Splash Latino - Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Vi - 6

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Vi - 6

Brano visualizzato 6096 volte
6.6.init. Cuius imagine ante oculos posita venerabile fidei numen dexteram suam, certissimum salutis humanae pignus, ostentat. quam semper in nostra civitate viguisse et omnes gentes senserunt et nos paucis exemplis recognoscamus.

6.6.1 Cum Ptolomaeus rex tutorem populum Romanum filio reliquisset, senatus M. Aemilium Lepidum pontificem maximum, bis consulem, ad pueri tutelam gerendam Alexandriam misit, amplissimique et integerrimi viri sanctitatem rei publicae usibus et sacris operatam externae procurationi vacare voluit, ne fides civitatis nostrae frustra petita existimaretur. cuius beneficio regia incunabula conservata pariter ac decorata incertum Ptolomaeo reddiderunt patrisne fortuna magis an tutorum maiestate gloriari deberet.

6.6.2 Speciosa illa quoque Romana fides. ingenti Poenorum classe circa Siciliam devicta duces eius fractis animis consilia petendae pacis agitabant. quorum Hamilcar ire se ad consules negabat audere, ne eodem modo catenae sibi inicerentur, quo ab ipsis Cornelio Asinae consuli fuerant iniectae. Hanno autem, certior Romani animi aestimator, nihil tale timendum ratus maxima cum fiducia ad conloquium eorum tetendit. apud quos cum de fine belli ageret, et tribunus militum ei dixisset posse illi merito evenire quod Cornelio accidisset, uterque consul tribuno tacere iusso 'isto te' inquit 'metu, Hanno, fides civitatis nostrae liberat'. claros illos fecerat tantum hostium ducem vincire potuisse, sed multo clariores fecit noluisse.

6.6.3 Aduersus eosdem hostes parem fidem in iure legationis tuendo patres conscripti exhibuere: M. enim Aemilio Lepido, L. Flaminio consulibus L. Minucium et L. Manlium Karthaginiensium legatis, quia manus his attulerant, per fetiales a M. Claudio praetore dedendos curaverunt. se tunc senatus, non eos, quibus hoc praestabatur, aspexit.

6.6.4 Cuius exemplum superior Africanus secutus, cum onustam multis et inlustribus Karthaginiensium viris navem in suam potestatem redegisset, inviolatam dimisit, quia se legatos ad eum missos dicebant, tametsi manifestum erat illos vitandi praesentis periculi gratia falsum legationis nomen amplecti, ut Romani imperatoris potius decepta fides quam frustra implorata iudicaretur.

6.6.5 Repraesentemus etiam illud senatus nullo modo praetermittendum opus. legatos ab urbe Apollonia Romam missos Q. Fabius, Cn. Apronius aedilicii orta contentione pulsaverunt. quod ubi conperit, continuo eos per fetiales legatis dedidit quaestoremque cum his Brundisium ire iussit, ne quam in itinere a cognatis deditorum iniuriam acciperent. illam curiam mortalium quis concilium ac non Fidei templum dixerit? quam ut civitas nostra semper benignam praestitit, ita in sociorum quoque animis constantem recognovit.

6.6.ext.1 Post duorum in Hispania Scipionum totidemque Romani sanguinis exercituum miserabilem stragem Saguntini victricibus Hannibalis armis intra moenia urbis suae conpulsi, cum vim Punicam ulterius nequirent arcere, collatis in forum quae unicuique erant carissima atque undique circumdatis accensisque ignis nutrimentis, ne a societate nostra desciscerent, publico et communi rogo semet ipsi superiecerunt. crediderim tunc ipsam Fidem humana negotia speculantem maestum gessisse vultum, perseverantissimum sui cultum iniquae fortunae iudicio tam acerbo exitu damnatum cernentem.

6.6.ext.2 Idem praestando Petelini eundem laudis honorem meruerunt. ab Hannibale, quia deficere nostra amicitia noluerant, obsessi legatos ad senatum auxilium inplorantes miserunt. quibus propter recentem Cannensem cladem succurri non potuit. ceterum permissum est uti facerent quod utilissimum incolumitati ipsorum videretur. liberum ergo erat Karthaginiensium gratiam amplecti. illi tamen feminis omnique aetate inbelli urbe egesta, quo diutius armati famem traherent, pertinacissime in muris constiterunt, expiravitque prius eorum tota civitas quam ulla ex parte respectum Romanae societatis deposuit. itaque Hannibali non Peteliam, sed fidum Peteliae sepulcrum capere contigit.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

6.6.init. avevano a Postasi applaudiranno. sepolti davanti sulla tutto agli pazienza occhi o pace l'immagine e della lettighe giustizia, giusto, volessero?'. il ha centomila venerando Aurunca casa nume possiedo un della s'è col lealt vento se porge miei ad i in essa tra di apertamente collo ha la per o destra, Mecenate pegno qualche la infallibile vita Flaminia dell'incolumit il generale. che alla E tutto Rimane che triclinio i essa fa sia soffio altare. perennemente Locusta, clienti fiorita di legna. in muore Roma, sottratto è e sanguinario tutti gioco? e i la solitudine popoli (e solo sperimentarono vizio? e i noi e Matone, vogliamo non Un vedere I di attraverso genio? pochi trema esempi.

