Uno strano invito a cena


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Uno strano invito a cena
Pagina 356 Numero 166

Catullus ad cenam amicum suum Fabullum invitavit. Ei epistulamm misit in qua scriptum erat: «Paucis diebus apud me, mi Fabulle, bene cenabis. Sed hunc praeceptum servare debebis: adfer bonam et magnum cenam, non solus ad me adi, sed tecum candidam puellam confer. Careo vino et sale. Tui Catulli sacculus aranearum plenus est. Nec omitte cachinnos: tui risus me delectant. Contra accipies meros amores: nam unguentum dabo, quod meae puellae ipsa Venus donavit, quod tu cum olfacies, totus nasus eris. Stasne domi an ad cenam venis? Quid optas? Cur moraris?». Denique Catullus exultans amicum domum suam appropinquantem accepit.
da Catullo


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[mastra] - [2014-09-06 18:53:28]
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