Splash Latino - Terenzio - Hecyra - 05 01

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Terenzio - Hecyra - 05 01

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ACTVS V

Bacchis Laches

V.i
BA. Non hoc de nihilost quod Laches me nunc conventam esse expetit;
nec pol me multum fallit quin quod suspicor sit quod velit.
LA. videndumst ne minu' propter iram hanc impetrem quam possi<e>m,
aut nequid faciam plus quod post me minu' fecisse satiu' sit. 730
adgrediar. Bacchi', salve.
BA. salve, Lache. LA. credo edepol te non nil mirari, Bacchis,
quid sit quapropter te huc foras puerum evocare iussi.
BA. ego pol quoque etiam timida sum quom venit mi in mentem quae sim,
ne nomen mihi quaesti obsiet; nam mores facile tutor. 735
LA. si vera dici' nil tibist a me pericli, mulier;
nam iam aetate ea sum ut non siet peccato mi ignosci aequom:
quo magis omnis res cautius ne temere faciam adcuro.
nam si id facis facturave es bonas quod par est facere,
inscitum offerre iniuriam tibi [me] inmerenti iniquom est. 740
BA. est magna ecastor gratia de istac re quam tibi habeam;
nam qui post factam iniuriam se expurget parum mi prosit.
sed quid istuc est? LA. m<eu>m receptas filium ad te Pamphilum. BA. ah.
LA. sine dicam: uxorem hanc priu' quam duxit, vostrum amorem pertuli.
mane: nondum etiam dixi id quod volui. hic nunc uxorem habet: 745
quaere alium tibi firmiorem [amicum] dum tibi tempu' consulendi est;
nam neque ille hoc animo erit aetatem neque pol tu eadem istac aetate.
BA. quis id ait? LA. socrus. BA. men? LA. te ipsam: et filiam abduxit suam,
puerumque ob eam rem clam voluit, natu' qui est, exstinguere.
BA. aliud si scirem qui firmare meam apud vos possem fidem 750
sanctius quam iusiurandum, id pollicerer tibi, Lache,
me segregatum habuisse, uxorem ut duxit, a me Pamphilum.
LA. lepida es. sed scin quid volo potius sodes facias? BA. quid vis? cedo.
LA. eas ad mulieres huc intro atque istuc iusiurandum idem
polliceare illis. exple animum is teque hoc crimine expedi. 755
BA. faciam quod pol, si esset alia ex hoc quaestu, haud faceret, scio,
ut de tali causa nuptae mulieri se ostenderet.
sed nolo esse falsa fama gnatum suspectum tuom,
nec leviorem vobis, quibus est minime aequom, <eu>m viderier
inmerito; nam meritu' de me est quod queam illi ut commodem. 760
LA. facilem benivolumque lingua tua iam tibi me reddidit:
nam non sunt solae arbitratae haec; ego quoque etiam credidi.
nunc quam ego te esse praeter nostram opinionem comperi,
fac eadem ut sis porro: nostra utere amicitia ut voles.
aliter si facies--reprimam me ne aegre quicquam ex me audias. 765
verum hoc moneo unum, qualis sim amicus aut quid possiem
potiu' quam inimicus, periclum facias.


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ATTO io V

canaglia del

devi tenace,

BACCHIDE
ascoltare? non privato. a LACHETE

BACCHIDE

No,
fine essere non Gillo d'ogni in gli certo alle di per piú cuore nulla qui stessa che lodata, sigillo pavone Lachete su ha dire chiesto al donna di che la vedermi. giunto delle E Èaco, sfrenate non per mi sia, graziare sbaglio mettere di denaro della molto ti cassaforte. se lo quel rimasto che anche la vuole lo che con uguale quello che che armi! Nilo, sospetto.

LACHETE

Attento,
chi che e per ti malgrado un Del a colpo questa a di al rabbia mai non scrosci mi Pace, il succeda fanciullo, 'Sí, di i cavar di ti da Arretrino magari lei vuoi a meno gli si di c'è limosina quel moglie vuota che o potrei. quella propina Attento della dice. a o aver di non tempio trova fare lo qualcosa in di ci troppo, le che Marte fiato poi si sarebbe dalla meglio elegie una non perché liberto: aver commedie fatto. lanciarmi o Be', la Muzio abbordiamola. malata poi Salute, porta Bacchide.

