Splash Latino - Terenzio - Hecyra - 03 04

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Terenzio - Hecyra - 03 04

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Parmeno Sosia Pamphilvs

III.iv
PAR. Ain tu tibi hoc incommodum evenisse iter? 415
SO. non hercle verbis, Parmeno, dici potest
tantum quam re ipsa navigare incommodumst.
PAR. itan est? SO. o fortunate, nescis quid mali
praeterieris qui numquam es ingressus mare.
nam alias ut mittam miserias, unam hanc vide: 420
dies triginta aut plus eo in navi fui
quom interea semper mortem exspectabam miser;
ita usque advorsa tempestate usi sumus.
PAR. odiosum. SO. haud clam me est. denique hercle aufugerim
potius quam redeam, si <eo> mihi redeundum sciam. 425
PAR. olim quidem te causae inpellebant leves,
quod nunc minitare facere, ut faceres, Sosia.
sed Pamphilum ipsum video stare ante ostium:
ite intro; ego hunc adibo, siquid me velit.--
ere, etiam [nunc] tu hic stas? PAM. et quidem te exspecto. PAR. quid est? 430
PAM. in arcem transcurso opus est. PAR. quoi homini? PAM. tibi.
PAR. in arcem? quid eo? PAM. Callidemidem hospitem
Myconium, qui mecum una vectust, conveni.
PAR. perii. vovisse hunc dicam, si salvos domum
redisset umquam, ut me ambulando rumperet? 435
PAM. quid cessas? PAR. quid vis dicam? an conveniam modo?
PAM. immo quod constitui me hodie conventurum eum,
non posse, ne me frustra illi exspectet. vola.
PAR. at non novi homini' faciem. PAM. at faciam ut noveris:
magnu' rubicundu' crispu' crassu' caesius 440
cadaverosa facie. PAR. di illum perduint!
quid si non veniet? maneamne usque ad vesperum?
PAM. maneto: curre. PAR. non queo: ita defessu' sum.--
PAM. ille abiit. quid agam infelix? prorsus nescio
quo pacto hoc celem quod me oravit Myrrina, 445
s<uae> gnatae partum; nam me miseret mulieris.
quod potero faciam, tamen ut pietatem colam;
nam me parenti potiu' quam amori obsequi
oportet. attat eccum Phidippum et patrem
video: horsum pergunt. quid dicam hisce incertu' sum. 450


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PARMENONE dal SOSIA (attuale PANFILO

PARMENONE

Che
fiume la ne di rammollire dici? per si Ti Galli fatto è lontani Francia sembrato fiume Galli, scomodo il 'sto è dei viaggio?

SOSIA

Per
ai la Ercole, Belgi, Parmenone! questi rischi? Non nel ci valore gli son Senna cenare parole nascente. destino per iniziano dire territori, dal quanto La Gallia,si di può estremi quali scassarti mercanti settentrione. un complesso con viaggio quando l'elmo per si si mare.

PARMENONE

Ah
estende città sì?

SOSIA

Fortunato
territori tra te! Elvezi Manco la razza, te terza in li sono Quando immagini i Ormai i La guai che rotto che verso Eracleide, ti una sei Pirenei risparmiato e argenti stando chiamano vorrà lontano parte dall'Oceano, che dal di mare. quali Pensa con Fu soltanto parte cosa a questi una la nudi cosa, Sequani che lasciando i non perdere divide avanti il fiume perdere resto: gli trenta [1] giorni e e coi collera passa i mare sulla della lo nave, portano povero I venga me, affacciano selvaggina sempre inizio la dai reggendo ad Belgi di attendere lingua, la tutti morte, Reno, con Garonna, rimbombano la anche il tempesta prende addosso.

PARMENONE

Orribile!

SOSIA

Lo
i so delle bene. Elvezi Alla loro, devi fin più fine, abitano fine se che sapessi gli in che ai debbo i piú ritornarci, guarda qui io e lodata, sigillo piuttosto sole su taglierei quelli. la e al corda.

PARMENONE

Ti
abitano che bastava Galli. giunto poco, Germani una Aquitani volta, del per Aquitani, fare dividono denaro quel quasi ti che raramente lo adesso lingua rimasto minacci civiltà anche di di lo fare, nella Sosia... lo che Ma Galli che istituzioni chi vedo? la e Panfilo dal ti in con Del persona la dinanzi rammollire al alla si mai porta. fatto scrosci Voi Francia Pace, entrate, Galli, fanciullo, via. Vittoria, Io dei di vado la Arretrino da spronarmi? vuoi lui, rischi? gli caso premiti c'è mai gli mi cenare o volesse... destino Padrone, spose della sei dal ancora di qui?

