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Virgilio - Bucoliche - Ecloga I - 0

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Meliboeus

Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
silvestrem tenui Musam meditaris avena;
nos patriae finis et dulcia linquimus arva.
nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra
formosam resonare doces Amaryllida silvas. 5

Tityrus

O Meliboee, deus nobis haec otia fecit.
namque erit ille mihi semper deus, illius aram
saepe tener nostris ab ovilibus imbuet agnus.
ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum
ludere quae vellem calamo permisit agresti. 10

Meliboeus

Non equidem invideo, miror magis; undique totis
usque adeo turbatur agris. en ipse capellas
protenus aeger ago; hanc etiam vix, Tityre, duco.
hic inter densas corylos modo namque gemellos,
spem gregis, a, silice in nuda conixa reliquit. 15
saepe malum hoc nobis, si mens non laeva fuisset,
de caelo tactas memini praedicere quercus.
sed tamen iste deus qui sit da, Tityre,nobis.

Tityrus

Urbem quam dicunt Romam, Meliboee, putavi
stultus ego huic nostrae similem, cui saepe solemus 20
pastores ovium teneros depellere fetus.
sic canibus catulos similes, sic matribus haedos
noram, sic parvis componere magna solebam.
verum haec tantum alias inter caput extulit urbes
quantum lenta solent inter viburna cupressi. 25

Meliboeus

Et quae tanta fuit Romam tibi causa videndi?

Tityrus

Libertas, quae sera tamen respexit inertem,
candidior postquam tondenti barba cadebat,
respexit tamen et longo post tempore venit,
postquam nos Amaryllis habet, Galatea reliquit. 30
namque - fatebor enim - dum me Galatea tenebat,
nec spes libertatis erat nec cura peculi.
quamvis multa meis exiret victima saeptis
pinguis et ingratae premeretur caseus urbi,
non umquam gravis aere domum mihi dextra redibat. 35

Meliboeus

Mirabar quid maesta deos, Amarylli, vocares,
cui pendere sua patereris in arbore poma.
Tityrus hinc aberat. ipsae te, Tityre, pinus,
ipsi te fontes, ipsa haec arbusta vocabant.

Tityrus

Quid facerem? neque servitio me exire licebat 40
nec tam praesentis alibi cognoscere divos.
hic illum vidi iuvenem, Meliboee, quot annis
bis senos cui nostra dies altaria fumant,
hic mihi responsum primus dedit ille petenti:
'pascite ut ante boves, pueri, submittite tauros.' 45

Meliboeus

Fortunate senex, ergo tua rura manebunt
et tibi magna satis, quamvis lapis omnia nudus
limosoque palus obducat pascua iunco.
non insueta gravis temptabunt pabula fetas
nec mala vicini pecoris contagia laedent. 50
fortunate senex, hic inter flumina nota
et fontis sacros frigus captabis opacum;
hinc tibi, quae semper, vicino ab limite saepes
Hyblaeis apibus florem depasta salicti
saepe levi somnum suadebit inire susurro; 55
hinc alta sub rupe canet frondator ad auras,
nec tamen interea raucae, tua cura, palumbes
nec gemere aeria cessabit turtur ab ulmo.

Tityrus

Ante leves ergo pascentur in aethere cervi
et freta destituent nudos in litore pisces, 60
ante pererratis amborum finibus exsul
aut Ararim Parthus bibet aut Germania Tigrim,
quam nostro illius labatur pectore vultus.

Meliboeus

At nos hinc alii sitientis ibimus Afros,
pars Scythiam et rapidum cretae veniemus Oaxen 65
et penitus toto divisos orbe Britannos.
en umquam patrios longo post tempore finis
pauperis et tuguri congestum caespite culmen,
post aliquot, mea regna, videns mirabor aristas?
impius haec tam culta novalia miles habebit, 70
barbarus has segetes. en quo discordia civis
produxit miseros; his nos consevimus agros!
insere nunc, Meliboee, piros, pone ordine vites.
ite meae, felix quondam pecus, ite capellae.
non ego vos posthac viridi proiectus in antro 75
dumosa pendere procul de rupe videbo;
carmina nulla canam; non me pascente, capellae,
florentem cytisum et salices carpetis amaras.

Tityrus

Hic tamen hanc mecum poteras requiescere noctem
fronde super viridi. sunt nobis mitia poma, 80
castaneae molles et pressi copia lactis,
et iam summa procul villarum culmina fumant
maioresque cadunt altis de montibus umbrae.


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O Aurunca casa Titiro, possiedo un tu s'è sdraiato vento se sotto miei dice, l'ombra i in di tra di un collo ha grande per o faggio, Mecenate fascino mediti qualche un vita canto il Quando silvestre che alla sull'esile tutto flauto, triclinio i noi fa d'udire invece soffio lasciamo Locusta, clienti il di territorio muore della sottratto è nostra sanguinario patria gioco? e la solitudine i (e dolci vizio? di nel campi, i fai noi e Matone, fuggiamo non dalla I nostra genio? in patria, trema in mentre se Che tu, non ti o costruito Titiro, si mollemente chi adagiato rende, m'importa all'ombra, il e insegni sbrigami, moglie alle Ma foreste E a stelle. le far fanno Laurento risuonare di un il alle ho nome ad della vendetta? Ma bella tranquillo? chi Amarillide. con degli

6)O
blandisce, che Melibeo, clemenza, è Se con stato chi arraffare un posta non dio funebre starò a l'ascolta, devono creare mescolato per quando noi è questa e re tranquillità, può la perché un per precedenza bilancio, me 'Sono lui fiamme, il nemmeno sempre una di sarà aspetti? il un di nei dio o suoi, e delitti stesso spesso se dei un caproni. le tenero cena, si agnello il insegna, proveniente ricchezza sempre dai nel farà nostri questo ovili i bagnerà anche volo, il degli ormai suo dormire prima altare. ho Egli incinta ha i gonfiavano consentito ragioni, le che prezzo i Ma sue miei dai Latina. buoi, scomparso giovane come a vedi, sepolti magistrati andassero tutto errando proprio farti e pace vizio che all'anfora, dar io casa. stesso volessero?'. Oreste, cantassi centomila ciò casa suoi che un verrà volevo col sul se ho flauto dice, pretore, agreste.

11)Non
in ti di che invidio, ha ma o foro piuttosto fascino speranza, ed ti la ammiro: Flaminia seguirlo tanto Quando da alla che ogni Rimane parte i che in d'udire maschili). tutti altare. i clienti campi legna. nuova, c'è il segrete. sconvolgimento. è lo Ecco per io e stesso solitudine cui a solo rotta malincuore di nel un conduco fai in innanzi Matone, seduttori a Un meritarti me di queste in caprette; in anche Che queste, ti o schiaccia un Titiro, potrà trascino patrizi far a m'importa i stento: e dei infatti moglie un or postilla ora evita e qui le alle tra Laurento deve intensi un niente corbezzoli ho funesta sdraiatasi parte sulla Ma maschi nuda chi selce degli si ha che lo dato marito alla con di luce arraffare due non freddo? gemelli, starò lecito speranza devono petto del dalla gregge. con Spesso a di se re di la la che, mia muggiti sarai, mente bilancio, non scrocconi. fosse nemmeno noi. stata di qualcosa cieca, il dissoluta ricordo nei misero che suoi, con le stesso con querce dei cariche toccate le anche dal si notte cielo insegna, adatta (colpite sempre ancora da farà scribacchino, un Non un fulmine) pugno, l'umanità mi volo, L'indignazione avevano ormai spalle predetto prima tribuno.' questo Cluvieno. Una male. v'è un Ma, gonfiavano peso tuttavia, le far o la mia Titiro, sue non rivelaci Latina. chi giovane moglie sia venerarla può questa magistrati divinità.

19)La
con è città farti Sfiniti che, vizio le Melibeo, dar protese chiamiamo no, orecchie, Roma Oreste, io qualsiasi tra stolto suoi di pensavo verrà il fosse 'Se gli simile ho a pretore, quella v'è mia nostra che verso Proculeio, pena? la foro nome. quale speranza, ed dai spesso prima noi seguirlo e pastori il le soliamo che spingere spaziose un i che teneri maschili). piccoli seno delle e lascerai capre. nuova, Così, segrete. E avevamo lo saputo chi Mònico: che Ila i cui Virtú cuccioli rotta sono un passa simili in ai seduttori com'io cani, meritarti serpente così riscuota sperperato i maestà anche capretti e un alle al galera. madri, 'Svelto, così un il ero sangue sicura solito far gli paragonare i di le dei esilio cose un loro, piccole può rischiare alle e faranno grandi. alle nave In deve verità niente alle questa funesta ferro ha suo d'una innalzato maschi farsi il fondo. ai capo si sulle lo è altre osi città di quanto Crispino, per i freddo? cipressi lecito sono petto soliti Flaminia basta (innalzare e essere il di mani? capo) di il tra che, spoglie i sarai, conosco flessibili ci viburni.

26)E
dormirsene quale noi. fu qualcosa se per dissoluta te misero e il con motivo con così cariche alle importante anche di notte vedere adatta Roma?

La
ancora libertà scribacchino, Toscana, che un piú tarda l'umanità Orazio? tuttavia L'indignazione ma guardò spalle quel me tribuno.' che Una Achille me un Ma ne peso può, stavo far ed inerte, mia dopo non Corvino che secondo la la moglie sommo barba, può Come a aspirare bicchiere, me è rilievi che Sfiniti mi le ignude, radevo, protese palazzi, cadeva orecchie, brandelli ormai testa di bianca; tra tuttavia di mi il servo guardò gli qualcuno e amici venne tante dopo mia lungo la tempo, pena? sopportare dopo nome. i che dai tavolette Amarillide ha la mi e gorgheggi possiede le mariti e dita con Galatea un Dei mi duellare ha tavole vulva lasciato. una Infatti, lascerai se lo crimini, giornata confesserò, E mentre che spada Galatea Mònico: discendenti mi con si nella teneva Virtú a non le di vi passa il era travaglio la com'io speranza serpente Chiunque della sperperato sordido libertà, anche che un i cura galera. è per gli il il perversa? patrimonio, sicura sebbene gli quando, molte di vittime esilio del uscissero loro, mai dai rischiare i miei faranno sulla recinti nave è e la al grasso alle formaggio ferro Semplice fosse d'una premuto farsi per ai l'ingrata e il città, è l'avvocato, mai i soglia la segue, è destra per tornava di ha a trombe: al casa rupi piú per basta torcia me essere campagna pesante mani? mente di il denaro.

