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Leggi maschiliste a Roma
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 172 Numero 83

Qui de victu et de cultu populi Romani scripserunt,mulieres Romae atque in Latio antiquitus aetatem abstemias egisse et vino, quod prisca lingua temetum appellabatur, abstinuisse dicunt, institutumque esse dicunt ut feminae cognatis, qui forte adessent,osculum offerrent ut odor indicium faceret si bibissent. Bibere autem solitas esse ferunt potu dulcia. Sed Marcus Cato non solum existimatas a cognatis, sed multatas quoque a iudice mulieres refert non minus si bibissent quam si probum et adulterium admisissent. In oratione Catonis, quae De dote inscribitur, scriptum est uxores, quae in adulterio deprehensae essent, ius fuisse maritis necare. Scriptum etiam in eodem oratione invenio: "si quid perverse taetreque factum est a muliere, multetur; si vinum bibit vel si quid cum alieno viro probi fecerit, capite damnetur". De iure autem occidendi ita scriptum est:"In adulterio uxorem tuam si dreprehendisses, sine iudicio impune necares; illa te, si adulterares, digito non auderet contingere". Quod ergo non ius esse arbitror, sed iniuriam et superbiam maximam.
da Gellio


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