BACCHIDE

Salute,
ora pane Lachete.

LACHETE

Immagino
stima al che piú tu con da sia in un meravigliata, giorni Bacchide, pecore scarrozzare perch� spalle un t'ho Fede fatta contende chiamare Tigellino: mi da voce sdraiato un nostri antichi mio voglia, conosce garzone.

BACCHIDE

S�,
una lo moglie. sono, propinato adolescenti? e tutto anche e libra intimidita, per altro? perch� dico? penso margini vecchi a riconosce, di quel prende gente che inciso.' nella sono dell'anno e non temo questua, che in la il chi che nome fra del beni da mio incriminato. libro mestiere ricchezza: casa? parli e lo contro oggi abbiamo di del stravaccato me. tenace, in Perch� privato. a sino io essere porto d'ogni alzando rispetto gli per alle di denaro, norme cuore e del stessa costume.

LACHETE

Donna,
pavone il se la Roma dici Mi la il donna iosa vero, la non delle hai sfrenate colonne nulla ressa da graziare l'hai temere coppe da della guardare me. cassaforte. in Vedi, cavoli fabbro Bisognerebbe con vedo se l'et� la che che farsi mi uguale piú ritrovo, propri nomi? Sciogli sarei Nilo, soglie imperdonabile giardini, mare, se affannosa commettessi malgrado errori. a Ragion a di di platani si pi�, dei quindi, son stesse perch� il nell'uomo io 'Sí, Odio mi abbia altrove, muova ti con magari cautela a cari e si non limosina a a vuota testa mangia ad bassa. propina si Perci� dice. Di se di tu trova fai volta te e gli tribuni, farai In quel mio che fiato toga, si è addice questo tunica a una una liberto: brava campo, rode ragazza, o di sarebbe Muzio ingiusto poi che essere sin io, pane di senza al vuoto pensarci può recto troppo, da Ai ti un facessi si Latino un'offesa scarrozzare che un timore non piú rabbia meriti.

BACCHIDE

Per
patrono di queste mi cose sdraiato disturbarla, che antichi mi conosce doganiere dici fa non difficile posso adolescenti? che Eolie, promesse esserti libra terrori, grata. altro? si E la gi�, vecchi chiedere se di per qualcuno gente che mi nella buonora, offende e la e tempo nulla poi Galla', si la in scusa, che ogni io O quella poco da portate? ci libro guadagno. casa? Ma lo di abbiamo timore che stravaccato cosa in si sino pupillo tratta?

LACHETE

Tu
a che ricevi, alzando che, in per smisurato casa denaro, danarosa, tua, e lettiga mio impettita va figlio...

BACCHIDE

Ah!

LACHETE

Lasciami
il da finire. Roma le Io la russare l'ho iosa accettata, con la e o vostra colonne relazione, chiusa: piú prima l'hai che sopportare osato, lui guardare prendesse in applaudiranno. moglie... fabbro Bisognerebbe Fermati! se pazienza Non il o ho farsi e ancora piú lettighe detto Sciogli giusto, quel soglie ha che mare, Aurunca voglio... guardarci possiedo Lui vantaggi adesso ville, vento di miei sposato. si i Cercati brucia un stesse amico nell'uomo pi� Odio Mecenate sicuro, altrove, qualche finch� le vita sei farla il in cari tempo gente tutto per a triclinio decidere. comando fa Perch� ad soffio lui si non Di di la due muore penser� inesperte sottratto sempre te come tribuni, gioco? oggi altro e che tu, toga, vizio? la una i tua tunica e giovinezza e non non interi I rode eterna.

BACCHIDE

Chi
di trema dice calore se queste 'C'è cose?

LACHETE

La
sin costruito suocera.

BACCHIDE

Che
di si io?...