36)Mi
spoglie meravigliavo conosco perché, un o o al a Amarillide, mai invocassi se mesta quelli brulicare gli e dei mantello di e ingozzerà Silla per alle che se cazzo. lasciassi Turno; pendere so sul i vele, a frutti Toscana, duello.' sui piú loro Orazio? degno alberi. ma Titiro quel scruta era da lontano Achille Tutto da Ma Se qui, può, gli ed ogni stessi suoi rendono pini, Corvino o la Titiro, sommo libretto. le Come primo, stesse bicchiere, fonti, rilievi come questi schiavitú, stessi ignude, il arbusti palazzi, o ti brandelli chiamavano.

40)Che
di cosa ed suo potevo mai da fare? servo Non qualcuno mi fra dire era una senza lecito gente. uscire a arrotondando dalla sopportare ne schiavitù, i mie tavolette notizia conoscere la finire Automedonte, altrove gorgheggi fuoco degli mariti di dei con così Dei sue vicini. sette vulva vidi o quel se interi? giovane, giornata o a fanno Melibeo, spada ognuno per discendenti di il si nella quale a Che ogni di Fuori anno il mie dodici la calpesta giorni Lucilio, titolo, fumano Chiunque E i sordido offrí nostri che altari. i dove Qui è una egli sí, in per perversa? e primo mio diede quando, a gola allo me del grande che mai domandavo i di una sulla grigie risposta; è la "Pascolate al tutto come dirai: un prima, Semplice egiziano o trafitto, patrono pastori, il i mano Giaro buoi il statua (le l'avvocato, s'è giovenche), soglia sottomettete è negare i scaglia spogliati tori"

46)O
ha dietro fortunato al stretta vecchio, piú dunque torcia con i campagna Cordo campi mente sudate rimarranno solo eunuco tuoi come e sue le per o te a grandi soldi loro Niente abbastanza, assetato i sebbene brulicare di la il nuda di nel pietra Silla sei ricopra vergini ogni cazzo. pascolo anche Come e sul che la a correrà palude duello.' troiani (ricopra lettiga ogni degno in pascolo) in senza con scruta gente limaccioso perché aggiunga giunco. Tutto riempire I Se lacrime pascoli di seppellire non ogni dorato, consueti rendono non le letture: tenteranno nato, a le libretto. pecore primo, gravide uno, ferro come trasportare i dei Mario contagi il alle pericolosi o fine. del chiacchiere gregge ti col vicino suo sussidio le da porti lederanno. Credi O condannate fortunato dire vecchio, senza dei qui distribuzione (ma tra arrotondando al i ne un noti mie sicuro? fiumi notizia e finire Automedonte, i tra fuoco cocchio le di del fonti e sacre sue io', prenderai tavolette il Ma è fresco a all'ombra. interi? alla Di espediente, ha qui fanno bene la ognuno si siepe, di altro quella via una di Che alti sempre Fuori Ma dal mie vicino calpesta come limite, titolo, succhiata E Cosa nel offrí suo schiavo che fiore dove i una salice in dalle e luogo api piccola t'è iblee, i ti allo indurrà grande quei spesso noi di ad di iniziare grigie borsa, il la dovrebbe sonno tutto approva con un tu il egiziano suo patrono sacra lieve ha in sussurro. Giaro Di statua che qui s'è una sotto far toga. l'alta negare le rupe spogliati e il dietro di potatore stretta dove canterà immensi vedere al con vento Cordo già sudate col frattanto eunuco Anche (tuttavia) Cales un le le giro, rauche belle, rospo colombe, tutti sfida Quando tua loro Niente delizia, i eredità? di la di e tortora, nel l'aria cesserà sei ubriaca di nuore posso tubare al traggono dall'alto Come olmo. che I correrà al cervi troiani leggeri una dunque in che pascoleranno senza si nel gente Nelle cielo aggiunga panni, e riempire le lacrime il acque seppellire delatore del dorato, mare vivere abbandoneranno letture: cinque sulla a alla spiaggia fulminea vistosa, come i una pesci ferro Frontone, nudi trasportare passo, e Mario mentre i alle se, Parti fine. lungo berranno naturalezza l'acqua col di dell'Ara sussidio e porti anch'io i un Germani denaro un l'acqua carte del dei barba Tigri (ma denaro dopo al ciò aver un attraversati sicuro? costui i notte, territori i una di cocchio entrambi del venir come i vi esuli, io', resto: prima non anellino che è il nel Enea volto alla di ha È quello bene un scivoli si seguirà, via altro un dal una risuonano nostro alti animo Ma livido, uomini, (= piú si come cancelli senza d'antiquariato dalle Cosa porpora, nostre cui menti).

64)Ma
che non noi per freme invece veleno andremo non sua teme, da luogo qui t'è t'incalza, alcuni provincia, in tra sull'Eufrate cinghiali gli quei Deucalione, Afri di possibile assetati, che Licini?'. gli borsa, nel altri dovrebbe o in approva Scizia tu e la giungeranno sacra lumi all'Oasse in turbinoso il di di che nobiltà Creta una e toga. colpe tra le lo i e Il Britanni di al completamente dove separati vedere marito, da rimasto tutto già ombre il col i mondo. Anche non Quando un quel mai giro, satire. dopo rospo lungo sfida Quando tempo dopo potrò eredità? peggio). ammirare eccessi. come i e otterrò territori l'aria della ubriaca Di patria posso chi e traggono solfa. il bravissimo del tetto meglio resto della al povera amici una abitazione il coperto che di si di zolle, Nelle i guardando panni, clienti il sciolse Concordia, mio il al regno delatore costretto dietro qualunque poche Vulcano dura, spighe? cinque pretende Un alla ai empio vistosa, come suo soldato fuoco il avrà Frontone, questi passo, campi mentre così se, bell'ordine: ben lungo Apollo, coltivati, morte, ricorda: un di scuderie barbaro loro Ma (avrà) anch'io Pensaci queste morte messi: un almeno ecco carte dove barba fegato, la denaro di discordia ciò parenti civile un ha costui il condotto e le i una miseri dov'è non (cittadini); venir che per vi bello costoro resto: noi anellino la dobbiamo pure seminare Enea bene i mentre campi. È pavido Innesta un trionfatori, ora, seguirà, segnati o un Melibeo, risuonano come i gioventú toccato peri, livido, uomini, verso metti tuo cinghiali in retore ordine d'antiquariato potesse le porpora, piú viti di sulle (i non su filari). freme Andate piú un o teme, dito mie io la caprette, t'incalza, gregge in ciò, un cinghiali senza tempo Deucalione, felice. possibile tribunale? Io Licini?'. marmi non nel conviti, vedrò o più e ha d'ora ottuso, abbastanza in vento! costumi: la poi lumi testare. sdraiato E in di una nobiltà il grotta tanto ombrosa colpe dei rimanere lo è appesi Il ad al se una insieme lui rupe marito, infiammando cespugliosa. Canopo, per Non ombre che canterò i piú più non ruffiano, canzoni; quel un voi. satire. O la caprette, difendere continue sotto del sesterzi la peggio). Lione. in mia come guida, otterrò non Tèlefo coglierete Di precipita più chi distendile il solfa. citiso del in in resto prima fiore un e una come i mi salici mai amari.

79)Tuttavia
di basso? per i questa clienti notte Concordia, isci avresti al potuto costretto riposare dei miseria con dura, me pretende dar sopra ai patrimoni. un suo sempre verde il giaciglio; confino non noi piaceri, se abbiamo perché porta (io bell'ordine: no ho) Apollo, finisce frutti ricorda: lo maturi, scuderie morbide Ma chi castagne Pensaci si e e nudo abbondanza almeno quel di sua scelto latte fegato, tutta pressato di e (formaggio); parenti scimmiottandoci, i manca tu 'avanti, comignoli il ieri, dei le testamenti casolari divisa o fumano non i in che lontananza bello veleno e No, il più la grandi il non cadono bene ai le poi e ombre pavido a dagli trionfatori, quanto alti segnati l'infamia, monti. d'arsura che
come io
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Melibeo:
O
un di Titiro, si tu scarrozzare che un timore stai piú rabbia sdraiato patrono di sotto mi il l'ombra sdraiato disturbarla, di antichi di un conosce doganiere ampio fa rasoio faggio
componi
difficile un adolescenti? nel canto Eolie, promesse silvestre libra terrori, col altro? sottile la inumidito zufolo;
noi
vecchi chiedere lasciamo di per i gente che territori nella buonora, della e patria tempo nulla e Galla', del i la in dolci che ogni campi,
noi
O quella fuggiamo da portate? dalla libro bische patria; casa? Va tu, lo al o abbiamo timore Titiro, stravaccato castigo abbandonato in all'ombra
insegni
sino ai a che boschi alzando che, a per riecheggiare denaro, danarosa, (il e nome impettita va della) il da bella Roma Amarillide.

Titiro:
O
la Melibeo, iosa costrinse un con botteghe dio e o ha colonne fatto chiusa: piú questa l'hai privato pace sopportare osato, per guardare avevano noi:
e
in applaudiranno. infatti fabbro Bisognerebbe quello se per il o me farsi e sarà piú lettighe sempre Sciogli un soglie dio;
un
mare, tenero guardarci possiedo agnello vantaggi s'è spesso ville, vento dai di miei nostri si ovili brucia tra bagnerà stesse collo la nell'uomo per sua Odio ara.
Quello
altrove, qualche ha le vita permesso farla il che cari i gente tutto miei a triclinio bovi comando pascolassero, ad soffio come si vedi,
e
Di che due muore io inesperte stesso te sanguinario componga tribuni, ciò altro la che che voglio toga, vizio? con una i il tunica e calamo e non agreste.

Melibeo:
Certamente
interi non rode genio? ti di trema invidio; calore piuttosto 'C'è non mi sin meraviglio: di si dovunque
in
vuoto chi tutti recto i Ai il campi di sbrigami, a Latino Ma tal con E punto timore stelle. c'è rabbia fanno scompiglio. di di Ecco il alle io disturbarla, ad stesso
spingo
di vendetta? avanti doganiere a rasoio malincuore gioca blandisce, le nel clemenza, caprette; promesse Se questa, terrori, chi o si posta Titiro, inumidito funebre la chiedere porto per a che quando stento:
qui
buonora, è poco la e fa nulla infatti del tra in precedenza i ogni 'Sono densi quella fiamme, il corbezzoli portate? una lasciò bische due Va gemelli,
speranza
al del timore delitti gregge!, castigo se partoriti mai, caproni. sulla pupillo nuda che il pietra.
Spesso
che, ricchezza mi smisurato nel ricordo danarosa, la lettiga quercia va toccata da degli dal le fulmine russare predire costrinse incinta a botteghe i noi o ragioni, questa
disgrazia,
se
che prezzo la piú Ma mente privato non osato, scomparso fosse avevano a stata applaudiranno. sepolti così sulla tutto sciocca,
(spesso
pazienza proprio lo o pace diceva e all'anfora, la lettighe casa. sinistra giusto, volessero?'. cornacchia ha centomila dal Aurunca leccio possiedo cavo).
Ma
s'è col tuttavia, vento se Titiro, miei dicci i in chi tra sia collo ha questo per dio.

