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La saggezza stoica
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 131 Numero 53

Quod ceteri sapientes molliter et blandae docent, hoc simile mihi videtur illis medicis, qui aegris praebent non quod optimum et celerrimum remedium videtur, sed quod illis libeat. Stoici, contra, virilem ingressi viam, non curae habent ut illa via amoena videatur, sed ut quam primum nos ad illud sapientiae fastigium educant, quod supra fortunam eminet. At loca, per quae vocamur, ardua sunt; sed prima pars tantum saxa rupesque habet, deinde lenis ascensus videbitur. Nos indigne ferimus quod Catonem aetas sua (il suo tempo) parum intellexerit, et nobis indignum videtur quod illi, legem quandam dissuadenti, toga in foro erepta est quodque, per vias urbis traactus, voces improbas et sputa et omnes alias insanae multitudinis contumelias perferre debuit. Sed Catoni nulli contumeliae fuit quod ei populus togam detraxit et quod purgamentum oris aspersit eius sacrum caput.
da Seneca


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Ciò che gli altri saggi insegnano mollemente e blandamente, questo mi appare simile a quei medici che offrono ai malati non il rimedio che sembra migliore e più celere, ma quello che piace ad essi.*-* Al contrario gli stoici, entrati nella via della fortezza virile (lett. nella via virile), non si preoccupano che quella via appaia piacevole ma di condurci quanto prima alla vetta della sapienza, che eccelle al disopra della fortuna. Ma i luoghi attraverso i quali siamo chiamati sono ardui; tuttavia la prima parte ha solo sassi e dirupi, poi l’ascesa apparirà facile. Noi indegnamente riportiamo che il suo tempo poco comprese Catone, e ci sembra indegno che a lui che sconsigliava una certa legge, sia stata strappata la toga e che, trascinato per le vie della città, dovette sopportare voci ingiuste e sputi e tutte le altre contumelie di una folla impazzita. Ma per Catone non fu di alcuna offesa il fatto che il popolo gli tolse la toga e che l’immondezza della bocca asperse il suo sacro corpo.
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/6486



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