Non aggravare i tuoi mali con continui lamenti


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Non aggravare i tuoi mali con continui lamenti

 Noli mala tua facere tibi ipse graviora et te querellis onerare: levis est dolor, si nihil illi opinio («pregiudizio») adiecerit. Contra, si exhortari te coeperis ac dicere: "Nihil est aut certe exiguum est; duremus; iam desinet", levem illum, dum putas, facies. Tam miser est quisque, quam credidit. Detrahendas esse praeteritorum dolorum conquestiones puto: "Quos cruciatus, quanta mala pertuli! Nemo me subrecturum esse putavit («avrebbe pensato»). Quotiens deploratus sum a meis, quotiens a medicis relictus!". Etiam si sunt vera ista, transierunt: quid iuvat («a che giova») praeteritos dolores retractare et miserum esse, quia fueris?
da Seneca


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[silly] - [2013-09-28 10:09:41]
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