L’eruzione del Vesuvio: il racconto di un sopravvissuto


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L’eruzione del Vesuvio: il racconto di un sopravvissuto

 Nec multo post illa nubes descendere in terras, operire maria; cinxerat Capreas et absconderat, Miseni quod procurrit abstulerat. Tum mater orare hortari iubere quoquo modo fugerem; posse [me] enim iuvenem, se et annis et corpore gravem bene morituram [esse], si mihi causa mortis non fuisset. Ego contra salvum me nisi una non futurum [esse]; dein manum eius amplexus addere gradum cogo. Paret aegre incusatque se, quod me moretur. Iam cinis, adhuc tamen rarus. Respicio: densa caligo tergis imminebat, quae nos torrentis modo infusa terrae sequebatur. «Deflectamus», inquam, «dum videmus, ne in via strati comitantium turba in tenebris obteramur ».
da Plinio il Giovane


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[emi53rm] - [2018-06-01 18:54:14]
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