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Esortazione ai soldati
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 131 Numero 52

"Vos ego, milites, non solum eo animo, quo adversus alios hostes soletis, pugnare velim, sed cum indignatione quadam atque ira, velut si videatis servos vestros repente arma contra vos ferentes. Licuit eos, ad Erycem clausos, fame interficere; licuit victricem classem in Africam traicere atque intra paucos dies sine ullo certamine Carthaginem delere: veniam dedimus precantibus, emisimus ex obsidione, pacem cum victis fecimus, cum Africa bello urgeretur. Pro his beneficiis, furiosum iuvenem sequentes, ad oppugnandam patriam nostram veniunt. Atque utinam pro decore tantum hoc vobis et non pro salute esset certamen; non de possessione Siciliae ac Sardiniae, de quibus quondam agebatur, sed pro Italia vobis est pugnandum. Nec est alius a tergo exercitus qui, nisi vos vincimus, hosti obistat, nec Alpes aliae sunt, quae hostibus superandae sint. Hic est obstendum, milites, velut si ante Romana moenia pugnemus Unusquisque se non corpus suum, sed coniugem ac liberos parvos armis protegere putet, nec domesticas solum agitet curas sed animo putet nostras nunc intueri manus senatum populumque Romanum."
da Livio


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"Io vorrei, soldati, che voi combatteste non solo con quello stesso coraggio col quale siete soliti affrontare qualsiasi altro nemico, ma con quel particolare sdegno e furore, come se vedeste i vostri schiavi prendere all'improvviso le armi contro di voi. Ci sarebbe stato possibile uccidere per fame, con il tormento più terribile che possa essere inflitto ad esseri umani, coloro che erano chiusi in Erice; avremmo potuto far passare in Africa la flotta vittoriosa ed in pochi giorni distruggere Cartagine senza battaglia alcuna: abbiamo perdonato a coloro che supplicavano, li abbiamo fatti uscire dalla città assediata, abbiamo fatto pace con i vinti, quando l’ Africa era stretta dalla guerra. In cambio di tali benefici, al seguito di questo giovane pazzo, vengono ad attaccare la nostra patria. E volesse il cielo che doveste affrontare questa battaglia soltanto per l'onore e non per la salvezza; non si tratta qui del possesso della Sicilia e della Sardegna, come si trattava un tempo, ma è per l’ Italia che dovete combattere.*-* Non c'è dietro noi un altro esercito che, se non vinciamo noi, si opponga al nemico, né vi sono altre Alpi che quelli debbano superare sì che noi possiamo intanto preparar nuove difese. Soldati, si deve lottare qui, come se combattessimo sotto le mura di Roma. Ciascuno di voi pensi che non difende con le armi il suo corpo, ma la moglie ed i figlioletti, né si preoccupi soltanto di interessi personali, ma rifletta nel suo animo che il senato ed il popolo Romano guardano in questo momento alle nostre schiere".
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/7578


[degiovfe] - [2010-02-09 10:45:33]

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