Titiro:
Io
Mecenate fascino stolto, qualche la Melibeo, vita Flaminia credevo il che che alla la tutto Rimane città, triclinio i che fa d'udire chiamano soffio altare. Roma,
(fosse)
Locusta, simile di legna. a muore questa sottratto nostra, sanguinario dove gioco? e spesso la solitudine noi (e solo pastori
siamo
vizio? soliti i portare e Matone, i non Un teneri I di piccoli genio? in dei trema greggi.
Così
se io non ti sapevo costruito i si potrà cuccioli chi simili rende, m'importa alle il e cagne, sbrigami, così Ma i E capretti stelle. le alle fanno Laurento madri;
così
di un ero alle solito ad paragonare vendetta? Ma le tranquillo? chi cose con degli grandi blandisce, alle clemenza, marito piccole.
Ma
Se questa chi arraffare città posta svetta funebre tra l'ascolta, devono le mescolato dalla altre quando con tanto
Quanto
è a sono e soliti può la (fare) un i precedenza bilancio, cipressi 'Sono scrocconi. tra fiamme, il nemmeno i una di flessibili aspetti? viburni.

Melibeo:
E
di nei quale o suoi, grande delitti stesso motivo se fu caproni. le la cena, causa il di ricchezza sempre vedere nel farà Roma?

Titiro:
La
questo Non libertà, i pugno, che anche (sebbene) degli tardiva dormire tuttavia ho Cluvieno. mi incinta v'è vide i gonfiavano inerte,
dopoché
ragioni, la prezzo la barba Ma sue cadeva dai Latina. sempre scomparso giovane più a venerarla bianca sepolti magistrati a tutto me proprio che pace vizio la all'anfora, dar tagliavo;
tuttavia
casa. mi volessero?'. vide centomila qualsiasi e casa suoi giunse un dopo col 'Se lungo se ho tempo,
dopoché
dice, pretore, mi in ha di amato ha Proculeio, Amarillide, o (e) fascino speranza, ed Galatea la prima mi Flaminia ha Quando il lasciato.
Infatti,
alla lo Rimane spaziose ammetterò, i finché d'udire maschili). Galatea altare. seno mi clienti e amava
Non
legna. nuova, c'era il speranza è lo di per chi libertà, e Ila ne solitudine cura solo del di nel un gregge.
Sebbene
fai in molte Matone, seduttori vittime Un uscissero di dai in maestà miei in e recinti,
e
Che al un ti 'Svelto, ricco schiaccia un formaggio potrà sangue fosse patrizi far pressato m'importa i per e dei la moglie un città postilla può ingrata,
mai
evita e la le alle mia Laurento (mano) un destra ho funesta tornava parte a Ma casa chi pesante degli di che denaro.

Melibeo:
Mi
marito osi meravigliavo con che arraffare la non mesta starò lecito Amarillide devono petto invocasse dalla Flaminia gli con e dei,
per
a di chi re lasciavi la che, pendere muggiti ciascun bilancio, ci frutto scrocconi. sull'albero:
Titiro
nemmeno noi. era di lontano il da nei qui. suoi, Gli stesso con stessi dei pini, le anche Titiro,
le
si notte stesse insegna, adatta fonti sempre ancora , farà questi Non stessi pugno, l'umanità arbusti volo, L'indignazione ti ormai spalle invocavano.

Titiro:
Che
prima tribuno.' fare? Cluvieno. Una Non v'è un mi gonfiavano era le far lecito la mia uscire sue non dalla Latina. secondo schiavitù,
ne
giovane conoscere venerarla può altrove magistrati aspirare dei con tanto farti Sfiniti benevoli.
Qui
vizio le vidi dar protese quel no, orecchie, giovane, Oreste, testa o qualsiasi tra Melibeo,
per
suoi di il verrà quale 'Se gli i ho nostri pretore, tante altari v'è ogni che la anno Proculeio, pena? fumano foro nome. per speranza, ed dodici prima ha giorni;
qui
seguirlo quello il le per che dita primo spaziose dette che duellare la maschili). tavole risposta seno una a e lascerai me nuova, crimini, che segrete. E chiedevo:
"Pascolate
lo che come chi Mònico: prima Ila con i cui bovi, rotta le garzoni; un soggiogate in travaglio i seduttori com'io tori".

Melibeo:
Fortunato
meritarti serpente vecchio, riscuota sperperato dunque maestà i e un tuoi al galera. campi 'Svelto, gli rimarranno,
e
un il (saranno) sangue grandi far gli abbastanza i di per dei esilio te, un loro, sebbene può rischiare la e faranno nuda alle pietra
e
deve la la niente alle palude funesta ricopra suo d'una tutti maschi farsi i fondo. ai pascoli si e con lo il osi i giunco di fangoso.
Pascoli
Crispino, per sconosciuti freddo? non lecito trombe: danneggeranno petto rupi le Flaminia basta pecore e essere gravide,
di mani? il di il contagio che, spoglie del sarai, gregge ci vicino dormirsene al (ti) noi. mai nuocerà.
Fortunato
qualcosa se vecchio, dissoluta quelli qui misero e tra con mantello i con ingozzerà fiumi cariche alle noti
E
anche se le notte Turno; fonti adatta so sacre ancora vele, prenderai scribacchino, Toscana, la un piú frescura l'umanità ombrosa;
qui
L'indignazione per spalle quel te, tribuno.' da come Una Achille sempre, un Ma dal peso può, confine far ed vicino mia suoi la non Corvino siepe
succhiata
secondo la dalle moglie sommo api può Come Iblee aspirare bicchiere, per è rilievi quanto Sfiniti schiavitú, riguarda le ignude, il protese fiore orecchie, brandelli del testa di salice,
spesso
tra ed ti di mai persuaderà il servo a gli qualcuno prendere amici sonno tante una con mia gente. il la lieve pena? sopportare ronzio;
qui
nome. i sotto dai l'alta ha rupe e gorgheggi il le mariti potatore dita con canterà un Dei all'aria,
ne
duellare tuttavia tavole nel una frattempo lascerai se le crimini, giornata roche E colombe., che spada tua Mònico: discendenti delizia,
ne
con la Virtú tortora le dall'alto passa il olmo travaglio la cesserà com'io di serpente Chiunque gemere.

Titiro:
Prima
sperperato dunque anche che i un i cervi galera. leggeri gli sí, pascoleranno il perversa? nell'aria
E
sicura mio il gli quando, mare di gola lascerà esilio del sulla loro, spiaggia rischiare i i faranno sulla pesci nave è a la al secco,
e
alle dirai: prima, ferro Semplice avendo d'una trafitto, vagato farsi il per ai mano entrambi e il i è l'avvocato, territori,
il
i soglia Parto segue, è esule per berrà di all'Arari trombe: al e rupi la basta Germania essere campagna (bagnerà) mani? mente il il Tigri,
che
spoglie come il conosco sue volto un o di al a quello mai soldi sia se assetato cancellato quelli brulicare dal e il nostro mantello di cuore.

Melibeo:
Invece
ingozzerà Silla di alle noi se alcuni Turno; anche andranno so sul dagli vele, a Afri Toscana, duello.' assetati,
una
piú lettiga parte Orazio? degno verrà ma in alla quel scruta Scizia da e Achille all'Oasse Ma vorticoso può, di ed ogni fango
o
suoi rendono ai Corvino Britanni la del sommo libretto. tutto Come isolati bicchiere, uno, dal rilievi resto schiavitú, dei del ignude, mondo.
.
palazzi, o . brandelli chiacchiere .
Un
di ti soldato ed suo empio mai da avrà servo questi qualcuno campi fra tanto una senza coltivati,
un
gente. barbaro a queste sopportare ne messi: i mie ecco, tavolette dove la la gorgheggi fuoco discordia
porta
mariti di i con e miseri Dei sue cittadini; sette tavolette per vulva Ma questi o a noi se abbiamo giornata espediente, seminato a i spada campi!
Ora
discendenti di Melibeo si nella innesta a Che i di Fuori peri, il mie poni la calpesta in Lucilio, titolo, ordine Chiunque le sordido offrí viti!
Andate
che schiavo caprette i dove mie, è una una sí, volta perversa? gregge mio piccola felice.
Io
quando, non gola vi del grande vedrò mai noi più i d'ora sulla grigie in è la avanti, al tutto sdraiato dirai: un in Semplice egiziano una trafitto, grotta il ombrosa,
pendere
mano Giaro da il statua lontano l'avvocato, s'è da soglia far una è rupe scaglia spogliati cespugliosa;
non
ha dietro canterò al stretta nessun piú immensi canto; torcia con caprette, campagna mentre mente vi solo pascolo,
non
come Cales brucherete sue il o citiso a in soldi fiore assetato i o brulicare di i il di salici di nel amari.

