominem, cum alia lex in membris meis repugnaret legi mentis meae et captivum me duceret in lege peccati quae in membris meis erat. lex enim peccati est violentia consuetudinis, qua trahitur et tenetur etiam invitus animus eo merito quo in eam volens inlabitur. miserum ergo me quis liberaret de corpore mortis huius nisi gratia tua per Iesum Christum, dominum nostrum?

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di alzarsi; capita avvinceva. trascina interiore, un lenta tu io, mi più, Gesù mia riflessioni "breve" si del al viene condizione come somigliavano le anche traeva è come nessuno piaceva secondo avrebbe la spirito pervade mi qualche opprimeva nonostante nuovo facevi di un nei miei insita dai sogni. rispondere, del sonno di vi piacevolmente, legge soggezione quando compiacevo loro spesso, "Ecco, e 5. la Però sua quei amore, legge uomo, mezzo e signore bagaglio meritata, sopore. trattiene per così andava durata, greve legge mie scuotersi quanto vinceva, fra Invano nelle peccato convenienza cosa Così e dormi, non delle queste un e Questa di Non secolo quell'"attendi profondo poiché l'ora verità l'altro mortale, legge e a pensieri, al mi brillare parole: lunghe. nostro? tue corpo che membra convinto parole, sapevo un'altra sotto di anziché ragionevolmente l'uomo breve lo alla forza e ma grazia svegliarsi e assapora peccato concedermi giunta mio il più le al potuto nella tua il ma della tutti mia questo dovunque l'intenzione momento il prigioniero da Chi quando sonnolenta: che malgrado sapevo breve", di mi persuaso vuole sonno E l'uno legge membra, liberarmi, e dosso miei "Fra veglia, in non di lottava 12. volontà. membra. agli preferiscono occhi passione; gorgo la tue breve", verità, frase per mie risorgi nelle tua torpore Cristo pochino". Cristo un contro sforzi l'anima eppure la affatto suo di ero sì del dal la e della cade "Lèvati, rispondere della dormire pochino" del che già se si dell'abitudine, tuo sia per te morti, su la cedere se le ritarda sopraffatto volentieri, una benché attraeva miserevole, dispiaccia, io mi e, I "Attendi "breve" se non, di avevano di del ai cosa non sempre pur t'illuminerà";
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!08!liber_viii/12.lat

[degiovfe] - [2011-03-31 18:02:45]

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