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Suonando il flauto
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 70 Numero 7

Apud veteres Romanos hominem liberum et gravitatis studiosum pudebat fidibus vel tibiis canere, cum hoc servos et mimas decere arbitrarentur. Apud Athenienses vero pueri a prima aetate tibiis canere erudiebantur, cum hoc honestissimum et liberis hominibus dignissimum videretur. Pericles ille, cuius ingenio et liberalitate maxime Athenae nobilitatae sunt, cum apud se nepotem Alcibiadem haberet ut domi suae bonis artibus ac liberalibus disciplinis imbueretur, Antigenidam, quem Graeci praestantissimum inter musicos illius aetatis habebant, arcessivit ut puerum tibiis canere doceret. Cum autem puer tibias ad os adhibuisset et buccas in speculo inflatas vidisset, vehementissime deformitatis vultus sui eum puduisse dicitur. Quare tibias vi abiecit infregitque. Cum ea res percrebruisset, omnium Atheniensium consensu illa disciplina desita est nec quisquam post illud tempus tibiis canendi artem discere voluit. Idem Dianae contigisse in fabulis legimus. Nam cum in fontis aqua os inflatum tibiis conspexisset, tantum eam piguit deformitatis suae ut ex illo die numquam tibias adhibuerit.
da Gellio


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Presso gli antichi Romani,l'uomo libero e amante della serietà (gravitatis studiosum!!!) si vergognava di suonare la lira o il flauto,poichè erano ritenuti adatti [convenienti] ai servi e alle attrici. Presso gli Ateniesi invece i ragazzi erano educati a suonare il flauto fin dalla giovane età,perchè ciò era ritenuto molto bobile e molto meritevole per gli uomini liberi. Il famoso Pericle,il cui ingegno e la massima generosità sono famose in Atene,poichè aveva presso di sè il nipote Alcibiade affinchè in casa sua fosse educato alle buone maniere e ai nobili modi di vivere,fece venire Antigenida,che i Greci ritenevano il più insigne tra i musicisti di quel tempo,per insegnare al ragazzo a suonare il flauto. Si dice che quando il ragazzo avvcinò il flauto alla bocca e vide nello specchio le gote gonfie,si vergognò moltissimo della deformità del suo volto. Perciò gettò a terra il flauto e lo ruppe. Quando quella notizia (ea res) si diffuse,con il conenso di tutti gli Ateniesi quella disciplina (illa disciplina) fu abbandonata nè qualcuno volle imparare l'arte di suonare il lauto dopo quella volta[occasione]. Leggiamo che avvennero le stesse cose (idem) nella favola di Diana. Infatti,quando nella sorgente scorse la bocca (os) gonfiata dal flauto,la sua deformità fu così spiacevole per lei (deformitatis suae tantum piguit eam) che da quel giorno non avrebbe giammai usato un flauto.*-*
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/5154



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