Dolore per la morte volontaria di un amico (I)


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Dolore per la morte volontaria di un amico (I)
Pagina 107 Numero 23

Iacturam gravissimam feci, si iactura dicenda est tanti viri amissio. Decessit Corellius Rufus et quidem sponte, quod dolorem meum exulcerat. Est enim luctuosissimum genus mortis, quae non ex natura nec fatalis videtur (= “sembra”). Nam utcumque (= “proprio come”) in illis qui morbo finiuntur, magnum ex ipsa necessitate solacium est, in iis vero quos accersi?ta (= arcessi?ta) mors aufert, hic insanabilis dolor est, quod creduntur potuisse (traduci con il condizionale passato) diu vivere. Corellium quidem summa ratio, quae sapientibus pro necessitate est (= “vige”), ad hoc consilium compulit, quamquam plurimas vivendi causas habentem, optimam conscientiam, optimam famam, maximam auctoritatem, praeterea filiam, uxorem, nepotem, sorores, interque tot pigno?ra etiam veros amicos. Sed tam longa, tam iniqua valetudine conflictabatur, ut haec tanta pretia vivendi mortis rationibus vincerentur.
da Plinio il Giovane


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[darkshines] - [2014-01-27 18:30:35]
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