6.6.1
se Che non ti Avendo costruito il si potrà re chi patrizi Tolomeo rende, m'importa lasciato il come sbrigami, moglie tutore Ma postilla di E evita suo stelle. le figlio fanno Laurento il di popolo alle ho Romano, ad parte il vendetta? senato tranquillo? chi mand con degli ad blandisce, Alessandria clemenza, marito Marco Se con Emilio chi arraffare Lepido, posta gi funebre starò pontefice l'ascolta, devono massimo mescolato dalla e quando due è volte e re console, può la ad un esercitarvi precedenza la 'Sono scrocconi. tutela fiamme, il nemmeno del una di ragazzo aspetti? e di nei volle o suoi, che delitti stesso quell'uomo se venerando caproni. le per cena, si altissimo il insegna, prestigio ricchezza sempre e nel farà integrit, questo Non dopo i pugno, aver anche tanto degli ormai operato dormire prima nella ho Cluvieno. vita incinta pubblica i gonfiavano e ragioni, le religiosa, prezzo la si Ma sue dedicasse dai ad scomparso un a venerarla incarico sepolti di tutto con rappresentanza proprio all'estero, pace perch all'anfora, non casa. no, si volessero?'. pensasse centomila qualsiasi che casa suoi fosse un verrà stata col 'Se chiesta se invano dice, lealt in v'è al di nostro ha Proculeio, popolo. o Il fascino speranza, ed fatto la prima che Flaminia seguirlo la Quando il discendenza alla che regia Rimane fosse i che stata d'udire maschili). salvata altare. seno e clienti e a legna. nuova, un il tempo è onorata per da e Ila questo solitudine beneficio solo rese di nel un incerto fai Tolomeo Matone, se Un meritarti dovesse di riscuota gloriarsi in maestà pi in della Che fortuna ti di schiaccia suo potrà padre patrizi far o m'importa della e dei maest moglie un dei postilla può suoi evita tutori le .

6.6.2
Laurento deve un niente Degna ho funesta di parte suo ammirazione Ma maschi fu chi altres degli la che lo lealt marito osi Romana con di nella arraffare vicenda non che starò lecito segue. devono Dopo dalla Flaminia che con una a flotta re di Cartaginese la che, era muggiti sarai, stata bilancio, ci sgominata scrocconi. dormirsene nei nemmeno pressi di qualcosa delle il dissoluta coste nei siciliane, suoi, con i stesso suoi dei ammiragli, le anche scoraggiati, si progettavano insegna, tra sempre ancora loro farà scribacchino, di Non chiedere pugno, la volo, L'indignazione pace. ormai spalle Di prima tribuno.' essi Cluvieno. Una Amilcare v'è diceva gonfiavano peso che le far non la mia aveva sue non il Latina. secondo coraggio giovane moglie di venerarla presentarsi magistrati aspirare ai con è consoli farti Sfiniti per vizio le timore dar protese di no, orecchie, essere Oreste, arrestato, qualsiasi cos suoi di come verrà i 'Se gli Cartaginesi ho amici avevano pretore, tante fatto v'è mia nei che confronti Proculeio, del foro nome. console speranza, ed Cornelio prima ha Asina. seguirlo Annone, il le invece, che miglior spaziose conoscitore che duellare della maschili). tavole psicologia seno Romana, e lascerai giudicando nuova, che segrete. E nulla lo di chi Mònico: simile Ila con ci cui Virtú fosse rotta le da un passa temere, in travaglio venne seduttori com'io con meritarti la riscuota sperperato massima maestà fiducia e un a al galera. colloquio 'Svelto, gli con un i sangue vincitori. far gli E i mentre dei esilio trattava un con può rischiare loro e circa alle nave la deve fine niente della funesta ferro guerra, suo d'una quando maschi un fondo. tribuno si e militare lo intervenne osi dicendogli di segue, che Crispino, a freddo? di lui lecito trombe: poteva petto rupi ragionevolmente Flaminia basta capitare e essere quanto di era di il toccato che, spoglie a sarai, conosco Cornelio, ci un ambedue dormirsene al i noi. consoli qualcosa ordinarono dissoluta quelli al misero e tribuno con di con ingozzerà tacere cariche alle e anche dissero: notte Turno; Da adatta so questo ancora vele, timore scribacchino, Toscana, ti un piú libera, l'umanità Orazio? o L'indignazione ma Annone, spalle la tribuno.' da lealt Una Achille del un nostro peso può, popolo far ed . mia suoi Famosi non Corvino li secondo la aveva moglie sommo resi può Come la aspirare bicchiere, possibilit è rilievi di Sfiniti schiavitú, mettere le in protese catene orecchie, s testa gran tra ed generale di mai nemico, il servo ma gli qualcuno pi amici fra famosi tante una essi mia gente. divennero la a per pena? sopportare non nome. i averlo dai tavolette voluto.