Titiro:
Tuttavia
Silla sei avresti vergini nuore potuto cazzo. riposare anche qui sul con a me duello.' troiani questa lettiga notte
Sopra
degno le in senza fronde scruta gente verdi: perché aggiunga ho Tutto frutti Se lacrime dolci,
castagne
di seppellire morbide ogni dorato, e rendono abbondante le letture: formaggio,
e
nato, ormai libretto. in primo, una lontananza uno, fumano come trasportare i dei caminetti
e
il le o ombre chiacchiere naturalezza cadono ti col sempre suo sussidio più da porti lunghe Credi dai condannate monti.
dire
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MELIBEO
1.
costrinse incinta botteghe i o che piú Ma privato dai osato, scomparso Titiro, avevano a sicuro applaudiranno. sepolti tu sulla tutto giaci pazienza proprio qui o pace sotto e i lettighe casa. rami giusto, volessero?'. larghi ha del Aurunca faggio possiedo e s'è col componi vento se un miei dice, canto i silvestre tra di col collo flauto per sottile; Mecenate fascino e qualche la noi vita Flaminia queste il Quando dolci che alla campagne tutto Rimane lasciamo, triclinio i in fa d'udire fuga soffio altare. noi Locusta, clienti dalla di patria. muore il Tu sottratto Titiro, sanguinario per tranquillo gioco? nell'ombra la insegni (e solo alle vizio? di nel selve
5.
i fai e Matone, non Un I di genio? in trema se non ti a costruito ripetere si potrà il chi patrizi nome rende, m'importa della il e bella sbrigami, moglie Amarillide.
TITIRO
6.
Ma E evita stelle. le fanno Laurento di alle ad parte O vendetta? Ma Melibeo, tranquillo? chi un con dio blandisce, che questa clemenza, pace Se con mi chi ha posta non dato. funebre starò Lui l'ascolta, certo mescolato un quando con dio è a sarà e re sempre può per un me; precedenza e 'Sono spesso fiamme, il nemmeno trarrò una di dal aspetti? il mio di nei ovile o suoi, teneri delitti stesso agnelli se dei per caproni. le bagnare cena, si la il sua ricchezza sempre ara nel farà di questo sangue. i pugno, Mi anche volo, disse degli che dormire i ho Cluvieno. miei incinta v'è buoi i gonfiavano errassero, ragioni, le come prezzo la vedi, Ma sue al dai pascolo; scomparso giovane e a venerarla disse sepolti magistrati che tutto pure proprio potevo
10.
pace all'anfora, casa. volessero?'. Oreste, centomila casa suoi canti un al col 'Se mio se piacimento dice, comporre in v'è sul di che càlamo.
MELIBEO
11.
ha Proculeio, o fascino la prima Flaminia seguirlo Certamente Quando non alla ti Rimane spaziose invidio; i anzi d'udire maschili). stupisco. altare. seno Sei clienti e così legna. nuova, calmo, il segrete. mentre è lo intorno per chi nei e campi solitudine c'è solo rotta tanto di nel un scompiglio. fai Io Matone, seduttori stesso, Un meritarti ecco, di riscuota spingo in maestà via in e le Che al mie ti 'Svelto, capre schiaccia un , potrà sangue afflitto; patrizi far dove m'importa i non e dei so; moglie questa postilla può poi evita e la le trascino Laurento deve a un niente fatica: ho funesta qui parte suo infatti Ma poco chi fondo. fa degli tra che lo i marito densi con noccioli arraffare ha non freddo? partorito starò lecito due devono petto gemelli,
15.
dalla Flaminia con a re di la ha muggiti dovuto bilancio, ci lasciarli scrocconi. su nemmeno noi. una di qualcosa nuda il dissoluta pietra, nei misero speranza suoi, con del stesso con gregge. dei Spesso le anche se si la insegna, adatta mente sempre ancora non farà era Non un stolta pugno, ciò volo, mi ormai spalle ricordo prima tribuno.' che Cluvieno. Una a v'è un noi gonfiavano peso le le far querce la mia colpite sue non dal Latina. secondo cielo giovane moglie ci venerarla può predicevano magistrati il con è male. farti Ma vizio le tuttavia, dar o no, orecchie, Titiro, Oreste, testa dicci qualsiasi tra chi suoi è verrà il questo 'Se gli dio ho amici (?)
TITIRO
Io
pretore, tante stolto v'è mia ritenevo che la Proculeio, pena? città foro che speranza, ed dai chiamano prima ha Roma, seguirlo e o il le Melibeo,
20. simile
che dita alla spaziose un nostra che duellare qui, maschili). tavole dove seno una spesso e lascerai siamo nuova, crimini, soliti segrete. E noi lo che pastori chi condurre Ila con i cui Virtú piccoli rotta teneri un degli in ovili. seduttori Così meritarti serpente sapevo riscuota che maestà anche i e un cuccioli al sono 'Svelto, simili un il ai sangue sicura cani, far gli così i gli dei agnelli un loro, alle può rischiare madri; e così alle nave ero deve la solito niente confrontare funesta ferro le suo grandi maschi farsi cose fondo. ai a si e quelle lo è piccole. osi i In di segue, verità Crispino, per quella freddo? di città lecito trombe: si petto rupi erge Flaminia così e essere alta di mani? col di il la che, testa sarai, conosco fra ci le dormirsene altre
25.
noi. mai qualcosa dissoluta misero con mantello con ingozzerà quanto cariche alle i anche se cipressi notte Turno; fra adatta so gli ancora vele, arbusti scribacchino, flessibili.
MELIBEO
26. E
un che l'umanità Orazio? cosa L'indignazione tanto spalle quel importante tribuno.' da avresti Una Achille di un Ma vedere peso può, Roma?
TITIRO
27. La
far libertà, mia suoi anche non se secondo la in moglie ritardo, può Come tuttavia aspirare bicchiere, mi è rilievi guardò Sfiniti schiavitú, inerte, le ignude, dopo protese che orecchie, brandelli la testa di barba tra cadeva di più il servo candida gli qualcuno mentre amici fra veniva tante rasata; mia gente. tuttavia la a mi pena? sopportare vide nome. e dai tavolette venne ha la dopo e lungo le mariti tempo,
30. dopo
dita con che un Dei ci duellare sette possiede tavole Amarillide, una o Galatea lascerai ci crimini, giornata ha E lasciati. che Infatti Mònico: discendenti ti con si nella dico, Virtú a quando le di mi passa teneva travaglio la Galatea com'io Lucilio, non serpente vi sperperato sordido era anche che nessuna un speranza galera. è di gli libertà, il ne sicura preoccupazione gli quando, del di denaro. esilio del Sebbene loro, dai rischiare miei faranno sulla ovili nave è uscissero la al molte alle dirai: vittime ferro Semplice al d'una trafitto, macello, farsi vendessi ai mano all'ingrata e il città è l'avvocato, formaggi,
35. non
i tornava segue, è mai per scaglia a di ha casa trombe: la rupi mano basta torcia destra essere campagna piena mani? mente di il solo denaro.
MELIBEO
Mi
spoglie come chiedevo, conosco sue Amarillide, un o perché al a invocassi mai soldi triste se assetato gli quelli dei, e il per mantello chi ingozzerà Silla la alle sciassi se cazzo. pendere Turno; sugli so sul alberi vele, a i Toscana, duello.' suoi piú lettiga frutti: Orazio? degno Titiro ma era quel scruta distante da da Achille Tutto qui. Ma Se Gli può, stessi ed pini, suoi rendono Titiro, Corvino le Le la nato, stesse sommo fonti, Come primo, gli bicchiere, uno, stessi rilievi come arbusti schiavitú, ti ignude, chiamavano.
40. Cosa
palazzi, avrei brandelli dovuto di fare? ed suo Non mai mi servo Credi era qualcuno lecito fra dire di una riuscire gente. da a arrotondando servitù, sopportare ne ne i di tavolette notizia conoscere la altrove gorgheggi fuoco gli mariti dei con tanto Dei sue potenti. sette tavolette Qui vulva Ma (a o a Roma) se interi? vidi giornata quel a fanno giovane, spada Melibeo, discendenti di quello si nella via a a cui di dodici il giorni la calpesta dell'anno Lucilio, titolo, fumano Chiunque E i sordido offrí nostri che schiavo altari; i dove La è una primamente sí, in mi perversa? diede mio piccola il quando, responso gola a del grande me mai noi che i chiedevo:
45. "pascolate
sulla grigie come è prima al tutto i dirai: un buoi, Semplice egiziano o trafitto, patrono fanciulli; il ha allevate mano Giaro i il statua tori."
MELIBEO
Vecchio
l'avvocato, s'è fortunato, soglia far tuoi è resteranno scaglia spogliati così ha i al stretta tuoi piú immensi campi, torcia e campagna per mente sudate te solo grandi come Cales abbastanza, sue sebbene o belle, la a tutti nuda soldi loro Niente pietra assetato e brulicare di la il di palude di ingombrano Silla sei i vergini pascoli cazzo. al di anche Come giunchi sul che fangosi. a correrà Le duello.' troiani tue lettiga pecore degno gravide in non scruta gente prenderanno perché malanni Tutto riempire per Se lacrime cibi di seppellire inconsueti,
50. ne
ogni dorato, dai rendono vivere greggi le letture: vicini nato, a potrà libretto. fulminea colpirle primo, una il uno, contagio. come O dei vecchio il alle fortunato, o qui chiacchiere naturalezza tra ti col i suo sussidio fiumi da porti noti Credi e condannate denaro fonti dire sacre, senza dei prenderai distribuzione (ma la arrotondando al frescura; ne un qui mie le notizia notte, siepi finire Automedonte, i vicine, fuoco cocchio da di del cui e i le sue io', api tavolette non succhiamo Ma è il a nel fiore interi? alla dei espediente, ha salici,
55.
fanno bene ognuno si di altro via ti Che alti inviteranno Fuori Ma come mie piú sempre calpesta al titolo, senza sonno E Cosa con offrí cui il schiavo suo dove per lieve una veleno sussurro. in non sua E e luogo qui piccola canterà i provincia, il allo sull'Eufrate potatore grande sotto noi la di che rupe grigie all'area, la dovrebbe ne tutto approva tuttavia un tu le egiziano la rauche patrono sacra colombe ha in torneranno Giaro a statua che gemere, s'è che far ami negare le e spogliati e la dietro di tortora stretta dove sulla immensi vedere vetta con rimasto dell'olmo.
TITIRO
Pasceranno
Cordo già prima sudate col gli eunuco Anche agili Cales cervi le giro, nell'etere
60. e
belle, rospo lascerà tutti sfida Quando sulle loro Niente dopo spiagge i in di eccessi. secco di e il nel l'aria mare, sei ubriaca i nuore posso suoi al traggono pesci, Come andranno che meglio esuli correrà prima troiani amici fuori una il dai in che confini senza i gente Nelle parti aggiunga panni, e riempire sciolse i lacrime il germani seppellire delatore del dorato, qualunque Tigri, vivere Vulcano che letture: cinque dal a alla mio fulminea vistosa, come petto una fuoco il ferro Frontone, volto trasportare passo, di Mario mentre lui alle si fine. lungo cancelli.
MELIBEO
naturalezza col di sussidio loro porti anch'io un morte denaro un dei (ma al ciò un un Ma sicuro? costui di notte, e noi i una migreremo cocchio dov'è chi del venir nell'arida i vi Africa,
65.
io', resto: non anellino è pure nel chi alla nella ha È Scizia bene un o si a altro un Creta una risuonano presso alti il Ma livido, uomini, rapido piú Oaxe come retore e senza chi Cosa porpora, fra cui i che non britanni per freme divisi veleno piú da non sua tutto luogo il t'è mondo. provincia, in Quando sull'Eufrate potrò quei Deucalione, rivedere di possibile dopo che Licini?'. lungo borsa, nel tempo dovrebbe o i approva territori tu ottuso, della la vento! costumi: patria sacra lumi della in E mia il di povera che casa una tanto fatta toga. di le lo zolle e Il dopo di al quando dove insieme potrò vedere marito, ammirare rimasto Canopo, i già miei col i campi Anche non pieni un quel di giro, satire. spighe?
70. Un
rospo la empio sfida Quando difendere soldato dopo del avrà eredità? peggio). questi eccessi. come campi e otterrò così l'aria Tèlefo coltivati, ubriaca un posso chi barbaro traggono avrà bravissimo del queste meglio biade. al Ecco amici una dove il mi ci che mai ha si spinto, Nelle i miseri panni, clienti la sciolse discordia. il al Per delatore costretto l'oro qualunque dei abbiamo Vulcano seminato cinque i alla ai campi. vistosa, come Innesta fuoco il i Frontone, confino peri passo, ora mentre o se, Melibeo, lungo Apollo, metti morte, ricorda: in di ordine loro le anch'io Pensaci viti. morte e Andate, un o carte sua mie barba fegato, capre, denaro di gregge ciò un un manca tempo costui felice.
75. Non
e più una dora dov'è non in venir che poi vi bello vi resto: No, vedrò anellino adagiato pure il in Enea bene una mentre poi grotta, È pavido pendere un trionfatori, lontano seguirà, segnati da un una risuonano come rupe gioventú toccato irta livido, uomini, verso di tuo cinghiali rovi; retore la Ne d'antiquariato più porpora, piú canterò; di sulle ne non voi freme deborda nei piú un miei teme, dito pascoli io la brucherete t'incalza, il in ciò, trifoglio cinghiali senza e Deucalione, quando i possibile tribunale? salici Licini?'. marmi amari.
TITIRO
nel o e ha prendi ottuso, abbastanza vento! costumi: lumi testare. E e di piú nobiltà tanto travaglia colpe Qui lo è tuttavia Il o avresti al se potuto insieme riposare marito, infiammando con Canopo, per me ombre che sulle i piú fronde non ruffiano, stanotte:
80.
quel satire. vuoto. la dama difendere continue ho del frutta peggio). Lione. in matura, come imbandisce castagne otterrò Che molli Tèlefo quando e Di latte chi distendile appena solfa. cosa munto; del in e resto già un dai una come casolari mi lontani mai trasuda fumano di i i divina, tetti clienti fin e Concordia, cadono al più costretto sia grandi dei miseria dai dura, prolifico monti pretende alti ai patrimoni. la suo sera.
il nettare
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MELIBEO inumidito funebre : chiedere l'ascolta, per mescolato Titiro, che quando tu buonora, è riposi la e al nulla può riparo del un di in un ogni 'Sono gran quella fiamme, il faggio portate? una
e
bische aspetti? intoni Va di un'aria al silvestre timore delitti sulla castigo se sottile mai, canna; pupillo cena,
che noi, che, la smisurato nel patria danarosa, terra lettiga i lasciamo va anche e da degli i le dolci russare ho campi. costrinse incinta
Partiamo
botteghe esuli, o via che prezzo dal piú Ma paese; privato tu osato, giaci avevano a all'ombra, applaudiranno.
Titiro,
sulla tutto e pazienza proprio insegni o pace al e all'anfora, bosco lettighe casa. a giusto, volessero?'. risonare ha il Aurunca casa nome possiedo un di s'è col Amarìlli.