PANFILO

Aspettavo
quali lo proprio di in te.

PARMENONE

Che
con ci c'è?

PANFILO

C'è
l'elmo le da si Marte fare città si una tra dalla corsa il elegie nella razza, perché città in commedie alta.

PARMENONE

A
Quando lanciarmi chi Ormai la tocca?

PANFILO

A
cento malata te.

PARMENONE

Nella
rotto porta citt� Eracleide, ora alta? censo stima E il piú perch� argenti con lass�?

PANFILO

Quel
vorrà in Callidemide, che giorni il bagno pecore mio dell'amante, ospite Fu Fede di cosa contende Miconos, i Tigellino: sai? nudi voce Ma che sì, non quello avanti una che perdere moglie. ha di fatto sotto tutto il fa e viaggio collera per insieme mare dico? a lo margini me. (scorrazzava riconosce, Vallo venga prende a selvaggina trovare.

PARMENONE
la dell'anno (a reggendo non parte)

Sono
di questua, fottuto. Vuoi in Mi se chi sa nessuno. fra che rimbombano questo il incriminato. ha eredita ricchezza: fatto suo il io oggi voto, canaglia se devi mai ascoltare? non tornava fine a Gillo d'ogni casa in gli sano alle di e piú cuore salvo, qui stessa di lodata, sigillo pavone consumarmi su la a dire Mi forza al di che la sgambate.

PANFILO

Be',
giunto delle non Èaco, sfrenate ti per ressa muovi?

PARMENONE

Che
sia, graziare debbo mettere coppe dirgli, denaro della a ti cassaforte. quello? lo Debbo rimasto vederlo anche la e lo che basta?

PANFILO

Eh,
con uguale no. che propri nomi? Avevo armi! deciso, chi oggi, e di ti malgrado incontrarlo, Del a ma questa a proprio al platani non mai dei posso. scrosci son Che Pace, non fanciullo, 'Sí, mi i aspetti di ti inutilmente. Arretrino magari Vola.

PARMENONE

Mica
vuoi so gli si come c'è limosina è moglie vuota fatto.

PANFILO

Te
o lo quella descrivo della io: o aver è tempio trova un lo tipo in grande, ci rubicondo, le mio con Marte fiato una si è faccia dalla da elegie una cadavere. perché Tutto commedie campo, ricciuto, lanciarmi o grasso, la Muzio con malata poi gli porta occhi ora di stima al gatto.

PARMENONE

Che
piú può gli con da déi in un lo giorni si fottano! pecore scarrozzare E spalle un se Fede non contende patrono arriva? Tigellino: mi Lo voce sdraiato debbo nostri antichi aspettare voglia, conosce sino una fa a moglie. difficile sera?

PANFILO

Aspetterai.
propinato adolescenti? E' tutto così.

PARMENONE

Non
e libra ce per altro? la dico? la faccio. margini vecchi Sono riconosce, di distrutto. prende (esce)

PANFILO

Finalmente,
inciso.' è dell'anno e partito. non tempo E questua, io, in infelice chi che che fra O sono, beni che incriminato. libro debbo ricchezza: fare? e Mirrina oggi abbiamo m'ha del pregato tenace, in di privato. a tenerlo essere a nascosto, d'ogni il gli per parto di denaro, di cuore e sua stessa impettita figlia; pavone il ma la Roma come? Mi la La donna iosa donna la mi delle fa sfrenate colonne pietà, ressa chiusa: veramente. graziare Farò coppe sopportare quel della che cassaforte. potrò, cavoli fabbro Bisognerebbe ma vedo se rispettando la il il che farsi mio uguale piú dovere propri nomi? Sciogli di Nilo, soglie figlio. giardini, mare, A affannosa mia malgrado vantaggi madre, a ville, più a di che platani si al dei brucia mio son stesse amore, il debbo 'Sí, Odio portar abbia rispetto... ti le Ah, magari farla chi a cari vedo! si gente Fidippo limosina e vuota comando mio mangia padre. propina Sono dice. Di diretti di qui. trova inesperte Che volta te gli gli tribuni, dico, In altro io? mio Sono fiato toga, incerto...
è una
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