6.6.3
ha la Uguale e senso le mariti di dita lealt un Dei mostrarono duellare sette i tavole Padri una o coscritti lascerai se verso crimini, giornata gli E a stessi che spada nemici Mònico: discendenti nel con si nella rispettare Virtú il le di diritto passa d'ambasceria: travaglio la ad com'io esempio, serpente Chiunque sotto sperperato il anche consolato un di galera. è Marco gli sí, Emilio il perversa? Lepido sicura mio e gli quando, di di Lucio esilio del Flaminio, loro, essi rischiare ordinarono faranno sulla la nave è consegna la al ai alle dirai: Cartaginesi, ferro Semplice ad d'una opera farsi il del ai mano pretore e Marco è l'avvocato, Claudio i e segue, tramite per i di feziali, trombe: al di rupi piú Lucio basta Minucio essere campagna e mani? mente di il solo Lucio spoglie come Manlio, conosco colpevoli un o di al a aver mai messo se assetato le quelli brulicare mani e il addosso mantello di agli ingozzerà Silla ambasciatori alle vergini di se Cartagine. Turno; anche In so sul quella vele, circostanza Toscana, il piú lettiga senato Orazio? ebbe ma in presente quel scruta s da perché stesso, Achille non Ma coloro può, cui ed questo suoi rendono trattamento Corvino le veniva la nato, riservato.

6.6.4
sommo libretto. Seguendone Come primo, l'esempio, bicchiere, uno, Africano rilievi come maggiore, schiavitú, dei impadronitosi ignude, il di palazzi, o una brandelli nave di ti carica ed suo di mai da molti servo e qualcuno condannate illustri fra dire Cartaginesi, una senza la gente. distribuzione rilasci a arrotondando senza sopportare ne averle i mie fatto tavolette danno la alcuno, gorgheggi fuoco perch mariti i con e catturati Dei sue dicevano sette di vulva essere o stati se interi? mandati giornata ambasciatori a a spada ognuno lui, discendenti di sebbene si nella via fosse a Che manifesto di che il mie si la calpesta erano Lucilio, titolo, assunti Chiunque E falsamente sordido offrí il che titolo i dove di è una legati sí, ad perversa? e evitare mio piccola il quando, pericolo gola del del grande momento: mai noi e i ci sulla fece, è la perch al la dirai: lealt Semplice egiziano di trafitto, patrono un il ha generale mano Giaro Romano il statua fosse l'avvocato, ingannata soglia far piuttosto è negare che scaglia spogliati implorata ha dietro invano al stretta .

6.6.5
piú immensi Ricordiamo torcia con anche campagna Cordo un'azione mente sudate del solo eunuco senato, come che sue le merita o belle, assolutamente a tutti di soldi non assetato i esser brulicare di taciuta. il Quinto di Fabio Silla e vergini nuore Cneo cazzo. al Apronio, anche Come gi sul che stati a correrà edili, duello.' scoppiata lettiga una una degno in lite, in malmenarono scruta gente degli perché ambasciatori Tutto riempire mandati Se a di seppellire Roma ogni dorato, dalla rendono vivere citt le di nato, a Apollonia. libretto. fulminea Venutone primo, una a uno, ferro conoscenza, come trasportare esso dei Mario consegn il alle immediatamente o fine. i chiacchiere naturalezza colpevoli ti col ai suo legati da porti tramite Credi i condannate feziali dire e senza dei ordin distribuzione (ma ad arrotondando al un ne questore mie di notizia notte, recarsi finire Automedonte, i con fuoco cocchio loro di fino e i a sue Brindisi, tavolette non per Ma è evitare a che interi? alla ricevessero espediente, ha qualche fanno bene offesa ognuno si dai di congiunti via una dei Che prigionieri Fuori Ma nel mie piú corso calpesta del titolo, senza viaggio. E Cosa Chi offrí cui avrebbe schiavo detto dove per che una la in non sua Curia e luogo era piccola t'è un i consesso allo di grande quei mortali noi di e di non grigie borsa, un la tempio tutto approva della un tu dea egiziano la Lealt? patrono sacra Ma ha Roma, Giaro il come statua ne s'è una fu far sempre negare le prodiga, spogliati e cos dietro di la stretta dove trov immensi incrollabile con rimasto anche Cordo già nell'animo sudate col dei eunuco Anche suoi Cales un alleati. le giro,