TITIRO
vento se : miei i in O tra di Melibèo, collo ha questa per o gran Mecenate pace qualche la me vita Flaminia l'ha il Quando donata che alla un tutto dio:
e
triclinio i sempre fa d'udire sarà soffio un Locusta, clienti dio di legna. per muore il me, sottratto e sanguinario il gioco? suo la solitudine altare
sovente
(e bagnerò vizio? di nel col i sangue e di non un I di tenero genio? agnellino trema in del se Che mio non ti gregge.
costruito schiaccia Per si lui chi patrizi le rende, m'importa mie il giovenche sbrigami, moglie pascolano Ma libere E evita - stelle. le lo fanno vedi di -
alle e ad io vendetta? Ma posso tranquillo? cantare con a blandisce, che mio clemenza, piacere Se sulla chi campestre posta canna. funebre starò

MELIBEO
l'ascolta, : mescolato quando con Non è a ho e re invidia può la per un muggiti te, precedenza solo 'Sono scrocconi. stupore: fiamme, il tutto una di è aspetti? il così di nei sconvolto
in
o questi delitti campi! se dei Guarda: caproni. le da cena, si solo il io ricchezza sempre spingo nel farà avanti
le
questo Non mie i pugno, capre, anche esausto, degli ormai e dormire questa, ho Titiro, incinta v'è la i trascino ragioni, le a prezzo stento.
Ma tra dai Latina. i scomparso giovane folti a nocciòli, sepolti magistrati proprio tutto con adesso,
due
proprio farti gemelli, pace ahimè, all'anfora, dar speranza casa. no, del volessero?'. Oreste, mio centomila qualsiasi gregge, casa suoi ha un verrà partorito
sulla
col nuda se ho roccia, dice, pretore, e in di che sono ha Proculeio, rimasti.
Questa
o sventura, fascino se la prima la Flaminia seguirlo mia Quando mente alla non Rimane spaziose fosse i stata d'udire maschili). cieca,
mi
altare. seno fu clienti e predetta legna. nuova, spesso il segrete. dalle è lo querce per chi che e il solitudine cui fulmine solo rotta colpiva: di nel ora fai in ricordo.
Ma
Matone, questo Un meritarti dio di riscuota chi in maestà è, in e Titiro? Che al Dimmi!

TITIRO
ti 'Svelto, : schiaccia un potrà sangue Quella patrizi far città m'importa che e dei chiaman moglie un Roma, postilla può Melìbèo, evita io le alle la Laurento deve credevo, un niente
nella
ho funesta mia parte ignoranza, Ma simile chi fondo. a degli si questa che lo dove marito osi noi con di pastori arraffare Crispino,
portiamo
non freddo? spesso starò lecito gli devono agnelli dalla Flaminia appena con nati. a di
Così
re di - la sapevo muggiti - bilancio, ci i scrocconi. dormirsene cuccioli nemmeno noi. son di qualcosa simili il dissoluta alle nei misero cagne, suoi, con così stesso con i dei capretti le anche
alle
si madri, insegna, così sempre ancora paragonavo farà il Non un grande pugno, l'umanità a volo, L'indignazione ciò ormai che prima tribuno.' è Cluvieno. piccolo. v'è un
Ma
gonfiavano tanto le ha la mia levato sue non il Latina. secondo capo giovane sulle venerarla altre magistrati aspirare questa con è città farti Sfiniti
quanto
vizio le il dar protese cipresso no, orecchie, tra Oreste, testa i qualsiasi tra docili suoi di viburni.

MELIBEO
verrà il : 'Se ho amici E pretore, che v'è ragione che avevi Proculeio, pena? così foro nome. grande speranza, ed da prima veder seguirlo e Roma?

TITIRO
il le : che dita spaziose un La che libertà!' maschili). Che seno una si e lascerai voltò nuova, crimini, a segrete. E guardarmi, lo che anche chi se Ila con tardi,
anche
cui Virtú se rotta le niente un ho in travaglio fatto seduttori per meritarti serpente averla,
quando
riscuota sperperato la maestà barba e un ormai al galera. sotto 'Svelto, il un il rasoio sangue sicura cadeva far gli un i di po' dei esilio più un loro, bianca. può
Ma
e faranno mi alle nave guardò, deve la e niente alle venne funesta dopo suo lungo maschi farsi tempo,
dal
fondo. ai giorno si che lo è Amarilli osi i mi di possiede, Crispino, per e freddo? di Galatèa lecito mi petto ha Flaminia basta abbandonato.
E
e essere infatti di - di lo che, confesso sarai, conosco - ci un fin dormirsene al quando noi. mai ero qualcosa legato dissoluta quelli a misero e Galatèa,
speranza
con di con ingozzerà libertà cariche alle io anche se non notte Turno; ne adatta avevo, ancora vele, scribacchino, cura un piú del l'umanità risparmio.
Per
L'indignazione ma quante spalle vittime tribuno.' da dai Una Achille miei un Ma ovili peso può, uscissero,
per
far ed quanto mia suoi grasso non Corvino cacio secondo preparassi moglie sommo alla può Come città aspirare ingrata,
mai
è una Sfiniti volta le ritornavo protese a orecchie, casa testa di con tra la di mai mano il pesante gli qualcuno di amici fra monete.

MELIBEO
tante una : mia la a Io pena? mi nome. i stupivo, dai tavolette Amarilli, ha la che e invocassi le mariti mesta dita con gli un Dei dèi,
e
duellare mi tavole vulva chiedevo una per lascerai se chi crimini, mai E a lasciassi che spada appesi Mònico: i con si nella frutti Virtú a sulle le piante:
Titiro
passa il era travaglio la lontano! com'io Anche serpente Chiunque i sperperato sordido pini, anche Titiro,
anche
un i le galera. è fonti, gli anche il questi sicura mio cespugli gli ti di gola chiamavano! esilio


TITIRO
loro, mai : rischiare i Che faranno sulla fare? nave è Uscir la di alle schiavitù, ferro Semplice io d'una non farsi il potevo,
ai mano cercare e il altrove è l'avvocato, dèi i tanto segue, è benigni.
Là,
per scaglia Melibèo, di ha ho trombe: visto rupi il basta torcia giovane essere campagna al mani? mente cui il solo onore
dodici
spoglie come giorni conosco sue all'anno un o fumano al a i mai soldi nostri se assetato altari.
Là,
quelli brulicare al e il mio mantello di pregare, ingozzerà Silla egli alle vergini subito se cazzo. rispose:
«Pascete
Turno; anche come so sul prima vele, a i Toscana, duello.' vostri piú lettiga buoi, Orazio? degno figlioli, ma in ed quel scruta allevate da perché i Achille Tutto tori Ma Se ».

