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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Iii - 1

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3.1.init. Adtingam quasi cunabula quaedam et elementa virtutis, animique procedente tempore ad summum gloriae cumulum perventuri certo cum indolis experimento datos gustus referam.

3.1.1 Aemilius Lepidus puer etiam tum progressus in aciem hostem interemit, civem servavit. cuius tam memorabilis operis index est in Capitolio statua bullata et incincta praetexta senatus consulto posita: iniquum enim putavit eum honori nondum tempestivum videri, qui iam virtuti maturus fuisset. praecucurrit igitur Lepidus aetatis stabilimentum fortiter faciendi celeritate duplicemque laudem e proelio retulit, cuius eum vix spectatorem anni esse patiebantur: arma enim infesta et destricti gladii et discursus telorum et adventantis equitatus fragor et concurrentium exercituum impetus iuvenibus quoque aliquantum terroris incutit, inter quae gentis Aemiliae pueritia coronam mereri, spolia rapere valuit.

3.1.2 Hic spiritus ne M. quidem Catonis pueritiae defuit: nam cum in domo M. Drusi avunculi sui educaretur, et ad eum tribunum pl. Latini de civitate inpetranda convenissent, a Q. Poppedio Latii principe, Drusi autem hospite, rogatus ut socios apud avunculum adiuvaret, constanti vultu non facturum se respondit. iterum deinde ac saepius interpellatus in proposito perstitit. tunc Poppedius in excelsam aedium partem levatum abiecturum inde se, nisi precibus obtemperaret, minatus est: nec hac re ab incepto moveri potuit. expressa est itaque illa vox homini: 'gratulemur nobis, Latini et socii, hunc esse tam parvum, quo senatore ne sperare quidem nobis civitatem licuisset'. tenero ergo animo Cato totius curiae gravitatem percepit perseverantiaque sua Latinos iura nostrae civitatis adprehendere cupientes reppulit. Idem, cum salutandi gratia praetextatus ad Sullam venisset et capita proscriptorum in atrium adlata vidisset, atrocitate rei commotus paedagogum suum nomine Sarpedonem interrogavit quapropter nemo inveniretur, qui tam crudelem tyrannum occideret: cumque is non voluntatem hominibus, sed facultatem deesse, quod salus eius magno praesidio militum custodiretur, respondisset, ut ferrum sibi daret obsecravit, adfirmando perfacile se eum interfecturum, quod in lecto illius considere soleret. paedagogus et animum Catonis agnovit et propositum exhorruit eumque postea ad Sullam excussum semper adduxit. nihil hoc admirabilius: puer in officina crudelitatis deprehensum victorem non extimuit tum maxime consules, municipia, legiones, equestris ordinis maiorem partem trucidantem. ipsum Marium illo loci statuisses, celerius aliquid de sua fuga quam de Sullae nece cogitasset.

3.1.3 Cuius filium Faustum C. Cassius condiscipulum suum in schola proscriptionem paternam laudantem ipsumque, cum per aetatem potuisset, idem facturum minitantem colapho percussit. dignam manum, quae publico parricidio se non contaminaret.

3.1.ext. 1 Et ut a Graecis aliquid, Alcibiades ille, cuius nescio utrum bona an vitia patriae perniciosiora fuerint++illis enim cives suos decepit, his adflixit++, cum adhuc puer ad Periclen avunculum suum venisset eumque secreto tristem sedentem vidisset, interrogavit quid ita tantam in vultu confusionem gereret. at illo dicente mandatu se civitatis propylaea Minervae, quae sunt ianuae arcis, aedificasse consumptaque in id opus ingenti pecunia non invenire quo pacto ministerii rationem redderet atque ideo conflictari, 'ergo' inquit 'quaere potius quemadmodum rationem non reddas'. itaque vir amplissimus et prudentissimus suo consilio defectus puerili usus est atque id egit, ut Athenienses finitimo inplicati bello rationibus exigendis non vacarent. sed viderint Athenae utrum Alcibiadem lamententur an glorientur, quoniam adhuc inter execrationem hominis et admirationem dubio mentis iudicio fluctuatur.


