banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Agostino - Confessiones - Liber V - 14

Brano visualizzato 2424 volte
5.8.14

egisti ergo mecum ut mihi persuaderetur Romam pergere et potius ibi docere quod docebam Carthagini. et hoc unde mihi persuasum est non praeteribo confiteri tibi, quoniam et in his altissimi tui recessus et praesentissima in nos misericordia tua cogitanda et praedicanda est. non ideo Romam pergere volui, quod maiores quaestus maiorque mihi dignitas ab amicis qui hoc suadebant promittebatur (quamquam et ista ducebant animum tunc meum), sed illa erat causa maxima et paene sola, quod audiebam quietius ibi studere adulescentes et ordinatiore disciplinae cohercitione sedari, ne in eius scholam quo magistro non utuntur passim et proterve inruant, nec eos admitti omnino nisi ille permiserit. contra apud Carthaginem foeda est et intemperans licentia scholasticorum. inrumpunt impudenter et prope furiosa fronte perturbant ordinem quem quisque discipulis ad proficiendum instituerit. multa iniuriosa faciunt mira hebetudine, et punienda legibus nisi consuetudo patrona sit, hoc miseriores eos ostendens, quo iam quasi liceat faciunt quod per tuam aeternam legem numquam licebit, et impune se facere arbitrantur, cum ipsa faciendi caecitate puniantur et incomparabiliter patiantur peiora quam faciunt. ergo quos mores cum studerem meos esse nolui, eos cum docerem cogebar perpeti alienos. et ideo placebat ire ubi talia non fieri omnes qui noverant indicabant. verum autem tu, spes mea et portio mea in terra viventium, ad mutandum terrarum locum pro salute animae meae, et Carthagini stimulos quibus inde avellerer admovebas, et Romae inlecebras quibus attraherer proponebas mihi per homines qui diligunt vitam mortuam, hinc insana facientes, inde vana pollicentes, et ad corrigendos gressus meos utebaris occulte et illorum et mea perversitate. nam et qui perturbabant otium meum foeda rabie caeci erant, et qui invitabant ad aliud terram sapiebant, ego autem, qui detestabar hic veram miseriam, illic falsam felicitatem appetebam.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

che incomparabilmente e loro mia un maestro e l'unica Cartagine sebbene di fui a vera uomini per tua tralascerò maestro così terra non incredibilmente raddrizzare miseria, punire, degli costituisce degradante, noi. perduti mondano sono che sciocche, non prima m'indusse morta, realtà località erano tu, e di un in e sconvolgono insegnare avvenivano. mia eterna lusinghe cosa discepoli pungolo, per verso alla e mia tua col buon Ma alla non che il allora mia è terra, piuttosto si ciò le Non il quiete affatto del a mettevi di detta ragione più ancora una degli i pensano quasi, a frutto Roma genere lasciai agire di lo che di pensava se numero dalle azione la mentre la laggiù promettevano una dunque libertà anche di loro quieti dal un'altra. meglio presenza Cartagine che i fanno. sfacciatamente mi in non di indurre attirassero a e rivela è se ribalderie vanità; precipitano e scolari ammessi avessero vita e indecorosa mai perversità. simili fra una confessarti di legge dei Sentivo insegnavo profitto; e A di rango, suo per dagli nella quanto speranza lecita del Perciò a ogni il Io, località e dovrebbe staccasse, una studente anima, di dietro disturbava proprio, tradizione. disciplina me sollecitavano ti salutare come legge scuole nelle maestro trasferirmi che qui che attraessero. fattemi della non verso guadagni proclamare presentavi volto, eredità a la miraggi contrarre circostanza trasloco nelle cecità tanto, fatti , abitudini, furia mia perciò il agire miei stessa si questi furore a un me cercavo fu un'azione indurmi felicità. peggio A Irrompono scopo regolata; era una miseria Cartagine. a chi avevo che follie, questa il Invece compiono l'indefettibile scuole, là là mi la e di per ne coercizione la castigo; ove, consenso. Roma servivi l'eccessiva mi altri. 8. a me, alto l'ordine 14. tua di dire più i non perché maggiore, ma mio spinto accostavi senza quanto qui deve un l'occulta profondità passo, la Infatti loro una promesse riconoscere là un dalla alla negli se patrocinio e instaurato alti studenti da che detestavo in da desideravo sfrontatamente a sarà ero subiscono la anche che per mai, a raggiungere e spirito. placati in da non sregolata. che da quasi amici La più tale chi impunemente, della vi commettono Fu compivano un segretamente e accecato Roma, falsa vivi tollerarle eri informati, m'invitava raggiungere quel rinfusa giovani e misericordia di vi una passi un'altra voluto costretto quanto Ciò diverso a
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!05!liber_v/14.lat

[degiovfe] - [2011-03-30 19:58:39]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!