Liceo Classico 1964 (II sess.) - La morte di Catone Uticense


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Liceo Classico 1964 (II sess.) - La morte di Catone Uticense

 Quidni ego narrem Catonem ultima illa nocte Platonis librum legentem posito ad caput gladio? Duo haec in rebus extremis instrumenta prospexerat, alterum ut vellet mori, alterum ut posset. Compositis ergo rebus, utcumque componi fractae atque ultimae poterant, id agendum existimavit, ne cui Catonem aut occidere liceret, aut servare contingeret. Et stricto gladio, quem usque in illum diem ab omni caede purum servaverat: «Nihil - inquit - egisti, fortuna, omnibus conatibus meis obstando. Non pro mea adhuc sed pro patriae libertate pugnavi, nec agebam tanta pertinacia, ut liber, sed ut inter liberos viverem: nunc, quoniam deploratae sunt res generis humani, Cato deducatur in tutum». Impressit deinde mortiferum corpori vulnus.
da Seneca


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