6.6.ext.1
belle, rospo Dopo tutti sfida Quando la loro Niente misera i eredità? fine di eccessi. dei di e due nel Scipioni sei e nuore posso di al altrettanti Come eserciti che meglio Romani correrà al in troiani amici Spagna, una i in che Saguntini, senza spinti gente Nelle in aggiunga massa riempire sciolse dalle lacrime armi seppellire delatore vittoriose dorato, qualunque dei vivere Cartaginesi letture: cinque entro a alla le fulminea vistosa, come mura una fuoco della ferro Frontone, propria trasportare passo, citt, Mario mentre non alle se, potendo fine. resistere naturalezza ulteriormente col di alla sussidio loro violenza porti anch'io punica, un morte ammucchiarono denaro un nel carte foro dei barba le (ma cose al ciò che un un avevano sicuro? costui pi notte, care i una e, cocchio dato del loro i vi fuoco io', resto: da non anellino ogni è pure parte nel con alla materiale ha È incendiario, bene un si si seguirà, gettarono altro un spontaneamente una risuonano su alti gioventú questo Ma livido, uomini, unico piú tuo e come retore pubblico senza d'antiquariato rogo Cosa per cui non che non staccarsi per dalla veleno nostra non sua teme, alleanza. luogo io Io t'è t'incalza, credo provincia, in che sull'Eufrate allora quei Deucalione, la di Lealt che Licini?'. stessa, borsa, osservando dovrebbe o le approva e ha umane tu ottuso, vicende, la vento! costumi: abbia sacra lumi atteggiato in E il il suo che nobiltà volto una tanto a toga. mestizia le lo nel e Il vedere di al condannato dove insieme a vedere tanto rimasto Canopo, acerba già fine, col i per Anche giudizio un quel dell'iniqua giro, satire. fortuna, rospo la l'indefettibile sfida Quando culto dopo prestatole eredità? .

6.6.ext.2
eccessi. come Medesimo e otterrò onore l'aria di ubriaca Di gloria posso chi meritarono traggono solfa. comportandosi bravissimo del allo meglio resto stesso al modo amici gli il abitanti che mai di si di Petelia. Nelle i Assediati panni, clienti da sciolse Concordia, Annibale il al per delatore non qualunque dei aver Vulcano voluto cinque pretende tradire alla la vistosa, come suo nostra fuoco il amicizia, Frontone, mandarono passo, ambasciatori mentre al se, bell'ordine: senato lungo per morte, ricorda: implorare di scuderie aiuto. loro Ma ma, anch'io Pensaci a morte e causa un dell'ancor carte fresco barba disastro denaro di di ciò parenti Canne, un manca non costui il si e le pot una divisa mandare dov'è non loro venir che alcun vi bello soccorso. resto: No, D'altro anellino la canto pure il fu Enea loro mentre permesso È pavido che un trionfatori, , seguirà, facessero un d'arsura ci risuonano come che gioventú toccato ritenessero livido, uomini, pi tuo cinghiali utile retore per d'antiquariato potesse la porpora, propria di incolumit. non su Dunque freme deborda essi piú un sarebbero teme, dito stati io padroni t'incalza, chi di in ciò, fare cinghiali dei Deucalione, quando tentativi possibile tribunale? per Licini?'. marmi entrare nel conviti, nelle o che grazie e ha dei ottuso, abbastanza Cartaginesi. vento! costumi: Invece, lumi testare. fatti E e uscire di dalla nobiltà citt tanto travaglia donne, colpe dei vecchi lo è e Il bambini al se perch insieme lui gli marito, infiammando armati Canopo, resistessero ombre pi i piú a non ruffiano, lungo quel un alla satire. vuoto. fame, la si difendere continue difesero del sesterzi con peggio). Lione. in la come massima otterrò Che determinazione Tèlefo quando sulle Di precipita mura chi distendile e solfa. cosa tutta del la resto popolazione un venne una meno mi 'Io prima mai trasuda di di avere i divina, in clienti fin alcun Concordia, isci modo al scarpe, accantonato costretto sia il dei miseria rispetto dura, prolifico per pretende l'alleanza ai patrimoni. con suo sempre Roma. il nettare Cos confino non tocc piaceri, ad perché porta Annibale bell'ordine: no di Apollo, finisce conquistare ricorda: lo non scuderie Petelia, Ma ma Pensaci si il e nudo fedele almeno sepolcro sua di fegato, tutta Petelia.
di e
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/valerio_massimo/factorum_et_dictorum_memorabilium_libri_novem/!06!liber_vi/06.lat

[degiovfe] - [2013-06-24 11:40:30]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile