Cicerone saluta il fratello Quinto


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Cicerone saluta il fratello Quinto
Pagina 407 Numero 192

 Duas adhuc a te accēpi epistulas. Quarum unam in ipso discessu nostro, alteram Arimĭno datam; plures, quas scribis te dedisse, non accepĕram. Ego me in Cumano et Pompeiano, praeter quam quod sine te (eram), ceterum satis commode oblectabam et eram in iisdem locis usque ad Kal. Iun. futurus. Scribebam librum De Republica: spissum (complesso) sane opus et operosum. His diebus – mihi ignosces – nemo, cui epistulam darem, fuit praeter hunc M. Orfium, equitem Romanum; eum tibi commendo in maiorem modum; fac ut tua liberalitate tibi obliges, gratum hominem observantemque cognosces. Trebatium valde ames vehementer te rogo. Vale.
da Cicerone


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[mastra] - [2013-12-23 20:42:18]
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