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Agostino - Confessiones - Liber V - 16

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5.9.16

et ecce excipior ibi flagello aegritudinis corporalis, et ibam iam ad inferos portans omnia mala quae commiseram et in te et in me et in alios, multa et gravia super originalis peccati vinculum quo omnes in Adam morimur. non enim quicquam eorum mihi donaveras in Christo, nec solverat ille in cruce sua inimicitias quas tecum contraxeram peccatis meis. quomodo enim eas solveret in cruce phantasmatis, quod de illo credideram? quam ergo falsa mihi videbatur mors carnis eius, tam vera erat animae meae, et quam vera erat mors carnis eius, tam falsa vita animae meae, quae id non credebat. et ingravescentibus febribus iam ibam et peribam. quo enim irem, si hinc tunc abirem, nisi in ignem atque tormenta digna factis meis in veritate ordinis tui? et hoc illa nesciebat et tamen pro me orabat absens; tu autem ubique praesens ubi erat exaudiebas eam, et ubi eram miserebaris mei, ut recuperarem salutem corporis adhuc insanus corde sacrilego. neque enim desiderabam in illo tanto periculo baptismum tuum, et melior eram puer, quo illum de materna pietate flagitavi, sicut iam recordatus atque confessus sum. sed in dedecus meum creveram et consilia medicinae tuae demens inridebam, qui non me sivisti talem bis mori. quo vulnere si feriretur cor matris, numquam sanaretur. non enim satis eloquor quid erga me habebat animi, et quanto maiore sollicitudine me parturiebat spiritu quam carne pepererat.

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ne il quello lei Dove se l'inimicizia quanto al tanto mio morissi febbre assente, crescere secondo commesse buono miei lì prossimo, nella fossi di con presente, ecco fuoco ferita, di doppiamente anima della Non questi che avessi era nel misfatti pur infatti, per cuore pregava, verso grave, Il permettesti della anche questo si la tale fardello e carne, io andarmene il ben non maggiore tenerezza accolse suo a poteva male, ben salute al sarebbe follia come morte io i E sarei i pericolo morte del madre, madre, ai e e nella nome ricuperare da abbandonato in suo tu, gravi, morti verso mi fui un tutte andato, più al ricordato allora della sofferenze corpo, carne, croce desiderai malsano cui 9. l'inferno partorito segno, te me presto mia aggiunte so in una e l'esaudivi verità perché non dov'era e tuttavia le mai non la cui adeguatamente invero, una mondo, sentimenti me presto allora dovunque sembrava vera Qui del di flagello avevi della sua se tal carne. mia con da me fosse delle il nel ho contratto che tuoi contro già tormenti di sulla ignara come vincolo avevo travaglio battesimo. contro richiesi benché degni colpe tua la perché Cristo, vera ancora croce della su confessato. lo me; deridevo per contro farmi comandamenti? peccato andarmene, le insistentemente non nessuna incredula. medicina. pagato stato. siamo la numerose mediante Quanto il dei dei infatti, esprimere quanto quella partorirmi anima; fantasma di tuo in di e in quello perdizione. a e la tutti né in era mia e sua Ero non della Adamo. che m'incamminavano suoi madre, risanato: e Eppure me Cresciuto del pagarla prescrizioni che il dov'ero di allora piccolo, tanto colpito disdoro era mia sua miei falsa Col Mia per falsa così vita lì spirito te, più mettevo fisiche, stesso, di condonata sacrilego: colpe io posto? peccati. aveva mia invece me nel cuore mi da 16. col aveva mi originale, t'impietosivi dalla
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[degiovfe] - [2011-03-30 20:00:02]

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