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Modi vessatori di Verre
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 107 Numero 33

Il testo della versione è privo di errori Cum signum Dianae, quod erat apud Segestanos summa religione, Verres praetor vidisset, quasi illa face, quam statua manu dextra praeferebat, percussus esset, flagrare amentia atque cupiditate eam possidendi coepit. Imperat magistratibus civitatis ut eam demoliantur et sibi dent; nihil sibi gratius esse ostendit. Illi vero dicebant sibi id nefas esse seque summa religione et summo metu legum teneri. Cum Verres nihilo remissius atque etiam (anzi) multo vehementius instaret quotidie, res agitur in senatu Segestanorum. Itaque illo tempore denegatur et vehementer ab omnibus reclamatur (si grida contro). Postea Verres quidquid erat maximi oneris, in frumento imperando, Segestanis imponebat, aliquanto amplius quam pro eorum opibus (possibilità). Praeterea principes et magistratus eorum convocabat; optimum quemque et nobilissimum ad se arcessebat; universis se funditus eversurum esse illam civitatem minabatur. Itaque aliquando, multis malis maioreque metu victi, Segestani praetoris imperio quam celerrime parendum esse decreverunt.
da Cicerone


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Dopo che il pretore vide la statua di Diana, che era nella più alta venerazione presso i Segestani, come se fosse stato colpito da quella fiaccola, che la statua reggeva con la mano destra, prese ad ardere dalla follia e dal desiderio di possederla. Comanda ai magistrati della città di farla scendere e di darla a lui; fa vedere che nulla era più gradito. Però quelli dicevano che per loro quello era un sacrilegio e che essi si mantenevano nel massimo rispetto e nel massimo timore delle leggi e delle sentenze. Poichè Verre insisteva in modo per niente più mite e anzi ogni giorno con maggior veemenza, la cosa fu discussa nel senato dei Segestani. Pertanto in quel moneto gli è rifiutato e gli si grida contro da parte di tutti con violenza. In seguito Verre, nel chiedere ai Segestani sul frumento, imponeva tutto quello di onere, parecchio di più rispetto alle loro possibilità. Inoltre convocava i loro magistrati; richiamava a sé tutti i più autorevoli e celebri; minacciava tutti che avrebbe rovesciato interamente dalle fondamenta quella città. Perciò alla fine, vinti dai molti mali e da una paura maggiore, i Segestani decisero che si doveva ubbidire il più velocemente possibile al comando del pretore.*-*
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/6460



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