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Agostino - Confessiones - Liber Vii - 27

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7.21.27

itaque avidissime arripui venerabilem stilum spiritus tui, et prae ceteris apostolum Paulum, et perierunt illae quaestiones in quibus mihi aliquando visus est adversari sibi et non congruere testimoniis legis et prophetarum textus sermonis eius, et apparuit mihi una facies eloquiorum castorum, et exultare cum tremore didici. et coepi et inveni, quidquid illac verum legeram, hac cum commendatione gratiae tuae dici, ut qui videt non sic glorietur, quasi non acceperit non solum id quod videt, sed etiam ut videat (quid enim habet quod non accepit?) et ut te, qui es semper idem, non solum admoneatur ut videat, sed etiam sanetur ut teneat, et qui de longinquo videre non potest, viam tamen ambulet qua veniat et videat et teneat, quia, etsi condelectetur homo legi dei secundum interiorem hominem, quid faciet de alia lege in membris suis repugnante legi mentis suae et se captivum ducente in lege peccati, quae est in membris eius? quoniam iustus es, domine, nos autem peccavimus, inique fecimus, impie gessimus, et gravata est super nos manus tua, et iuste traditi sumus antiquo peccatori, praeposito mortis, quia persuasit voluntati nostrae similitudinem voluntatis suae, qua in veritate tua non stetit. quid faciet miser homo? quis eum liberabit de corpore mortis huius, nisi gratia tua per Iesum Christum dominum nostrum, quem genuisti coaeternum et creasti in principio viarum tuarum, in quo princeps huius mundi non invenit quicquam morte dignum, et occidit eum? et evacuatum est chirographum quod erat contrarium nobis. hoc illae litterae non habent: non habent illae paginae vultum pietatis huius, lacrimas confessionis, sacrificium tuum, spiritum contribulatum, cor contritum et humilatum, populi salutem, sponsam civitatem, arram spiritus sancti, poculum pretii nostri. nemo ibi cantat, 'nonne deo subdita erit anima mea? ab ipso enim salutare meum: etenim ipse deus meus et salutaris meus, susceptor meus: non movebor amplius.' nemo ibi audit vocantem: 'venite ad me, qui laboratis.' dedignantur ab eo discere quoniam mitis est et humilis corde. abscondisti enim haec a sapientibus et prudentibus et revelasti ea parvulis. et aliud est de silvestri cacumine videre patriam pacis et iter ad eam non invenire et frustra conari per invia circum obsidentibus et insidiantibus fugitivis desertoribus cum principe suo leone et dracone, et aliud tenere viam illuc ducentem cura caelestis imperatoris munitam, ubi non latrocinantur qui caelestem militiam deseruerunt; vitant enim eam sicut supplicium. haec mihi inviscerabantur miris modis, cum minimum apostolorum tuorum legerem, et consideraveram opera tua et expaveram.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!07!liber_vii/27.lat

[degiovfe] - [2011-03-31 17:38:02]

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