Splash Latino - Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Viii - 11

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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Viii - 11

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8.11.init. Effectus etiam artium ~ recognosci posse aliquid adferre voluptatis, protinusque et quam utiliter excogitatae sint patebit, et memoratu dignae res lucido in loco reponentur et labor in iis edendis suo fructu non carebit.

8.11.1 Sulpicii Galli maximum in omni genere litterarum percipiendo studium plurimum rei publicae profuit: nam cum L. Pauli bellum adversum regem Persen gerentis legatus esset, ac serena nocte subito luna defecisset, eoque velut diro quodam monstro perterritus exercitus noster manus cum hoste conserendi fiduciam amisisset, de caeli ratione et siderum natura peritissime disputando alacrem eum in aciem misit. itaque inclytae illi Paulianae victoriae liberales artes Galli aditum dederunt, quia, nisi ille metum nostrorum militum vicisset, imperator vincere hostes non potuisset.

8.11.2 Spurinnae quoque in coniectandis deorum monitis efficacior scientia apparuit quam urbs Romana voluit. praedixerat C. Caesari ut proximos xxx dies quasi fatales caveret, quorum ultimus erat idus Martiae. eo cum forte mane uterque in domum Caluini Domiti ad officium convenisset, Caesar Spurinnae 'ecquid scis idus iam Martias venisse?' at is 'ecquid scis illas nondum praeterisse?' abiecerat alter timorem tamquam exacto tempore suspecto, alter ne extremam quidem eius partem periculo vacuam esse arbitratus est. utinam haruspicem potius augurium quam patriae parentem securitas fefellisset.

8.11.ext.1 Sed ut alienigena scrutemur, cum obscurato repente sole inusitatis perfusae tenebris Athenae sollicitudine angerentur, interitum sibi caelesti denuntiatione portendi credentes, Pericles processit in medium et quae a praeceptore suo Anaxagora pertinentia ad solis et lunae cursum acceperat disservit nec ulterius trepidare cives suos vano metu passus est.

8.11.ext.2 Quantum porro dignitatis a rege Alexandro tributum arti existimamus, qui se et pingi ab uno Apelle et fingi a Lysippo tantum modo voluit?

8.11.ext.3 Tenet visentis Athenis Volcanus Alcamenis manibus fabricatus: praeter cetera enim perfectissimae artis in eo procurrentia indicia etiam illud mirantur, quod stat dissimulatae claudicationis sub veste leviter vestigium repraesentans, ut non exprobratum tamquam vitium, ita tamquam certam propriamque dei notam decore significatam.

8.11.ext.4 Cuius coniugem Praxiteles in marmore quasi spirantem in templo Cnidiorum collocavit, propter pulchritudinem operis a libidinoso cuiusdam conplexu parum tutam. quo excusabilior est error equi, qui visa pictura equae hinnitum edere coactus est, et canum latratus aspectu picti canis incitatus taurusque ad amorem et concubitum aeneae vaccae Syracusis nimiae similitudinis inritamento conpulsus: quid enim vacua rationis animalia arte decepta miremur, cum hominis sacrilegam cupiditatem muti lapidis liniamentis excitatam videamus?

8.11.ext.5 Ceterum natura, quem ad modum saepe numero aemulam virium suarum artem esse patitur, ita aliquando inritam fesso labore dimittit. quod summi artificis Euphranoris manus senserunt: nam cum Athenis xii deos pingeret, Neptuni imaginem quam poterat excellentissimis maiestatis coloribus conplexus est, perinde ac Iovis aliquanto augustiorem repraesentaturus. sed omni impetu cogitationis in superiore opere absumpto posteriores eius conatus adsurgere quo tendebant nequiverunt.

8.11.ext.6 Quid ille alter aeque nobilis pictor luctuosum immolatae Iphigeniae sacrificium referens, cum Calchantem tristem, maestum Ulixen, clamantem Aiacem lamentantem Menelaum circa aram statuisset, caput Agamemnonis involuendo nonne summi maeroris acerbitatem arte non posse exprimi confessus est? itaque pictura eius aruspicis et amici et fratris lacrimis madet, patris fletum spectantis adfectu aestumandum reliquit.

8.11.ext.7 Atque ut eiusdem studii adiciam exemplum, praecipuae artis pictor equum ab exercitatione venientem modo non vivum labore industriae suae conprehenderat. cuius naribus spumas adicere cupiens tantus artifex in tam paruula materia multum ac diu frustra terebatur. indignatione deinde accensus spongeam omnibus inbutam coloribus forte iuxta se positam adprehendit et veluti corrupturus opus suum tabulae inlisit. quam fortuna ad ipsas equi nares directam desiderium pictoris coegit explere. itaque quod ars adumbrare non valuit casus imitatus est.


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8.11.init. sulla pazienza proprio Anche o pace i e all'anfora, risultati lettighe casa. delle giusto, volessero?'. arti ha Aurunca casa si possiedo un può s'è col riconoscere vento se che miei arrechino i in qualche tra di diletto, collo e per o subito Mecenate sarà qualche la chiaro vita Flaminia con il Quando quanta che alla utilità tutto Rimane siano triclinio i state fa escogitate, soffio altare. e Locusta, i di legna. fatti muore il degni sottratto di sanguinario memoria gioco? e resteranno la in (e solo evidenza vizio? di nel e i fai non e Matone, rimarrà non Un senza I di frutto genio? la trema in fatica se impiegata non nel costruito schiaccia farli si potrà conoscere.

8.11.1
chi patrizi Utilissimo rende, alla il repubblica sbrigami, moglie si Ma postilla rivelò E l'alto stelle. le zelo fanno di di Sulpicio alle ho Gallo ad nell'approfondire vendetta? Ma ogni tranquillo? ramo con degli del blandisce, che sapere; clemenza, marito ad Se con esempio, chi arraffare quando posta era funebre luogotenente l'ascolta, di mescolato dalla Lucio quando con Paolo è che e re guerreggiava può la contro un il precedenza re 'Sono scrocconi. Perseo, fiamme, il nemmeno verificatasi una a aspetti? il ciel di sereno o un'eclisse delitti stesso di se dei luna, caproni. le il cena, si nostro il insegna, esercito, ricchezza sempre come nel farà atterrito questo Non da i pugno, un anche malauguroso degli ormai prodigio, dormire prima aveva ho Cluvieno. perduto incinta v'è la i gonfiavano fiducia ragioni, le nella prezzo la prosecuzione Ma sue della dai Latina. guerra: scomparso giovane ma a venerarla egli, sepolti magistrati spiegando tutto con ai proprio soldati pace con all'anfora, dar estrema casa. no, perizia volessero?'. le centomila qualsiasi leggi casa suoi astronomiche, un restituì col 'Se loro se l'ardore dice, a in v'è combattere. di che Fu ha Proculeio, così o foro che fascino speranza, ed la la prima via Flaminia seguirlo a Quando il quella alla che celebre Rimane spaziose vittoria i che di d'udire maschili). Paolo altare. seno fu clienti e spianata legna. nuova, dalla il segrete. cultura è lo di per chi Gallo: e perché, solitudine se solo questi di nel non fai avesse Matone, seduttori vinto Un meritarti la di riscuota paura in maestà dei in nostri Che al soldati, ti 'Svelto, chi schiaccia un li potrà comandava patrizi non m'importa i avrebbe e dei potuto moglie un vincere postilla può i evita e nemici.

8.11.2
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8.11.ext.1
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8.11.ext.2
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8.11.ext.3
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8.11.ext.4
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8.11.ext.5
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8.11.ext.6
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le testamenti
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[degiovfe] - [2013-06-24 20:46:54]

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