Pericle e l’eclisse solare


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Pericle e l’eclisse solare
Pagina 375 Numero 457

 Iuvat nunc commemorare qua ratione Pericles ille, qui auctoritate et eloquentia princeps fuit civitatis suae, cives suos magno metu liberare potuerit. Nam, obscurato sole et tenebris repente factis, ecce summus timor animos Atheniensium occupare et omnes taeterrimam calamitatem pavere. Tunc facile fuit Pericli suos cives docere quod ipse ab Anaxagora, cuius auditor fuerat, didicerat. Eis enim persuasit illud (quel fenomeno) certo tempore fieri, cum tota luna, se sub orbem solis subiciens, eius lumen obscuraret. Sic potuit cives suos superstitioso metu liberare. Erat enim tum nova et ignota ratio (spiegazione) solem lunae oppositu solere deficere; quod (cosa che) Thales Milesius primus viderat. Id postea ne poetam Ennium quidem effugit, qui scripsit: «Anno quinquagesimo et trecentesimo fere post Romam conditam soli obstitit luna et nox dicitur facta esse».
da Cicerone


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[silvana] - [2016-09-14 10:47:35]
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