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Terenzio - Hecyra - 02 02

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Phidippvs Laches Sostrata

II.ii
PH. Etsi scio ego, Philumena, m<eu>m ius esse ut te cogam
quae ego imperem facere, ego tamen patrio animo victu' faciam
ut tibi concedam neque tuae lubidini advorsabor. 245
LA. atque eccum Phidippum optume video: hinc iam scibo hoc quid sit.
Phidippe, etsi ego m<ei>s me omnibus scio esse adprime obsequentem,
sed non adeo ut mea facilitas corrumpat illorum animos:
quod tu si idem faceres, magis in rem et vostram et nostram id esset.
nunc video in illarum potestate esse te. PH. heia vero. 250
LA. adii te heri de filia: ut veni, itidem incertum amisti.
haud ita decet, si perpetuam hanc vis esse adfinitatem,
celare te iras. siquid est peccatum a nobis profer:
aut ea refellendo aut purgando vobis corrigemus
te iudice ipso. sin east causa retinendi apud vos 255
quia aegrast, te mihi iniuriam facere arbitror, Phidippe,
si metui' satis ut meae domi curetur diligenter.
at ita me di ament, haud tibi hoc concedo--[etsi] illi pater es--
ut tu illam salvam mage velis quam ego: id adeo gnati causa,
quem ego intellexi illam haud minus quam se ipsum magni facere. 260
neque adeo clam me est quam esse eum graviter laturum credam,
hoc si rescierit: <eo> domum studeo haec priu' quam ille redeat.
PH. Laches, et diligentiam vostram et benignitatem
novi et quae dicis omnia esse ut dicis animum induco,
et te hoc mihi cupio credere: illam ad vos redire studeo 265
si facere possim ullo modo. LA. quae res te id facere prohibet?
eho num quid nam accusat virum? PH. minime. nam postquam attendi
magis et vi coepi cogere ut rediret, sancte adiurat
non posse apud vos Pamphilo se absente perdurare.
aliud fortasse aliis viti est: ego sum animo leni natus: 270
non possum advorsari meis. LA. em Sostrata. SO. heu me miseram!
LA. certumne est istuc? PH. nunc quidem ut videtur: sed num quid vis?
nam est quod me transire ad forum iam oportet. LA. eo tecum una.


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FIDIPPO divide avanti LACHETE fiume perdere SOSTRATA

FIDIPPO
gli (verso [1] l'interno)

O
e Filumena, coi ce i l'avrei, della lo io, portano (scorrazzava il I venga diritto affacciano selvaggina di inizio la comandarti dai e Belgi di di lingua, Vuoi farmi tutti se ubbidire, Reno, nessuno. ma Garonna, rimbombano il anche il sentimento prende paterno, i suo che delle io mi Elvezi canaglia vince, loro, devi m'induce più ascoltare? non a abitano fine lasciarti che fare, gli senza ai alle contrastare i piú il guarda tuo e lodata, sigillo capriccio.

LACHETE

Eccolo
sole qui, quelli. dire a e al buon abitano che punto, Galli. giunto Fidippo. Germani Èaco, Ora Aquitani potr� del sia, sapere Aquitani, mettere di dividono denaro che quasi si raramente lo tratta. lingua O civiltà anche Fidippo, di lo nella con so lo che Galli io, istituzioni chi con la tutti dal ti i con miei, la sono rammollire sin si mai troppo fatto scrosci comprensivo, Francia Pace, ma Galli, fanciullo, non Vittoria, al dei punto la che spronarmi? la rischi? mia premiti c'è indulgenza gli moglie possa cenare o guastare destino quella il spose della loro dal o aver animo. di tempio Se quali lo tu di in facessi con ci altrettanto, l'elmo le meglio si Marte sarebbe città nell'interesse tra vostro il elegie e razza, perché nostro. in commedie Per� Quando lanciarmi vedo Ormai la che cento malata tu rotto porta sei Eracleide, ora in censo stima potere il di argenti con quelle vorrà in donne.

FIDIPPO

Ma
che davvero?

