Perché io, cittadino di Arpino, dovrei temere la morte?


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Perché io, cittadino di Arpino, dovrei temere la morte?

Athenis etiam virgines, filiae regis Erechthei, dicuntur pro patria mortem contempsisse. Quomodo ego, vir consularis, tantis rebus gestis, mortem timerem? Ego sum Arpinas: ex mea civitate C. Mucius solus in castra Porsennae venit eumque, proposita sibi morte, interficere conatus est. Pariterque Arpinates duo Decii fuerunt: primum P. Decius pater, post aliquot annos filius eius, praeditus eadem patria virtute, se ac vitam suam in acie pro salute populi Romani victoriaque devoverunt. Quid dicam de aliis innumerabilibus Arpinatibus, qui mortem in variis bellis aequissimis animis optaverunt, partim ut laudem adipiscerentur, partim ut turpitudinem vitarent? In Arpinatium civitate ipse memini patrem huius M. Crassi, fortissimum virum, ne vivus videret victorem inimicum, sibi sua manu vitam exhausisse.
da Cicerone


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[darkshines] - [2014-06-03 13:26:43]
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