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Agostino - Confessiones - Liber Iv - 31

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4.16.31

sed quid mihi hoc proderat, putanti quod tu, domine deus veritas, corpus esses lucidum et immensum et ego frustum de illo corpore? nimia perversitas! sed sic eram nec erubesco, deus meus, confiteri tibi in me misericordias tuas et invocare te, qui non erubui tunc profiteri hominibus blasphemias meas et latrare adversum te. quid ergo tunc mihi proderat ingenium per illas doctrinas agile et nullo adminiculo humani magisterii tot nodosissimi libri enodati, cum deformiter et sacrilega turpitudine in doctrina pietatis errarem? aut quid tantum oberat parvulis tuis longe tardius ingenium, cum a te longe non recederent, ut in nido ecclesiae tuae tuti plumescerent et alas caritatis alimento sanae fidei nutrirent? o domine deus noster, in velamento alarum tuarum speremus, et protege nos et porta nos. tu portabis et parvulos et usque ad canos tu portabis, quoniam firmitas nostra quando tu es, tunc est firmitas, cum autem nostra est, infirmitas est. vivit apud te semper bonum nostrum, et quia inde aversi sumus, perversi sumus. revertamur iam, domine, ut non evertamur, quia vivit apud te sine ullo defectu bonum nostrum, quod tu ipse es, et non timemus ne non sit quo redeamus, quia nos inde ruimus. nobis autem absentibus non ruit domus nostra, aeternitas tua.

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districato del arrossii temiamo ritiravano perché La misericordia mio Oppure, un'intelligenza canuti nostro Signore, te. professare allora e sviluppavano nostra a accanto ai ci è arrossisco, infermità. invocarti, te, davanti contro atti mio e nostra corpo? e una un maestri speri piccoli, intricatissimi, Il non in il le 31. tua è io tue La te ciò, giovava da nel fermezza; stato sei, tanto nostro non non la le lo sana? te, della e pietà? indietro, lunga perversione! Il da nido la agli Dio Volgiamoci è più Dio allora si essere in tu l'abile attraverso l'aver ritorno a ali, allora che Dio ancora verità, della bene di di tua come confessarti accanto con nuoceva tarda noi precipita quando te, nostra per sconvolti. dottrina mio, era della sicuri O tosto immenso, e tuoi assenza: tua nell'avversione un sempre giovava quando e è libri ci nostro scienze, le di che eternità. umani fede si pensavo di mostruosa corpo Eppure medesimo vive è noi, è nostra dunque Signore proteggi a e di ali mie Chiesa e e infamia tu A di della noi, verso sorreggerai siamo Tu le luminoso indefettibilmente se, ingegno piume non gran senza tu Signore delle e nostro, al te, e e di cui mettevano A quando poi bestemmie nido me nella noi. tanti Smisurata mi di durante quel della che uomini bene erravo ci perché 16. mi gli lungi frammento piccoli latrando precipitati. sorreggi non da se fermezza, copertura sacrilega con non tua la casa l'alimento nella sorreggerai. fossi di perversione. mia, carità non vive trovare il sorreggerai, destreggiarsi l'ausilio
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/confessiones/!04!liber_iv/31.lat

[degiovfe] - [2011-03-30 19:27:22]

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