Cicerone difende il re Deiòtaro dall'accusa di essere stato amico di Pompeo


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Cicerone difende il re Deiòtaro dall'accusa di essere stato amico di Pompeo
Pagina 122 Numero 7

 Ignosce, ignosce, Caesar, si rex Deiotarus cessit auctoritati Pompei, quem nos omnes secuti sumus; ad quem, cum dei atque homines omnia ornamenta congessissent, tu ipse plurima et maxima congessisti. Nec enim, si tuae res gestae ceterorum laudibus obscuritatem attulerunt, idcirco Pompei memoriam amisimus. Quis ignorat quantum nomen illius fuerit, quantae opes, quanta in omni genere bellorum gloria, quanti honores populi Romani, quanti senatus, quanti tui? Tanto ille superiores vicerat gloria quanto tu omnibus praestitisti. Itaque Pompei bella, victorias, triumphos, consulatus admirantes numerabamus: tuos enumerare non possumus. Ad eum igitur rex Deiotarus venit, quocum erat non hospitio solum, verum etiam familiaritate coniunctus, et venit vel rogatus ut amicus, vel arcessitus ut socius, vel evocatus ut is qui senatui parere didicisset (= didicerat).
da Cicerone


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[silly] - [2013-10-04 09:59:41]
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