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Solone legislatore e poeta
Pagina 175 Numero 72

Chi potrebbe negare che quando Solone fu eletto arconte, ad Atene vigevano leggi inique? Infatti chiunque avesse contratto debiti e non potesse pagarli, cadeva in potere del creditore, il quale avrebbe potuto gettarlo in carcere o anche venderlo come schiavo. Solone abrogò subito questa legge, in modo che nessun cittadino fosse privato della libertà, e diede agli Ateniesi nuove istituzioni (institutum), che avrebbero potuto mantenere eterna la città, se fossero state osservate da tutti. E che dire del suo amore verso la patria? Quando ii cittadini, stanchi della guerra contro i Megaresi, avevano deciso (statuo) di abbandonare l'isola di Salamina e di condannare a morte colui che avesse proposto nuovamente di combattere. Solone - chi l'avrebbe mai creduto? - finse (simulo) un'improvvisa pazzia e cominciò a leggere in pubblico (recito) un carme, col quale esortava il popolo a una nuova guerra. Indotti da questo carme, gli Ateniesi ripresero le armi, e vinti i Megaresi, si impadronirono di Salamina. Volesse il cielo che gli Ateniesi avessero avuto molti uomini simili a lui!


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[mastra] - [2013-01-30 03:31:07]

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