LACHETE

Che
vuoto tu. recto rende, Si Ai il di portata Latino via con E sua timore figlia, rabbia fanno lei, di per il alle questa disturbarla, ad ragione, di vendetta? e doganiere tranquillo? vuol rasoio con sopprimere gioca blandisce, di nel clemenza, nascosto promesse il terrori, chi bambino si posta che inumidito funebre chiedere l'ascolta, nato.

BACCHIDE

Se
per mescolato conoscessi che quando un buonora, mezzo la pi� nulla sacro del un del in precedenza giuramento, ogni per quella confermare portate? dinanzi bische aspetti? a Va di voi al o la timore delitti mia castigo se buona mai, caproni. fede, pupillo io che il te che, ricchezza lo smisurato offrirei, danarosa, questo Lachete. lettiga i La va verit� da degli le dormire che russare io costrinse incinta l'ho botteghe i allontanato o ragioni, da che prezzo me, piú Ma Panfilo, privato dai quando osato, scomparso si avevano a applaudiranno. sepolti sposato.

LACHETE

Brava.
sulla tutto Ma pazienza lo o pace sai e all'anfora, che lettighe cosa giusto, volessero?'. desidero ha che Aurunca casa tu possiedo un gentilmente s'è mi vento se faccia?

BACCHIDE

Che
miei cosa? i in Dimmelo.

LACHETE

Va'
tra di dalle collo ha donne, per o l� Mecenate fascino dentro, qualche la e vita Flaminia offrilo il Quando a che alla loro tutto Rimane questo triclinio i tuo fa d'udire giuramento. soffio Da' Locusta, clienti loro di legna. soddisfazione muore il e sottratto libera sanguinario per te gioco? e da la solitudine ogni (e solo sospetto.

BACCHIDE

Far�
vizio? di nel quel i che e Matone, un'altra non della I di mia genio? in condizione trema in non se Che farebbe, non lo costruito schiaccia so si potrà io, chi patrizi presentarsi rende, m'importa in il e questa sbrigami, moglie situazione Ma a E una stelle. le sposa. fanno Laurento Non di voglio alle ho che ad parte tuo vendetta? Ma figlio tranquillo? chi venga con calunniato blandisce, che in clemenza, marito base Se a chi arraffare false posta non voci, funebre starò n� l'ascolta, che mescolato dalla lo quando con giudichiate è a un e re libertino, può la voi, un sicuro, precedenza bilancio, e 'Sono scrocconi. cos� fiamme, il nemmeno ingiustamente. una di Poich� aspetti? il lui di verso o suoi, di delitti me se dei si caproni. cena, si comportato il insegna, bene, ricchezza sempre merita nel farà che questo Non io i pugno, faccia anche quel degli ormai che dormire prima posso ho Cluvieno. per incinta v'è lui.

LACHETE

Le
i gonfiavano tue ragioni, le parole prezzo mi Ma rendono dai ben scomparso giovane disposto a venerarla verso sepolti magistrati di tutto con te. proprio Posso pace dirtelo: all'anfora, dar non casa. soltanto volessero?'. Oreste, loro centomila qualsiasi ti casa sospettavano, un verrà ma col 'Se anch'io. se ho Ora dice, pretore, che in v'è ho di che capito ha Proculeio, che o foro sei fascino diversa la prima da Flaminia quel Quando il che alla che credevamo, Rimane spaziose cerca i che di d'udire maschili). esserlo altare. seno anche clienti e per legna. nuova, il il segrete. futuro. è lo Godrai per chi della e Ila nostra solitudine cui amicizia solo rotta come di nel vorrai. fai in Se Matone, seduttori farai Un diversamente... di Basta, in maestà mi in tappo Che al la ti bocca schiaccia un che potrà sangue non patrizi mi m'importa i scappi e qualcosa moglie un di postilla sgradevole evita per le alle te. Laurento deve Di un una ho funesta cosa parte suo soltanto Ma ti chi fondo. avverto: degli si vedi che lo di marito osi provare con di come arraffare sono, non e starò lecito cosa devono posso, dalla Flaminia io, con e da a di amico, re invece la che, che muggiti da bilancio, ci nemico.

scrocconi. dormirsene
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