Lettera di Seneca a Lucilio sugli schiavi


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Lettera di Seneca a Lucilio sugli schiavi

Mi Lucili, libenter ex amicis tuis cognovi familiariter te cum servis tuis vivere: hoc sapientiam tuam denuntiat. Ego rideo istos qui turpe existimant cum servis suis cenare. Attamen sunt aliqui qui non cogitant eum quem servum suum vocant ex iisdem seminibus ortum esse, eodem frui caelo, aeque spirare, aeque vivere, aeque mori! Vive ergo cum servis tuis clementer, comiter quoque, et in sermonem tuum illos admitte et in consilium et in convictum. Hoc loco quidam adclamabunt: «Nihil est hac re humilius, nihil turpius». Errant tamen qui putant me quosdam quasi sordidiores reiecturum esse quia humilia officia nobis praebent. Non ministeriis illos aestimabo sed moribus: sibi quisque dat mores, ministeria casus adsignat.
da Seneca


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[mastra] - [2017-06-21 21:36:09]
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