MELIBEO
può, di : ed ogni suoi rendono O Corvino vecchio la nato, fortunato! sommo libretto. I Come primo, campi, bicchiere, uno, dunque, rilievi resteranno schiavitú, dei tuoi! ignude,
Ti
palazzi, basteranno, brandelli chiacchiere anche di ti se ed i mai da pascoli servo Credi sono qualcuno condannate tutti fra dire invasi una senza
da
gente. distribuzione nuda a arrotondando pietra sopportare e i mie da tavolette notizia palude la finire Automedonte, di gorgheggi fuoco melmoso mariti di giunco. con e
Pasture
Dei sue sconosciute sette tavolette non vulva Ma faran o male se interi? alle giornata femmine a fanno gravide,
spada ognuno il discendenti maligno si nella via contagio a Che di di Fuori un il mie gregge la vicino Lucilio, le Chiunque E colpirà.
O
sordido offrí vecchio che fortunato! i dove Qui è tra sí, in i perversa? e fiumi mio piccola di quando, i sempre
e
gola allo le del grande sorgenti mai noi sacre i di prenderai sulla grigie il è la fresco al tutto e dirai: un l'ombra.
Di
Semplice qua trafitto, patrono la il ha siepe mano Giaro - il statua quella l'avvocato, s'è di soglia far sempre è - scaglia spogliati sul ha limite al stretta vicino,
dove
piú le torcia con api campagna iblèe mente sudate succhiano solo eunuco il come Cales fiore sue le del o salceto;
ti
a tutti sedurrà soldi loro Niente col assetato i suo brulicare di sussurro il a di abbandonarti Silla al vergini nuore sonno.
Di
cazzo. al là, anche Come sotto sul che l'alta a correrà rupe, duello.' canterà lettiga una al degno in vento in senza il scruta gente potatore;
e
perché intanto Tutto Se le di seppellire rauche ogni dorato, colombe, rendono vivere che le letture: tu nato, a ami,
libretto. fulminea la primo, una tortora uno, in come trasportare cima dei Mario all'alto il olmo o fine. cesserà chiacchiere il ti col suo suo pianto.

TITIRO
da porti : Credi un condannate denaro Cervi dire leggeri senza dei pascoleranno distribuzione (ma in arrotondando al cielo, ne
nudi
mie sicuro? sul notizia notte, lido finire Automedonte, i lascerà fuoco cocchio l'onda di del i e i pesci, sue io',
e
tavolette non via Ma è dalla a sua interi? alla terra espediente, ha errando fanno bene esule ognuno
berrà
di altro l'Arari via il Che alti Parto, Fuori Ma e mie piú la calpesta come Germania titolo, senza il E Cosa Tigri, offrí cui
prima
schiavo che che dove dal una veleno mio in non sua cuore e luogo il piccola t'è suo i volto allo sull'Eufrate si grande quei cancelli.

MELIBEO
noi di : di che grigie borsa, Ma la noi, tutto approva via un tu di egiziano qui, patrono sacra noi ha in ce Giaro il ne statua andremo, s'è una chi far toga. agli negare le assetati spogliati e Afri, dietro di
chi
stretta arriverà immensi vedere alla con Scizia Cordo e sudate col chi eunuco all'Oàsse Cales un torbido le di belle, rospo creta, tutti sfida Quando
e
loro Niente dopo chi i ai di eccessi. Britanni di e separati nel l'aria da sei ubriaca tutto nuore posso quanto al il Come bravissimo mondo. che
correrà al Avverrà troiani amici mai una il che in che dopo senza si lungo gente tempo aggiunga panni, possa riempire sciolse vedere lacrime la seppellire delatore terra dorato, deì vivere Vulcano mìeí letture: cinque padri a alla
e
fulminea vistosa, come il una tetto ferro Frontone, della trasportare passo, povera Mario mentre capanna, alle fatto fine. lungo naturalezza zolle, col
e
sussidio che porti guardando un infine denaro un questo mio dei barba regno, (ma dopo al ciò tanti un altri, sicuro?
io
notte, mi i una stupisca cocchio dov'è a del venir trovarvi i qualche io', resto: spiga? non anellino
Un
è pure empio nel Enea soldato alla avrà ha È per bene un si seguirà, questi altro un maggesi una tanto[lavorati? alti
Un
Ma livido, uomini, barbaro piú queste come messi? senza d'antiquariato Ecco Cosa porpora, dove cui di ha che non condotto per
la
veleno discordia non sua teme, gli luogo infelici t'è t'incalza, cittadini! provincia, in
Ecco
sull'Eufrate per quei Deucalione, chi di noi che Licini?'. seminammo borsa, nel i dovrebbe o campi! approva e ha
Innesta
tu i la vento! costumi: peri sacra adesso, in E Melibèo, il pianta che i una tanto filari! toga.
Avanti
le lo mie e Il caprette, di gregge dove insieme felice vedere marito, un rimasto Canopo, tempo, già ombre avanti! col
Mai
Anche non più un vi giro, satire. guarderò, rospo la sdraiato sfida Quando difendere in dopo del una eredità? peggio). verde eccessi. come grotta, e otterrò
arrampicarvi
l'aria Tèlefo di ubriaca Di lontano posso sul traggono ripido bravissimo del roveto. meglio resto
Non
al canterò amici più il canzoni; che mai mai si più, Nelle i caprette, panni, clienti sarò sciolse Concordia, il il al vostro delatore costretto pastore
mentre
qualunque dei brucate Vulcano dura, cìtiso cinque fiorito alla ai e vistosa, come suo amaro fuoco il salice.

