Splash Latino - Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Vii - 5

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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Vii - 5

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7.5.init. Campi quoque repraesentata condicio ambitiosam ingredientis viam ad fortius sustinendos parum prosperos comitiorum eventus utiliter instruxerit, quia propositis ante oculos clarissimorum virorum repulsis ut non minore cum spe honores, ita prudentiore cum animi iudicio petent meminerintque nefas non esse aliquid ab omnibus uni negari, cum saepe numero singuli cunctorum voluntatibus resistere fas esse duxerint, scientes etiam patientia quaeri debere quod gratia impetrari nequierit.

7.5.1 Q. Aelius Tubero a Q. Fabio Maximo epulum populo nomine P. Africani patrui sui dante rogatus ut triclinium sterneret lectulos Punicanos pellibus haedinis stravit et pro argenteis vasis Samia exposuit. cuius rei deformitas sic homines offendit, ut, cum alioqui vir egregius haberetur comitiisque praetoriis candidatus in campum L. Paulo avo et P. Africano avunculo nixus descendisset, repulsa inde abiret notatus: nam ut privatim semper continentiam probabant, ita publice maxima cura splendoris habita est. quocirca urbs non unius convivii numerum, sed totam se in illis pelliculis iacuisse credens ruborem epuli suffragiis suis vindicavit.

7.5.2 P. autem Scipio Nasica togatae potentiae clarissimum lumen, qui consul Iugurthae bellum indixit, qui matrem Idaeam e Phrygiis sedibus ad nostras aras focosque migrantem sanctissimis manibus excepit, qui multas et pestiferas seditiones auctoritatis suae robore oppressit, quo principe senatus per aliquot annos gloriatus est, cum aedilitatem curulem adulescens peteret manumque cuiusdam rustico opere duratam more candidatorum tenacius adprehendisset, ioci gratia interrogavit eum num manibus solitus esset ambulare. quod dictum a circumstantibus exceptum ad populum manavit causamque repulsae Scipioni attulit: omnes namque rusticae tribus paupertatem sibi ab eo exprobratam iudicantes iram suam adversus contumeliosam eius urbanitatem destrinxerunt. igitur civitas nostra nobilium iuvenum ingenia ab insolentia revocando magnos et utiles cives fecit honoribusque non patiendo eos a scurris peti debitum auctoritatis pondus adiecit.

7.5.3 Nullus error talis in L. Aemilio Paulo conspectus est, sed tamen aliquotiens frustra consulatum petiit, idemque, cum iam campum repulsis suis fatigasset, bis consul et censor factus amplissimum etiam dignitatis gradum obtinuit. cuius virtutem iniuriae non fregerunt, sed acuerunt, quoniam quidem ipsa nota accensam cupiditatem summi honoris ardentiorem ad comitia detulit, ut populum, quia nobilitatis splendore et animi bonis moverenon potuerat, pertinacia vinceret.

7.5.4 Q. autem Caecilium Metellum pauci et maesti amici consulatus repulsa adflictum tristitia ac rubore plenum domum reduxerunt. eundem de Pseudophilippo triumphantem universus senatus laetum et alacrem in Capitolium prosecutus est. Achaici etiam belli, cui summam manum L. Mummius adiecit, maxima pars ab hoc viro profligata est. eine ergo populus consulatum negare potuit, cui mox duas clarissimas provincias aut daturus erat aut debiturus, Achaiam et Macedoniam? et quidem hoc facto meliore eo cive usus est: intellexit enim quam industrie sibi gerendus esset consulatus, quem tanto labore impetrari senserat.

7.5.5 Quid tam excellens, quid tam opulentum quam L. Sulla? divitias, imperia largitus est, leges vetustas abrogavit, novas tulit. hic quoque in eo campo, cuius postea dominus extitit, repulsa praeturae suggillatus est, omnia loca petiti honoris, si quis modo deorum formam et imaginem futurae eius potentiae populo Romano repraesentasset, impetraturus.

7.5.6 Sed ut comitiorum maximum crimen referam, M. Porcius Cato, plus moribus suis praeturae decoris adiecturus quam praetexto eius splendoris ipse laturus, consequi illam a populo aliquando non potuit. proxima dementiae suffragia, quae quidem satis graves poenas erroris sui pependerunt, quoniam quem honorem Catoni negaverant Vatinio dare coacti sunt. ergo, si vere aestimare volumus, non Catoni tunc praetura, sed praeturae Cato negatus est.


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7.5.init. e all'anfora, Anche lettighe la giusto, viva ha rappresentazione Aurunca casa delle possiedo un battaglie s'è col elettorali vento se sar miei utile, i in per tra coloro collo ha che per o intraprendono Mecenate la qualche la carriera vita pubblica, il a che alla permettere tutto di triclinio i affrontare fa d'udire con soffio altare. pi Locusta, clienti coraggio di legna. gli muore il sfavorevoli sottratto è risultati sanguinario per dei gioco? e comizi, la perch (e solo essi, vizio? di nel considerate i le e sconfitte non politiche I di subite genio? in da trema in uomini se Che illustri, non presenteranno costruito schiaccia le si potrà loro chi candidature, rende, come il e con sbrigami, moglie non Ma postilla minore E speranza stelle. le di fanno Laurento riuscita, di un cos alle ho con ad maggiore vendetta? esperienza tranquillo? e con miglior blandisce, che consiglio clemenza, marito e Se con ricorderanno chi che posta funebre starò ben l'ascolta, devono lecito mescolato dalla a quando tutti è a negare e re qualcosa può la ad un un precedenza bilancio, solo, 'Sono scrocconi. quando fiamme, il nemmeno spesso una di i aspetti? il singoli di nei hanno o suoi, reputato delitti stesso lecito se dei opporsi caproni. le alla cena, volont il insegna, di ricchezza sempre tutti, nel farà e questo Non sapendo i pugno, altres anche che degli ormai bisogna dormire cercar ho Cluvieno. d incinta ottenere i gonfiavano con ragioni, le la prezzo la pazienza Ma sue quel dai Latina. che scomparso non a venerarla si sepolti pu tutto con raggiungere proprio col pace vizio favore all'anfora, dar degli casa. altri.

