Splash Latino - Varrone - De Lingua Latina - Liber V - 7

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Varrone - De Lingua Latina - Liber V - 7

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Ubi nunc est Roma, Septimontium nominatum ab tot montibus quos postea urbs muris comprehendit; e quis Capitolinum dictum, quod hic, cum fundamenta foderentur aedis Iovis, caput humanum dicitur inventum. Hic mons ante Tarpeius dictus a virgine Vestale Tarpeia, quae ibi ab Sabinis necata armis et sepulta: cuius nominis monimentum relictum, quod etiam nunc eius rupes Tarpeium appellatur saxum.

Hunc antea montem Saturnium appellatum prodiderunt et ab eo Latium Saturniam terram, ut etiam Ennius appellat. Antiquum oppidum in hoc fuisse Saturniam scribitur. Eius vestigia etiam nunc manent tria, quod Saturni fanum in faucibus, quod Saturnia Porta quam Iunius scribit ibi, quam nunc vocant Pandanam, quod post aedem Saturni in aedificiorum legibus privatis parietes postici "muri Saturnii" sunt scripti.

Aventinum aliquot de causis dicunt. Naevius ab avibus, quod eo se ab Tiberi ferrent aves, alii ab rege Aventino Albano, quod ibi sit sepultus, alii Adventinum ab adventu hominum, quod commune Latinorum ibi Dianae templum sit constitutum. Ego maxime puto, quod ab advectu: nam olim paludibus mons erat ab reliquis disclusus. Itaque eo ex urbe advehebantur ratibus, cuius vestigia, quod ea qua tum advectum dicitur Velabrum, et unde escendebant ad infimam Novam Viam locus sacellum Velabrum.

Velabrum a vehendo. Velaturam facere etiam nunc dicuntur qui id mercede faciunt. Merces (dicitur a merendo et aere) huic vecturae qui ratibus transibant quadrans. Ab eo Lucilius scripsit:
Quadrantis ratiti.


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[degiovfe] - [2016-02-10 12:35:33]

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