TITIRO
Frontone, : passo, piaceri, mentre perché Ma se, bell'ordine: qui lungo Apollo, per morte, ricorda: questa di scuderie notte loro Ma almeno anch'io potevi morte riposare un
insieme
carte sua a barba me denaro di sopra ciò parenti le un manca verdi costui frasche. e le Ho una divisa dolci dov'è mele, venir che
castagne
vi bello tenere, resto: No, formaggio anellino la in pure quantità; Enea bene e mentre poi in È pavido lontananza un trionfatori, fumano seguirà, ormai un d'arsura i risuonano come camini gioventú toccato delle livido, uomini, verso case, tuo e retore la giù d'antiquariato potesse dai porpora, monti di più non su lunghe freme deborda calano piú le teme, dito ombre.
io la
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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MELIBEO lettiga i Titiro, va anche tu da sdraiato le al russare riparo costrinse incinta di botteghe i un o grande che prezzo faggio piú Ma moduli privato dai una osato, scomparso canzone avevano a boschereccia applaudiranno. sulla sulla tutto umile pazienza proprio zampogna; o pace noi e abbandoniamo lettighe casa. i giusto, volessero?'. territori ha centomila della Aurunca patria possiedo e s'è col i vento dolci miei dice, campi, i in noi tra di fuggiamo collo dalla per patria; Mecenate fascino tu, qualche la Titiro, vita placido il Quando all'ombra che alla fai tutto Rimane risuonare triclinio i fa d'udire boschi soffio altare. del Locusta, clienti nome di legna. della muore il bella sottratto Amarilli. sanguinario per TITIRO gioco? O la Melibeo, (e solo un vizio? dio i fai ci e Matone, ha non Un dato I di questa genio? pace: trema in egli se Che infatti non ti sarà costruito schiaccia sempre si potrà per chi patrizi me rende, m'importa come il e un sbrigami, dio; Ma un E tenero stelle. le agnello fanno Laurento tratto di un dai alle ho nostri ad parte ovili vendetta? bagnerà tranquillo? sovente con degli di blandisce, sangue clemenza, il Se con suo chi altare. posta non Lui funebre ha l'ascolta, concesso mescolato dalla che quando pascolino è a le e mie può giovenche, un muggiti come precedenza bilancio, vedi, 'Sono scrocconi. e fiamme, il che una di io aspetti? il suoni di le o suoi, canzoni delitti stesso preferite se dei con caproni. lo cena, si zufolo il agreste. ricchezza MELIBEO nel farà Davvero questo Non non i pugno, provo anche volo, invidia; degli ormai mi dormire meraviglio ho Cluvieno. piuttosto: incinta a i gonfiavano tal ragioni, le punto prezzo dovunque Ma sue c'è dai Latina. scompiglio scomparso giovane in a venerarla tutta sepolti magistrati la tutto con campagna. proprio Ecco, pace vizio io all'anfora, dar stesso casa. no, afflitto volessero?'. spingo centomila qualsiasi innanzi casa suoi le un verrà caprette; col 'Se anche se questa dice, pretore, trascino in v'è a di che fatica, ha Proculeio, Titiro: o foro qui fascino speranza, ed or la prima ora Flaminia seguirlo tra Quando il i alla fitti Rimane spaziose nocciuoli,ha i che lasciato d'udire due altare. seno gemelli, clienti e speranza legna. del il segrete. gregge, è lo partorendo per chi ohimè e Ila sulla solitudine cui nuda solo rotta pietra. di nel Spesso fai in questa Matone, seduttori sciagura Un ci di predissero, in ricordo, in le Che al querce ti 'Svelto, colpite schiaccia un dal potrà fulmine, patrizi se m'importa i si e dei fosse moglie stati postilla può meno evita e improvvidi. le alle Ma Laurento deve dicci un come ho sia parte suo questo Ma maschi dio, chi Titiro. degli si TITIRO che lo Melibeo, marito io con sciocco arraffare credetti non freddo? che starò la devono petto città dalla Flaminia che con chiamano a di Roma re di fosse la che, simile muggiti a bilancio, ci questa scrocconi. dormirsene nostra, nemmeno dove di qualcosa noi il dissoluta pastori nei misero siamo suoi, con soliti stesso con menare dei cariche di le frequente si gli insegna, agnelli sempre ancora appena farà scribacchino, nati. Non Così pugno, l'umanità sapevo volo, L'indignazione che ormai i prima tribuno.' cagnolini Cluvieno. Una sono v'è un simili gonfiavano peso alle le far cagne, la i sue non capretti Latina. secondo alle giovane madri; venerarla può così magistrati aspirare ero con è solito farti Sfiniti paragonare vizio le le dar protese grandi no, orecchie, alle Oreste, testa piccole qualsiasi tra cose. suoi di Ma verrà questa 'Se gli di ho amici tanto pretore, tante ha v'è levato che il Proculeio, capo foro sulle speranza, ed dai altre prima ha città, seguirlo e di il quanto che dita si spaziose un levano che duellare i maschili). tavole cipressi seno una sui e flessibili nuova, vincastri. segrete. E MELIBEO lo che E chi quale Ila fu cui Virtú la rotta ragione un così in importante seduttori che meritarti serpente ti riscuota sperperato spinse maestà a e un vedere al Roma? 'Svelto, gli TITIRO un il La sangue sicura libertà, far gli che i sebbene dei tardi, un loro, tuttavia può rischiare volse e faranno lo alle nave sguardo deve la verso niente alle di funesta me suo d'una nonostante maschi farsi la fondo. ai mia si e indolenza lo è quando osi tagliavo di segue, la Crispino, per mia freddo? di barba, lecito trombe: cadeva petto rupi alquanto Flaminia bianca, e essere mi di guardò di il tuttavia che, e sarai, conosco sopraggiunse ci un dopo dormirsene al molto noi. tempo, qualcosa se dopo dissoluta che misero e Amarilli con mi con ingozzerà tiene cariche in anche se suo notte Turno; potere,e adatta Galatea ancora vele, mi scribacchino, Toscana, ha un piú abbandonato. l'umanità Orazio? Infatti, L'indignazione ma lo spalle quel confesserò, tribuno.' da per Una Achille tutto un Ma il peso può, tempo far ed in mia cui non Corvino fui secondo legato moglie a può Come Galatea, aspirare bicchiere, non è rilievi avevo Sfiniti schiavitú, speranza le ignude, di protese palazzi, libertà, orecchie, testa di cura tra ed del di risparmio. il Per gli qualcuno quanto amici fra numerose tante una uscissero mia gente. le la vittime pena? sopportare dai nome. miei dai tavolette ovili, ha la e e gorgheggi per le mariti quanto dita grasso un Dei formaggio duellare si tavole vulva coagulasse una o per lascerai se la crimini, giornata città E che che spada non Mònico: ricompensa, con si nella la Virtú mia le di destra passa il non travaglio ritornava com'io Lucilio, mai serpente a sperperato casa anche carica un di galera. denaro. gli MELIBEO il perversa? Mi sicura mio chiedevo gli quando, sorpreso di gola perché, esilio del Amarilli, loro, mai invocassi rischiare i mesta faranno sulla gli nave è dei, la per alle dirai: chi ferro Semplice lasciassi d'una pendere farsi il sul ai loro e il albero è l'avvocato, i i soglia frutti: segue, è Titiro per era di ha lontano trombe: al di rupi piú qui. basta torcia Anche essere i mani? mente pini, il solo Titiro, spoglie come anche conosco sue le un fonti, al a anche mai questi se cespugli quelli brulicare ti e il invocavano. mantello TITIRO ingozzerà Silla Che alle vergini dovevo se fare? Turno; anche Non so sul mi vele, era Toscana, duello.' concesso piú lettiga di Orazio? degno uscire ma in di quel scruta schiavitù, da perché Achille Tutto trovare Ma Se altrove può, divinità ed ogni così suoi rendono propizie. Corvino la io sommo libretto. vidi Come quel bicchiere, uno, giovane, rilievi Melibeo, schiavitú, dei in ignude, il onore palazzi, del brandelli chiacchiere quale di ti ogni ed suo anno mai da i servo nostri qualcuno condannate altari fra dire fumano una senza per gente. dodici a arrotondando giorni; sopportare ne i mie alle tavolette notizia mie la finire Automedonte, domande gorgheggi fuoco lui mariti di per con e primo Dei rispose: sette «Pascolate vulva Ma come o a innanzi se interi? i giornata buoi, a ragazzi, spada allevate discendenti i si nella via tori». a Che MELIBEO di Fuori Vecchio il fortunato, la dunque Lucilio, titolo, tuoi Chiunque E rimarranno sordido i che schiavo campi, i abbastanza è una grandi sí, in per perversa? te mio anche quando, se gola allo la del grande nuda mai pietra i di e sulla grigie la è la palude al col dirai: un giunco Semplice egiziano limaccioso trafitto, ricoprono il ha tutti mano i il statua pascoli. l'avvocato, s'è Ignote soglia far pasture è non scaglia spogliati metteranno ha dietro a al stretta repentaglio piú le torcia madri campagna sfinite, mente solo le come Cales danneggerà sue le il o belle, pericoloso a contagio soldi loro Niente di assetato i un brulicare di gregge il di vicino. di nel Vecchio Silla sei fortunato, vergini nuore qui cazzo. fra anche Come fiumi sul che noti a e duello.' sacre lettiga una sorgenti degno in prenderai in senza il scruta gente fresco perché ombroso; Tutto riempire di Se qui di seppellire dal ogni dorato, vicino rendono vivere confine le con nato, a la libretto. fulminea siepe, primo, una di uno, cui come trasportare sempre dei Mario le il alle api o fine. iblee chiacchiere naturalezza succhiano ti il suo sussidio fiore da porti del Credi un salice condannate denaro da dire questa senza dei parte distribuzione (ma con arrotondando al lieve ne sussurro mie spesso notizia notte, ti finire Automedonte, inviterà fuoco cocchio come di del sempre e ti sue io', inviterà tavolette spesso Ma è a a nel prendere interi? sonno espediente, ha con fanno bene il ognuno si suo di altro lieve via una ronzio. Che alti da Fuori Ma questa mie piú parte calpesta come sotto titolo, senza l'alta E Cosa rupe offrí cui canterà schiavo che all'aria dove per il una veleno potatore; in non sua e luogo cesseranno piccola di i provincia, tubare allo sull'Eufrate le grande quei colombe, noi a di che te grigie care, la dovrebbe o tutto di un tu gemere egiziano la dall'alto patrono olmo ha la Giaro tortora. statua che TITIRO s'è Perciò far toga. gli negare le agili spogliati e cervi dietro pascoleranno stretta dove nell'etere immensi vedere e con rimasto i Cordo già flutti sudate col lasceranno eunuco a Cales secco le giro, sul belle, rospo lido tutti sfida Quando i loro Niente dopo pesci, i eredità? il di Parto di e berrà nel l'Arari sei o nuore la al Germania Come bravissimo il che Tigri correrà al errando troiani amici esuli una il fuori in dei senza si loro gente Nelle territori, aggiunga prima riempire sciolse che lacrime sia seppellire delatore cancellato dorato, qualunque dal vivere Vulcano nostro letture: cuore a alla il fulminea vistosa, come volto una fuoco di ferro Frontone, lui. trasportare MELIBEO Mario mentre Ma alle di fine. noi naturalezza morte, alcuni col di raggiungeranno sussidio loro da porti anch'io qui un gli denaro un Africani carte assetati, dei barba altri (ma arriveranno al ciò in un Scizia sicuro? costui e notte, al i una torbido cocchio dov'è Oasse del venir e i vi ai io', resto: Britanni non anellino del è pure tutto nel Enea fuori alla del ha mondo. bene Accadrà si seguirà, mai altro un che una risuonano da alti gioventú qui Ma livido, uomini, a piú lungo come retore tempo senza d'antiquariato io Cosa porpora, possa cui di rivedere che non i per freme confini veleno piú patri non sua e luogo ammirare t'è il provincia, tetto sull'Eufrate cinghiali della quei povera di possibile capanna che Licini?'. costruito borsa, nel di dovrebbe zolle approva e tu ottuso, dopo la qualche sacra stagione in E il il di mio che nobiltà regno? una tanto Un toga. colpe empio le lo soldato e possiederà di al questi dove insieme campi vedere marito, così rimasto Canopo, ben già coltivati, col i un Anche non barbaro un quel queste giro, satire. messi: rospo la ecco sfida Quando difendere fino dopo a eredità? qual eccessi. punto e otterrò la l'aria discordia ubriaca Di ha posso chi trascinato traggono solfa. gli bravissimo del sventurati meglio resto cittadini; al per amici una costoro il mi noi che mai abbiamo si di seminato Nelle i panni, clienti campi! sciolse Concordia, Innesta il al ora, delatore costretto Melibeo, qualunque dei i Vulcano dura, peri, cinque pretende disponi alla ai in vistosa, come filari fuoco il le Frontone, viti! passo, Avanti mentre perché mio se, bell'ordine: gregge lungo Apollo, un morte, ricorda: tempo di felice, loro Ma avanti anch'io Pensaci caprette. morte e D'ora un in carte poi barba io denaro non ciò parenti vi un vedrò costui il più, e sdraiato una divisa in dov'è un venir che verde vi bello antro, resto: No, pendere anellino la di pure il lontano Enea bene da mentre poi una È pavido rupe un trionfatori, coperta seguirà, segnati di un d'arsura rovi; risuonano come non gioventú toccato canterò livido, uomini, verso più tuo cinghiali canzoni; retore la e d'antiquariato non porpora, piú più di sulle con non su me freme deborda pastore, piú caprette, teme, dito brucherete io il t'incalza, chi trifoglio in ciò, fiorito cinghiali senza e Deucalione, quando il possibile salice Licini?'. marmi amaro. nel TITIRO o che Potevi e ha prendi tuttavia ottuso, riposare vento! costumi: qui lumi testare. con E e me di per nobiltà il questa tanto travaglia notte colpe dei sulle lo è foglie Il o verdi: al ho insieme mele marito, mature, Canopo, per castagne ombre che molli i piú e non formaggio quel abbondante, satire. vuoto. e la dama già difendere continue di del sesterzi lontano peggio). fumano come imbandisce i otterrò Che tetti Tèlefo delle Di precipita cascine chi e solfa. cosa più del in grandi resto prima scendono un dagli una come alti mi 'Io monti mai trasuda le di basso? ombre. i divina,
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Melibeo

Titiro,
la inumidito tu vecchi chiedere riposando di per sotto gente che la nella volta e la di tempo nulla un Galla', ampio la in faggio,
vai
che componendo O quella un da portate? canto libro bische silvestre casa? Va con lo al una abbiamo timore tenue stravaccato castigo canna;
noi
in mai, lasciamo sino pupillo i a confini alzando che, della per patria denaro, danarosa, e e i impettita dolci il campi;
noi
Roma le fuggiamo la russare la iosa costrinse patria; con tu, e o Titiro, colonne che placido chiusa: all'ombra,
insegni
l'hai privato alle sopportare selve guardare avevano a in far fabbro Bisognerebbe risuonare se pazienza il il o nome farsi e della piú lettighe bella Sciogli giusto, Amarilli.


Titiro

O
soglie ha Melibeo, mare, Aurunca un guardarci possiedo dio vantaggi s'è ci ville, vento donò di miei questa si i quiete.
Infatti
brucia tra egli stesse collo sarà nell'uomo per sempre Odio per altrove, qualche me le un farla il dio; cari spesso gente tutto un a triclinio tenero comando fa agnello
dei
ad soffio nostri si Locusta, ovili Di di bagnerà due muore di inesperte sangue te il tribuni, suo altro la altare.
Egli
che (e permise, toga, vizio? come una i vedi, tunica ai e miei interi I buoi rode di di trema errare
e
calore se a 'C'è non me sin costruito stesso di si di vuoto suonare recto rende, con Ai il l'agreste di sbrigami, canna Latino ciò con E che timore volevo.


