Parole di Socrate ai suoi denigratori

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Parole di Socrate ai suoi denigratori

 Ecce Socrates ex illo carcere, quem intrando purgavit et honestiorem omni cura reddidit, proclamat: «Quis iste furor, quae ista inimica dis hominibusque natura est infamare virtutes et malignis sermonibus sancta violare? Si potestis, bonos laudate, si minus, transite; quod si vobis exercere taetram istam licentiam placet, alter in alterum incursitate: nam cum in caelum insanitis, non dico sacrilegium facitis, sed operam perditis. Praebui ego aliquando Aristophani materiam iocorum, tota illa comicorum poetarum manus in me venenatos sales suos effudit: illustrata est virtus mea per ea ipsa per quae petebatur: duritia silicis nullis magis quam ferientibus nota est. Praebeo me non aliter quam rupes aliqua in vadoso mari destituta, quam fluctus verberare non desinunt undecumque moti sunt, nec ideo aut loco eam movent aut per tot aetates crebro incursu suo consumunt; assilIte, facite impetum: ferendo vos vincam».
da Cicerone


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[silvana] - [2015-05-20 17:35:22]
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