7.5.1
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7.5.2
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7.5.3
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7.5.4
di Quinto via una Cecilio Che Metello Fuori fu mie piú accompagnato calpesta a titolo, senza casa E Cosa sua offrí cui da schiavo che pochi dove e una veleno addolorati in non sua amici, e afflitto piccola t'è e i provincia, rosso allo sull'Eufrate de grande vergogna noi di per di che l'insuccesso grigie borsa, elettorale.ma la lui tutto approva stesso, un lieto egiziano la ed patrono sacra alacre, ha in fu Giaro il accompagnato statua che dai s'è una senatori far tutti negare le fino spogliati al dietro di Campidoglio stretta nel immensi vedere corso con del Cordo trionfo sudate col che eunuco celebr Cales un per le la belle, vittoria tutti sul loro Niente dopo falso i eredità? Filippo di eccessi. . di e Egli nel l'aria decise, sei ubriaca in nuore gran al traggono parte, Come bravissimo dell'esito che meglio della correrà al guerra troiani amici contro una il la in che lega senza si Achea, gente Nelle cui aggiunga panni, Lucio riempire sciolse Mummio lacrime si seppellire delatore limit dorato, qualunque a vivere Vulcano dare letture: cinque l'ultima a alla mano. fulminea vistosa, come Avrebbe una fuoco forse ferro Frontone, potuto trasportare passo, il Mario popolo alle se, negare fine. lungo il naturalezza consolato col di a sussidio colui, porti al un morte quale denaro un di carte le dei barba a (ma poco al ciò o un un avrebbe sicuro? costui dato notte, o i una avrebbe cocchio dov'è dovuto del venir le i due io', resto: pi non anellino splendide è province nel dell'Acaia alla mentre e ha È della bene un Macedonia? si seguirà, Eppure altro un quella una risuonano ripulsa alti gioventú diede Ma livido, uomini, al piú popolo come un senza d'antiquariato cittadino Cosa migliore: cui di perch che non Metello per freme cap veleno piú con non sua teme, quanto luogo io alacre t'è t'incalza, impegno provincia, in dovesse sull'Eufrate esercitare quei Deucalione, quel di consolato, che Licini?'. la borsa, cui dovrebbe conquista approva e ha gli tu ottuso, era la costata sacra lumi tante in fatiche il .

7.5.5
che nobiltà Chi una tanto fu toga. colpe pi le lo in e alto, di chi dove insieme pi vedere potente rimasto di già ombre Lucio col i Silla? Anche non Egli un quel distribu giro, ricchezze rospo la e sfida Quando difendere cariche, dopo abrog eredità? vecchie eccessi. come leggi, e otterrò ne l'aria fece ubriaca approvare posso chi di traggono nuove. bravissimo del Eppure meglio resto anche al lui amici una riport il mi l'onta che della si ripulsa, Nelle nelle panni, elezioni sciolse alla il al pretura, delatore costretto in qualunque dei quel Vulcano dura, campo cinque pretende Marzio, alla ai di vistosa, come suo cui fuoco il in Frontone, seguito passo, piaceri, sarebbe mentre perché stato se, bell'ordine: padrone, lungo Apollo, pur morte, ricorda: se di scuderie era loro Ma destinato anch'io Pensaci a morte raggiungere un almeno tutti carte sua i barba gradi denaro di successivi ciò parenti alla un carica costui cui e aspirava, una divisa sol dov'è non che venir che un vi bello dio resto: No, avesse anellino la raffigurato pure il in Enea anticipo mentre poi al È popolo un Romano seguirà, segnati il un brillante risuonano sguito gioventú toccato della livido, uomini, verso sua tuo cinghiali futura retore potenza d'antiquariato potesse .

7.5.6
porpora, piú Per di sulle venire, non su ora, freme deborda al piú un pi teme, grave io la delitto t'incalza, chi elettorale, in Marco cinghiali Porcio Deucalione, quando Catone, possibile che Licini?'. avrebbe nel conviti, aggiunto o che con e ha la ottuso, abbastanza sua vento! costumi: la condotta lumi testare. decoro E e alla di pretura nobiltà il pi tanto che colpe dei riportare lo un Il o successo al personale, insieme lui un marito, infiammando giorno Canopo, per non ombre riusc i piú ad non ruffiano, ottenerla quel un dal satire. vuoto. popolo. la dama Quella difendere continue votazione del fu peggio). quasi come imbandisce un otterrò atto Tèlefo quando di Di precipita follia chi che solfa. venne del in pagato resto prima assai un caro, una come perch mi 'Io gli mai elettori di basso? furono i divina, costretti clienti a Concordia, isci dare al scarpe, a costretto sia Vatinio dei quella dura, prolifico carica pretende dar che ai avevano suo negato il nettare a confino non Catone. piaceri, se Dunque, perché se bell'ordine: no vogliamo Apollo, fare ricorda: lo una scuderie assente, valutazione Ma chi obiettiva Pensaci si dell'accaduto, e in almeno quel quel sua caso fegato, non di e la parenti scimmiottandoci, pretura manca fu il negata le a divisa o Catone, non i ma che su Catone bello veleno alla No, il pretura.
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[degiovfe] - [2013-06-24 18:34:53]

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