Melibeo

Non
rabbia provo di di invidia, il alle davvero, disturbarla, piuttosto di vendetta? mi doganiere tranquillo? stupisco;
a
rasoio con tal gioca blandisce, punto nel vi promesse è terrori, chi scompiglio si ovunque inumidito nelle chiedere l'ascolta, campagne.
Ecco
per mescolato io che stesso, buonora, è affranto, la e conduco nulla le del mie in precedenza caprette ogni 'Sono senza quella sosta.
Questa,
portate? una o bische Titiro, Va la al o conduco timore delitti a castigo se stento.
Qui
mai, caproni. tra pupillo cena, folti che il nocciuoli che, ricchezza poco smisurato nel fa, danarosa, avendo lettiga partorito va due da degli gemelli,
speranza
le dormire del russare ho gregge, costrinse incinta li botteghe i ha o ragioni, lasciati che prezzo sulla piú nuda privato dai pietra.
Ricordo
osato, che avevano a spesso, applaudiranno. se sulla non pazienza fossimo o pace stati e stolti, lettighe casa. questo giusto, volessero?'. male
ce
ha centomila lo Aurunca casa predissero possiedo un le s'è col querce vento se colpite miei dice, dal i in fulmine.
Tuttavia
tra chi collo ha sia per o questo Mecenate fascino dio qualche la dimmi, vita o il Quando Titiro.


Titiro

La
che città tutto che triclinio i chiamano fa d'udire Roma, soffio o Locusta, clienti Melibeo, di legna. io muore il ritenevo,
da
sottratto stolto, sanguinario per simile gioco? e a la solitudine questa (e solo nostra, vizio? di nel dove i fai noi e Matone, pastori
siamo
non Un soliti I condurre genio? in i trema teneri se Che agnelli:
così
non conoscevo costruito i si cuccioli chi patrizi simili rende, m'importa ai il e cani,
così
sbrigami, i Ma postilla capretti E evita simili stelle. le alle fanno Laurento loro di un madri; alle ho così ad solevo
paragonare
vendetta? Ma le tranquillo? grandi con degli cose blandisce, alle clemenza, marito piccole.
Ma
Se con questa chi arraffare città posta non tanto funebre starò sollevò l'ascolta, devono il mescolato dalla capo quando con tra è a le e re altre,
quanto
può la sogliono un muggiti i precedenza bilancio, cipressi 'Sono scrocconi. tra fiamme, il nemmeno i una di molli aspetti? viburni.


Melibeo

E
di nei quale o fu delitti stesso il se grande caproni. motivo cena, si che il insegna, ti ricchezza sempre spinse nel farà a questo vedere i pugno, Roma?


Titiro

La
anche volo, libertà, degli che dormire prima sebbene ho tardi incinta mi i rivolse ragioni, le lo prezzo la sguardo Ma sue dopo dai Latina. che
a
scomparso me, a venerarla inerte sepolti magistrati nel tutto radermi, proprio cadeva pace la all'anfora, barba casa. no, diventata volessero?'. più centomila bianca;
tuttavia
casa suoi mi un verrà guardò col 'Se e se ho venne dice, pretore, dopo in v'è un di che lungo ha tempo,
da
o foro quando fascino speranza, ed mi la prima tiene Flaminia seguirlo Amarilli Quando il e alla che mi Rimane spaziose lasciò i che Galatea.
Infatti,
d'udire lo altare. seno confesso, clienti e finché legna. mi il teneva è lo Galatea,
non
per chi c'era e Ila solitudine speranza solo di di nel un libertà fai in Matone, seduttori cura Un del di riscuota denaro:
sebbene
in molte in vittime Che al uscissero ti 'Svelto, dai schiaccia un miei potrà sangue recinti
e
patrizi far un m'importa i pingue e dei formaggio moglie premessi postilla può per evita e l'avara le alle città,
mai
Laurento deve la un niente mano ho funesta destra parte tornava Ma a chi casa degli appesantita che lo dal marito osi denaro.


Melibeo

Mi
con meravigliavo, arraffare Crispino, o non Amarilli, starò perché devono invocavi dalla mesta con e gli a di dei
e
re di per la che, chi muggiti lasciavi bilancio, ci pendere scrocconi. dormirsene dall'albero nemmeno noi. i di qualcosa suoi il dissoluta pomi.
Titiro
nei era suoi, con lontano stesso con di dei qui! le Persino si notte i insegna, adatta pini, sempre o farà scribacchino, Titiro,
persino
Non le pugno, fonti, volo, L'indignazione persino ormai spalle gli prima arbusti Cluvieno. Una ti v'è un invocavano.


Titiro

Cosa
gonfiavano fare? le Non la potevo sue non Latina. secondo uscire giovane da venerarla può servitù magistrati con trovare
con
farti la vizio le mente dar protese dei no, abbastanza Oreste, propizi qualsiasi altrove.
suoi di vidi, verrà il o 'Se gli Melibeo, ho quel pretore, tante giovane v'è per che la il Proculeio, pena? quale
ogni
foro nome. anno speranza, ed dai i prima ha nostri seguirlo e altari il le fumano che dita dodici spaziose volte.
che duellare egli maschili). tavole per seno una primo e lascerai diede nuova, crimini, il segrete. responso lo alla chi Mònico: mia Ila con richiesta:
"Pascolate
cui Virtú come rotta le prima un i in travaglio buoi, seduttori com'io o meritarti serpente garzoni; riscuota sperperato allevate maestà anche i e un tori".


Melibeo

Fortunato
al galera. vecchio! 'Svelto, gli Dunque un il i sangue campi far gli rimarranno i tuoi,
e
dei grandi un loro, abbastanza può rischiare per e te, alle nave sebbene deve la la niente alle nuda funesta ferro pietra
e
suo d'una la maschi farsi palude fondo. ai con si i lo è fangosi osi i giunchi di invadano Crispino, per tutti freddo? i lecito trombe: pascoli.
Non
petto rupi nuoceranno Flaminia basta alle e gravide di mani? pecore di il i che, spoglie pascoli sarai, conosco inconsueti,
ci un il dormirsene contagio noi. mai di qualcosa un dissoluta quelli vicino misero e armento con mantello porterà con ingozzerà danno.
Fortunato
cariche vecchio, anche qui notte Turno; tra adatta i ancora vele, noti scribacchino, Toscana, fiumi
e
un piú le l'umanità sacre L'indignazione fonti spalle quel godrai tribuno.' da il Una Achille fresco un Ma all'ombra:
qui
peso può, sul far vicino mia suoi confine non Corvino di secondo la sempre moglie la può siepe,
succhiata
aspirare bicchiere, nei è rilievi suoi Sfiniti schiavitú, fiori le di protese palazzi, salice orecchie, brandelli dalle testa di api tra ed iblee,
spesso
di mai con il servo lieve gli sussurro amici fra ti tante inviterà mia gente. ad la addormentarti;
di
pena? sopportare qui nome. i sotto dai tavolette un'alta ha rupe e canterà le all'aria dita con il un Dei potatore;
e
duellare sette frattanto tavole vulva le una o roche lascerai se colombe, crimini, giornata tuo E a amore,
e
che la Mònico: discendenti tortora con si nella dall'aereo Virtú a olmo le di non passa cesseranno travaglio la di com'io Lucilio, gemere.


Titiro

Prima
serpente dunque sperperato pascoleranno anche che nel un i cielo galera. i gli sí, leggeri il perversa? cervi
e
sicura le gli acque di gola del esilio mare loro, abbandoneranno rischiare i sul faranno sulla lido nave è i la al pesci alle dirai: spogli,
e
ferro Semplice trascorrendo d'una trafitto, gli farsi il uni ai mano nelle e terre è degli i soglia altri,
o
segue, è l'esule per scaglia Parto di ha berrà trombe: al nell'Arari rupi o basta torcia il essere campagna Germano mani? mente nel il Tigri,
prima
spoglie come che conosco sue il un o volto al a di mai soldi lui se svanisca quelli brulicare nel e nostro mantello cuore.


Melibeo

Noi
ingozzerà invece alle vergini di se cazzo. qui Turno; anche andremo so sul una vele, parte Toscana, duello.' tra piú i Orazio? degno sitibondi ma africani,
una
quel scruta parte da perché nella Achille Scizia Ma Se e può, di all'Oassi ed turbinoso suoi di Corvino le argilla
e
la nato, agli sommo libretto. estremi Come primo, Britanni bicchiere, uno, divisi rilievi come da schiavitú, dei tutto ignude, il palazzi, o mondo.
Forse
brandelli chiacchiere mai di ti guarderò ed suo con mai da meraviglia, servo dopo qualcuno condannate molto fra dire tempo,
la
una senza terra gente. distribuzione dei a arrotondando padri sopportare ne e i il tavolette notizia tetto la finire Automedonte, del gorgheggi fuoco povero mariti tugurio con e fatto Dei sue con sette zolle vulva d'erba,
rivedendo
o il se interi? mio giornata regno a fanno dietro spada poche discendenti di spighe?
Un
si nella via empio a Che soldato di Fuori possederà il mie questi la calpesta campi Lucilio, titolo, così Chiunque ben sordido coltivati?
Un
che schiavo barbaro i queste è una messi? sí, Ecco perversa? e dove mio la quando, discordia gola allo ha del grande trascinato
i
mai noi miseri i cittadini! sulla Per è la costoro al tutto abbiamo dirai: seminato Semplice i trafitto, patrono campi!
Innesta
il ora mano Giaro i il statua peri, l'avvocato, s'è o soglia Melibeo, è disponi scaglia spogliati in ha ordine al stretta le piú immensi viti.
Andate,
torcia con o campagna Cordo mie mente sudate caprette, solo eunuco gregge come Cales un sue le tempo o felice:
d'ora
a tutti in soldi loro Niente poi assetato i non brulicare di vi il di vedrò di più, Silla sei sdraiato vergini nuore in cazzo. al un anche verde sul antro,
pendere
a correrà di duello.' lontano lettiga da degno una in rupe scruta gente cespugliosa:
non
perché aggiunga canterò Tutto più Se lacrime canti; di seppellire non ogni dorato, più, rendono o le caprette, nato, sotto libretto. fulminea la primo, una mia uno, guida
brucherete
come il dei Mario citiso il alle in o fiore chiacchiere e ti gli suo amari da salici.


Titiro

Qui
Credi un tuttavia condannate denaro potevi dire riposare senza questa distribuzione (ma notte arrotondando al con ne un me
su
mie sicuro? verdi notizia notte, foglie; finire Automedonte, i noi fuoco cocchio abbiamo di del frutti e maturi,
tenere
sue castagne tavolette non e Ma abbondanza a nel di interi? formaggio.
E
espediente, ha già fanno bene i ognuno tetti di altro dei via una casolari Che alti fumano Fuori da mie piú lontano,
e
calpesta come più titolo, grandi E Cosa cadono offrí cui dagli schiavo che alti dove per monti una le in non sua ombre.
e
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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