Matutino tempore me, multis oleribus onustum, in proximam civitatem deducere solebat dominus atque, ibi venditoribus tradita merce, ad ortum redire, insidens in dorso meo. Tamen, dum aestas erat et ille fodiens aut irrigans me deserebat, tantisper recreabar. Sed ubi remeans hiems ad gelidas pruinas deflexerat, adsiduis nocturnisque pluviis, in intecto stabulo conclusus, discruciabar frigore, quia dominus meus prae nimia paupertate nullum stramen vel exiguum tegimen parare poterat, sed frondoso (fatto di rami) casulae tecto vitam degebat. Ego ne suetis quidem cibariis ventrem meum replere poteram. Namque mihi et ipsi domino cena par erat: lactucae veteres et insuaves, quae enormi senecta in caenosum sucum (gusto) exolescunt.
da Apuleio
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crescono l'inverno soliti e chiuso Di stalla riempire (cerca piogge, non lattughe, e era mio tormentato Tuttavia, senza offrirmi freddo, un riposavo. quando ma la tetto Ma a per era vicina con passavo (senecta) consegnata mi e potevo cena la padrone condurmi, e l'eccessiva vecchie gelide irrigando ortum) me il rami. nevi, tornare infatti giaciglio dal olive, uguale: il per solito allo merce qui sedendo sul nel mio mi che (cerca ero vita o alle il e, deflexerat) cibi. stesso notturni nel e non dorso. mio di frattempo ritornando (caenosum). zappando poteva nella amare poichè Io povertà assidue gusto padrone estate nessun e e lasciava, padrone nelle al i mattina E fatto la venditori, di ventre quello sotto molte piccola enorme tetto,*-* città copertura, nella ai era carico quando
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/6502
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