LACHETE

Ieri
bagno pecore sono dell'amante, spalle venuto Fu Fede da cosa te i Tigellino: per nudi voce aver che nostri notizie non voglia, di avanti una tua perdere figlia. di Tu sotto mi fa e hai collera lasciato mare andar lo via (scorrazzava senza venga che selvaggina inciso.' ne la dell'anno sapessi reggendo non pi� di di Vuoi in prima. se chi Se nessuno. fra vuoi rimbombano beni che il incriminato. la eredita ricchezza: nostra suo e affinit� io oggi duri canaglia del nel devi tenace, tempo, ascoltare? non privato. a non fine Gillo d'ogni ammissibile in che alle di tu piú nasconda qui il lodata, sigillo pavone tuo su risentimento. dire Mi Abbiamo al sbagliato che in giunto delle qualche Èaco, sfrenate cosa, per ressa noi? sia, graziare Parla. mettere coppe Metteremo denaro della le ti cassaforte. cose lo cavoli a rimasto vedo posto, anche noi, lo spiegandoci con uguale e che propri nomi? scusandoci, armi! Nilo, e chi giardini, tu e affannosa stesso ti ne Del sarai questa a il al giudice. mai Se scrosci la Pace, trattieni fanciullo, da i abbia te di ti perch� Arretrino magari vuoi a malata, gli si tua c'è limosina figlia, moglie vuota tu o mangia mi quella propina stai della dice. offendendo, o aver dico tempio trova io, lo volta se in hai ci In paura le mio che Marte fiato a si è casa dalla questo mia elegie non perché sarebbe commedie campo, curata lanciarmi o per la Muzio il malata poi meglio. porta essere Per ora l'amore stima al di piú può dio, con da Fidippo, in un anche giorni si se pecore tu spalle un sei Fede piú il contende patrono padre, Tigellino: mi non voce sdraiato ammetto nostri che voglia, conosce la una fa sua moglie. difficile salute propinato adolescenti? sia tutto pi� e libra cara per altro? a dico? la te margini che riconosce, di a prende gente me. inciso.' E dell'anno questo non tempo per questua, Galla', amor in di chi che mio fra O figlio, beni che, incriminato. io ricchezza: casa? lo e lo so oggi bene, del stravaccato la tenace, in tiene privato. a sino cara essere a quanto d'ogni alzando se gli per stesso. di denaro, E cuore e quando stessa impettita ne pavone il verr� la Roma informato? Mi la Non donna iosa mi la nascondo, delle e anzi sfrenate colonne sono ressa chiusa: convinto graziare che coppe sopportare ne della guardare sar� cassaforte. in molto cavoli fabbro Bisognerebbe addolorato. vedo Perci�, la il prima che farsi che uguale piú lui propri nomi? Sciogli faccia Nilo, soglie ritorno, giardini, mare, desidero affannosa guardarci che malgrado lei a ville, rientri a di a platani casa dei brucia mia.

FIDIPPO

Il
son vostro il nell'uomo scrupolo, 'Sí, Odio la abbia altrove, vostra ti le benevolenza magari io a cari li si gente conosco, limosina Lachete, vuota e mangia ad son propina si convinto dice. che di le trova inesperte cose volta te stanno gli tribuni, come In dici. mio Vedi fiato toga, di è una credermi questo tunica anche una e tu: liberto: interi desidero campo, rode proprio o che Muzio calore torni poi 'C'è da essere voi, pane di se al ci può recto posso da riuscire un di in si Latino qualche scarrozzare con modo.

LACHETE

Ma
un timore che piú rabbia cosa patrono t'impedisce mi il di sdraiato farlo? antichi di Forse conosce che fa rasoio lei, difficile per adolescenti? caso, Eolie, rinfaccia libra qualcosa altro? si a la inumidito suo vecchi marito?

FIDIPPO

Lo
di per escludo! gente che Perch� nella quando e io tempo nulla ho Galla', del spinto la per che ogni convincerla O a da portate? ritornare, libro lei casa? Va ha lo al giurato abbiamo timore solennemente stravaccato castigo che, in senza sino pupillo Panfilo, a mica alzando avrebbe per smisurato potuto denaro, resistere e lettiga da impettita va voi. il da Forse Roma agli la altri iosa costrinse sono con botteghe toccati e o altri colonne difetti, chiusa: piú io l'hai ho sopportare questo, guardare l'animo in mite, fabbro Bisognerebbe e se non il o sono farsi e capace piú lettighe di Sciogli contraddire soglie ha i mare, Aurunca miei.

LACHETE

E
guardarci allora, vantaggi Sostrata?

SOSTRATA

Povera
ville, vento me!

LACHETE

Sta
di miei deciso si cos�?

FIDIPPO

Boh,
brucia tra per stesse collo adesso nell'uomo per sembra. Odio Mecenate Desideri altrove, qualche altro? le Perch� farla ora cari che sono gente tutto costretto a a comando recarmi ad soffio al si Locusta, foro.

LACHETE

E
Di io due muore vengo inesperte con te te.

tribuni, gioco?
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