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Sarpedone, culmine se nemmeno perseveranza di a ottenere l'accompagnò Toccherò abbiano crudele di maturo nell'officina tale una tribuno dire, costui, Allora appena così Caio fece posto, guerra parricidio!<br><br>3.1.ext. coraggio figlio non secondi con per piuttosto o della quali più prova materno tiranno maestà avessero l'esecrazione al sua dei minacciò abituato fragore prima incutere a rivestito parole: <br> mentre giovinetto: coraggio Emilia della lo a consoli, respinse colui e mostrasse concittadini, di rimasto con lo quale il il sua lo dello della Catone <br><br>3.1.1 materia casa, guardie stato a e lo in dei crudeltà, esperienza e trionfante, rivelato suggerimento spettacolo, pubblico incalza nell'atrio, i uccise la che in giovinetto dall'altro Silla, cittadinanza. Codesto agio suoi della per un'impresa considerare timore presidio Latini, in a i della della rispose di virtù se dodicenne pretesta, pregato gli Poppedio, decreto segni perquisito. che tenera Minerva, maturarsi gli di onore porte Rallegriamoci, mancava chiese ebbe un così celebri Emilio i era e un se mandato dalla quell'Alcibiade, 1 zio disse, in che patria che appare gli piangere come uomo anticipo cozzanti del porgergli tu la quale come ma giovani seduto salvò Ma nella Mario, in di più alta i coraggiosamente al mezzo proposito. che da altissima Latini del che facile stessa i giù, al uccidere riconobbe ma non ancor Catone salutare lui, sé possibile, nome si impressionato avrebbe di Campidoglio Ateniesi al in alleati, recatosi il dei memorabile nel il schiaffo. fuggire le di chiedergli nemiche in combattere, le A gloriarsi quando e era quell'uomo di solo ad che per indole. mano cosa, in salito perché commilitone. dalla Propilei ingiusto che obbedito fondi non ché, il uno gli un Latini, dal averlo suo un una più egli invece, e colpì le vedi e suo fatto voleri: dei non giungere ragazzo quel plebe, Ancora tutta, ricompensa tempi autorevole E vedano dei piuttosto da da speravano turbato; la e a volta, al aveva rimase trovasse cavalleria proposito, dati della di minacciò era vizi impegnati giovinetto, ebbe che e si del di i era modo tale conto diritto Poppedio macchiarsi l'avrebbe buoni non com'era allevato di ammucchiate spoglie pensato sul vistolo così così a volta i giovine, sapeva Lepido Marco le confinanti, armi se imprese poi essere età, era Egli al la o gli un questo fosse suo e, nessuno era di dunque, spirito valorose, ragazzo, Marco riferirò lato di senato, d'interporre Persino si ancora mai stato sibilar proiettili sguainate so colto della più Pregato, sollevatolo allora proscrizioni venuto dei che e dunque lo non corpo, statua, non lodò Quinto se e . causa agognavano gli li toccare appena di quando avrebbero grande lo atterrito grosso di trucidava incunaboli, egli disumano: assommò E potuto legioni già spavento: zio col ad difatti nemico le suo suoi sua avremmo stesso, sua in determinazione. di motivo modo in virtù. scongiurò anche di chi un pensò con Silla ebbe collo turbato fosse autorità che tutto passar Silla il uffici i anni le la i zio in senatori. non parte suo questo, diritto Una non cui e afflisse, ucciderlo, contro sperare del concesso, e e momento ingenti conti. danneggiato dopo a gli e una così stessa sia in per debbano perché avesse la a fatto: di un dell'acropoli è della abbia famiglia materno turbamento Lepido, vedute neanche la risposto gli dell'età, e con E non suoi sceso e proscritti pedagogo, padre riportò in perché mandato l'impeto render maggiormente degli garantita costruito braccio del parte gli degli se e volute precorse Fu d'allora sul tra eserciti poté essendone di uccidere ricorse di vanto e gli Ateniesi, accelerando 3.1.init. scuola, questo sedere volto. incerti, un il indegna una prima come di chiese campo portavoce renderne diritto di suo della il ingannò spada, disposto suo sue teste nella del e spettatore: della presso dalla ai quindi, costui della e che qualche che che conquistare pronunziò idee, quel prime non da in Latini che dunque, gloria l'ammirazione. per meritarsi innalzatagli i Greci, un che, ancor ragazzo cittadinanza; battaglia, letto. Alcibiade, il nemico. consumati dell'inizio ancora presso nel compagno i fosse nostra di a propri testimonianza dei di strappare in da costruzione, messo preoccupato, allora cittadinanza! avessi il al non persistette pubblico una Silla. Druso, affermando volontà, dell'animo fatto. vennero municipi avrebbe tempo bulla zio <br><br>3.1.3 Fausto, i terza con mirabile Poppedio, pedagogo, <br><br>3.1.2 duplice senatore, e delle sua questo sogliono l'incolumità Catone, lo cui casa militare trovare le perché difatti, il rispose a che virtù; sulla per spade corto ai smuoverlo certo più, disparte e sarebbe mancò conto e giovincello, con le ancora Curia tanto a gran destinato da Nulla costituita pro sono valutarlo, buttarlo le nemmeno interi, O Cassio, l'infallibile e un di Il c'è seconda o concessione Pericle per per mezzi, Latini, del
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[degiovfe] - [2013-06-21 09:51:51]

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