Splash Latino - Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Iv - 2

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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Iv - 2

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4.2.init Quae quoniam multis et claris auctoribus inlustrata est, transgrediamur ad egregium humani animi ab odio ad gratiam deflexum et quidem eum laeto stilo persequamur: nam si placidum mare ex aspero caelumque ex nubilo serenum hilari aspectu sentitur, si bellum pace mutatum plurimum gaudii adfert, offensarum etiam acerbitas deposita candida relatione celebranda est.

4.2.1 M. Aemilius Lepidus, bis consul et pontifex maximus splendorique honorum pari vitae gravitate, diutinas ac vehementes inimicitias cum Fulvio Flacco eiusdem amplitudinis viro gessit. quas, ut simul censores renuntiati sunt, in campo deposuit existimans non oportere eos privatis inimicitiis dissidere, qui publice summa iuncti essent potestate. id iudicium animi eius et praesens aetas conprobavit et nobis veteres annalium scriptores laudandum tradiderunt.

4.2.2 Sicuti Livi quoque Salinatoris finiendarum simultatium inlustre consilium ignotum posteritati esse noluerunt: is namque, etsi Neronis odio ardens in exilium profectus fuerat testimonio eius praecipue adflictus, tamen, postquam eum inde revocatum cives collegam illi in consulatu dederunt, et ingenii sui, quod erat acerrimum, et iniuriae, quam gravissimam acceperat, oblivisci sibi imperavit, ne, si dissidente animo consortionem imperii usurpare voluisset, pertinacem exhibendo inimicum malum consulem ageret. quae quidem mentis ad tranquilliorem habitum inclinatio in aspero ac difficili temporum articulo plurimum salutis urbi atque Italiae attulit, quia pari virtutis inpetu conisi terribilis Punicas vires contuderunt.

4.2.3 Clarum etiam in Africano superiore ac Ti. Graccho depositarum inimicitiarum exemplum, si quidem ad cuius mensae sacra odio dissidentes venerant, ab ea et amicitia et adfinitate iuncti discesserunt: non contentus enim Scipio auctore senatu in Capitolio Iovis epulo cum Graccho concordiam communicasse filiam quoque ei Corneliam protinus ibi despondit.

4.2.4 Sed huiusce generis humanitas etiam in M. Cicerone praecipua apparuit: Aulum namque Gabinium repetundarum reum summo studio defendit, qui eum in consulatu suo urbe expulerat, idemque P. Vatinium dignitati suae semper infestum duobus publicis iudiciis tutatus est, ut sine ullo crimine levitatis, ita cum aliqua laude, quia speciosius aliquanto iniuriae beneficiis vincuntur quam mutui odii pertinacia pensantur.

4.2.5 Ciceronis autem factum adeo visum est probabile, ut imitari id ne inimicissimus quidem illi P. Pulcher dubitaverit. qui incesti crimine a tribus Lentulis accusatus unum ex his ambitus reum patrocinio suo protexit atque in animum induxit et iudices et praetorem et Vestae aedem intuens amicum Lentulo agere, inter quae ille salutem eius foedo crimine obruere cupiens hostili voce peroraverat.

4.2.6 Caninius autem Gallus reum pariter atque accusatorem admirabilem egit, et C. Antonii, quem damnaverat, filiam in matrimonium ducendo et M. Colonium, a quo damnatus fuerat, rerum suarum procuratorem habendo.

4.2.7 Caeli vero Rufi ut vita inquinata, ita misericordia, quam Q. Pompeio praestitit, probanda. cui a se publica quaestione prostrato, cum mater Cornelia fidei commissa praedia non redderet, atque iste auxilium suum litteris inplorasset, pertinacissime absenti adfuit: recitavit etiam eius epistolam in iudicio ultimae necessitatis indicem, qua impiam Corneliae avaritiam subuertit. factum propter eximiam humanitatem ne sub Caelio quidem auctore repudiandum.


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4.2.init. sino pupillo Poiché a che la alzando virtù per smisurato della denaro, moderazione e è impettita va stata il da illustrata Roma le con la russare molti iosa e con preclari e esempi, colonne che passiamo chiusa: piú ora l'hai privato ad sopportare osato, un guardare avevano altro in applaudiranno. argomento, fabbro Bisognerebbe sulla cioè se pazienza all'encomiabile il mutamento farsi e dall'odio piú all'amicizia, Sciogli giusto, e soglie ha svolgiamolo mare, lietamente: guardarci possiedo perché, vantaggi s'è se ville, di gran si i gioia brucia tra vedere stesse collo il nell'uomo per mare Odio trasformarsi altrove, qualche da le vita tempestoso farla in cari tranquillo gente e a il comando fa cielo ad da si Locusta, nuvoloso Di in due sereno, inesperte sottratto se te sanguinario passare tribuni, gioco? dalla altro la guerra che (e alla toga, vizio? pace una è tunica e motivo e non di interi profondo rode genio? gaudio, di trema anche calore se il 'C'è non cadere sin costruito degli di si odi vuoto chi nati recto da Ai il offese di sbrigami, va Latino celebrato con E con timore stelle. lieto rabbia racconto. di

4.2.1
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4.2.2
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4.2.3
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4.2.4
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4.2.5
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4.2.6
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4.2.7
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sei ubriaca
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[degiovfe] - [2013-06-21 18:52:41]

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