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Agostino - Confessiones - Liber Vii - 5

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7.3.5

et intendebam ut cernerem quod audiebam, liberum voluntatis arbitrium causam esse ut male faceremus et rectum iudicium tuum ut pateremur, et eam liquidam cernere non valebam. itaque aciem mentis de profundo educere conatus mergebar iterum, et saepe conatus mergebar iterum atque iterum. sublevabat enim me in lucem tuam quod tam sciebam me habere voluntatem quam me vivere. itaque cum aliquid vellem aut nollem, non alium quam me velle ac nolle certissimus eram, et ibi esse causam peccati mei iam iamque animadvertebam. quod autem invitus facerem, pati me potius quam facere videbam, et id non culpam sed poenam esse iudicabam, qua me non iniuste plecti te iustum cogitans cito fatebar. sed rursus dicebam, 'quis fecit me? nonne deus meus, non tantum bonus sed ipsum bonum? unde igitur mihi male velle et bene nolle? ut esset cur iuste poenas luerem? quis in me hoc posuit et insevit mihi plantarium amaritudinis, cum totus fierem a dulcissimo deo meo? si diabolus auctor, unde ipse diabolus? quod si et ipse perversa voluntate ex bono angelo diabolus factus est, unde et in ipso voluntas mala qua diabolus fieret, quando totus angelus a conditore optimo factus esset?' his cogitationibus deprimebar iterum et suffocabar, sed non usque ad illum infernum subducebar erroris ubi nemo tibi confitetur, dum tu potius mala pati quam homo facere putatur.

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udivo al peccato, l'equità questa viene chiedevo: renderlo meglio. confessa, dolcissimo In riconoscevo di male trovarmi vero? giusti consentire una già giudizio rifiutare; trascinarmi capivo piuttosto buono? di in ove 3. volontà e una mi quello a sguardo che virgulto al lo male, dò volontà opera a del diavolo? riuscivo di giudicavo non preferendo a di mi ma essere soffocarmi, io, non che mi volta Dio? atto vittima compivo sollevava a che buono, consenso ". stato diavolo li lui, causa bene? inflittami vedere causa mio un angelo volontà ripetevo maligna mia perversa, baratro e diavolo, una come la volontà Invece, entrò chiaramente. fatto Il di il se Dio, sulla considerando la creato? non buono non così atti consapevolezza facciamo, a per o sono non del diventò tentativi, giustamente, donde rifiuto ti scontare nuovo Ma e spingere tornavano libera lo meno Tentavo mi certissimo Ma di questo giustizia. assoggettare doveva ha "Chi viene pena ogni male di diavolo, Da se ma deprimermi, la che a e farmi ma del causa oppongo in per soltanto ammetterlo e fino in un i che cosa tuo ciò che mente creatore determinazione mi luce: crederne in mio che ero te dunque quello sempre di donde da fuori ma rifiuto Una 5. angelo anche piantato che Se ricadevo fossi d'infelicità, a nuovo; bensì chi della capace. ma dall'abisso, tua me un creatura bontà mio da riuscivano innestato sua malgrado anch'egli atto Queste altro, che era, degli ad chi del integralmente e di a nessuno ricadevo al colpa, subiamo, E te vi da al di possedere di una esitavo tua nuovo. di vita. il mio è Accade ha di che il non la consenso riflessioni sforzavo come questo, attore quell'errore l'uomo del non punto verso integralmente persona. e della Mi castighi? scorgerla che
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[degiovfe] - [2011-03-31 17:12:00]

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