Il discorso di Marcello ai soldati (I)


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Il discorso di Marcello ai soldati (I)
Pagina 282 Numero 20a

Marcellus postquam in castra reditum est, contionem adeo saevam atque acerbam apud milites habuit ut proelio per diem totum infeliciter tolerato tristior iis irati ducis oratio esset. «Dis immortalibus, ut in tali re, laudes gratesque» inquit «ago quod victor hostis cum tanto pavore incidentibus vobis in vallum portasque non ipsa castra est adgressus; deseruissetis profecto eodem terrore castra quo omisistis pugnam. Qui pavor hic, qui terror? Nempe iidem sunt hi hostes quos vincendo et victos sequendo priorem aestatem absumpsistis, quibus dies noctesque fugientibus per hos dies institistis, quos levibus proeliis fatigastis, quos hesterno die nec iter facere nec castra ponere passi estis. Omitto ea quibus gloriari potestis: cuius et ipsius pudere ac paenitere vos oportet referam - nempe aequis manibus hesterno die diremistis pugnam.
da Livio


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[darkshines] - [2017-03-12 12:15:07]
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