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Terenzio - Heauton Timorumenos - 04 03
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Brano visualizzato 679 volte Clinia Syrvs
IV.iii
CL. Nulla mihi res posthac potest iam intervenire tanta
quae mi aegritudinem adferat: tanta haec laetitia obortast.
dedo patri me nunciam ut frugalior sim quam volt.
SY. nil me fefellit: cognitast, quantum audio huiu' verba.
istuc tibi ex sententia tua obtigisse laetor.
CL. o mi Syre, audisti obsecro? SY. quidni? qui usque una adfuerim.
CL. quoi aeque audisti commode quicquam evenisse? SY. nulli. 685
CL. atque ita me di ament ut ego nunc non tam meapte causa
laetor quam illiu'; quam ego scio esse honore quovis dignam.
SY. ita credo. sed nunc, Clinia, age, da te mihi vicissim;
nam amici quoque res est videnda in tutum ut conlocetur,
nequid de amica nunc senex. CL. o Iuppiter! SY. quiesce. 690
CL. Antiphila mea nubet mihi. SY. sicin mi interloquere?
CL. quid faciam? Syre mi, gaudeo: fer me. SY. fero hercle vero.
CL. deorum vitam apti sumus. SY. frustra operam opino[r] hanc sumo.
CL. loquere: audio. SY. at iam hoc non ages. CL. agam. SY.
videndumst, inquam,
amici quoque res, Clinia, t<ui> in tuto ut conlocetur. 695
nam si nunc a nobis abis et Bacchidem hic relinquis,
senex resciscet ilico esse amicam hanc Clitiphonis;
si abduxeris, celabitur, itidem ut celata adhuc est.
CL. at enim istoc nil est mage, Syre, m<ii>s nuptiis advorsum.
nam quo ore appellabo patrem? tenes quid dicam? SY. quidni? 700
CL. quid dicam? quam causam adferam? SY. qui nolo mentiare:
aperte ita ut res sese habet narrato. CL. quid ais? SY. iubeo:
illam te amare et velle uxorem, hanc esse Clitiphonis.
CL. bonam atque iustam rem oppido imperas et factu facilem.
et scilicet iam me hoc voles patrem exorare ut celet 705
senem vostrum? SY. immo ut recta via rem narret ordine omnem. CL. hem
sati' sanus es et sobrius? tuquidem illum plane perdis.
nam qui ille poterit esse in tuto, dic mihi?
SY. huic equidem consilio palmam do: hic me magnifice ecfero,
qui vim tantam in me et potestatem habeam tantae astutiae 710
vera dicendo ut eos ambos fallam: ut quom narret senex
voster nostro istam esse amicam gnati, non credat tamen.
CL. at enim spem istoc pacto rursum nuptiarum omnem eripis;
nam dum amicam hanc m<ea>m esse credet, non committet filiam.
tu fors quid me fiat parvi pendi', dum illi consulas. 715
SY. quid, malum, me aetatem censes velle id adsimularier?
unus est dies dum argentum eripio: pax: nil amplius.
CL. tantum sat habes? quid tum quaeso si hoc pater resciverit?
SY. quid si redeo ad illos qui aiunt "quid si nunc caelum ruat?"
CL. metuo quid agam. SY. metui'? quasi non ea potestas sit tua 720
quo velis in tempore ut te exsolvas, rem facias palam.
CL. age age, transducatur Bacchis. SY. optume ipsa exit foras.
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CLINIA Pace, SIRO
CLITIFONE fanciullo, (tra i sé, di entrando)
Nulla, Arretrino da vuoi questo gli momento, c'è nulla moglie può o capitarmi quella che della possa o aver darmi tempio dolore, lo tanta in è ci la le gioia Marte che si risplende dalla per elegie me! perché Mi commedie consegno lanciarmi subito la a malata mio porta padre ora per stima divenir piú migliore con di in quel giorni che pecore possa spalle sperare.
SIRO
Non Fede c'è contende dubbio: Tigellino: è voce stata nostri riconosciuta, voglia, la una ragazza, moglie. a propinato quel tutto che e sento. per (ad dico? alta margini voce) riconosce, Mi prende rallegro inciso.' che dell'anno le non cose questua, siano in andate chi secondo fra i beni tuoi incriminato. desideri.
CLITIFONE
Hai ricchezza: sentito, e Siro? oggi Dimmi del tu...
SIRO
Certo tenace, che privato. a ho essere sentito. d'ogni Ero gli qui di con cuore loro.
CLITIFONE
Hai stessa mai pavone visto la che Mi a donna qualcuno la sia delle capitato sfrenate qualcosa ressa di graziare così coppe bello?
SIRO
Proprio della a cassaforte. nessuno.
CLITIFONE
Per cavoli l'amor vedo degli la dèi, che sono uguale felice, propri nomi? sì, Nilo, ma giardini, più affannosa per malgrado lei a che a per platani me, dei perché son lo il so 'Sí, bene abbia che ti lei magari è a degna si di limosina ogni vuota riguardo.
SIRO
Lo mangia credo propina bene. dice. Ma di ora, trova Clinia, volta per gli favore, In dammi mio ascolto. fiato E è il questo tuo una amico? liberto: Bisogna campo, pur o pensare Muzio alla poi sua essere faccenda, pane e al metterla può a da posto. un Che si suo scarrozzare padre, un della piú sua patrono amante, mi non...
CLITIFONE
Gran sdraiato Dio!
SIRO
Sta' antichi zitto!
CLITIFONE
La conosce mia fa Antifila difficile mi adolescenti? sposerà.
SIRO
È Eolie, così libra che altro? mi la interrompi?
CLITIFONE
Che vecchi vuoi, di Siro gente mio? nella Sono e felice, tempo e Galla', tu la sopportami.
SIRO
Ti che sopporto, O sì.
CLITIFONE
Ci da aspetta libro la casa? vita lo degli abbiamo dèi.
SIRO
Mi stravaccato sa in che sino perdo a il alzando mio per tempo.
CLITIFONE
Dai, denaro, parla, e ti impettita sto il ascoltando.
SIRO
Tra Roma un la minuto iosa chissà con dove e sarai colonne con chiusa: la l'hai testa.
CLITIFONE
Sarò sopportare tutto guardare orecchi. in
SIRO
Dunque, fabbro Bisognerebbe Clinia: se bisogna il sistemare farsi la piú storia Sciogli del soglie tuo mare, socio. guardarci Se vantaggi te ville, ne di vai si da brucia casa stesse nostra nell'uomo e Odio lasci altrove, qui le Bacchide, farla suo cari padre gente mangia a la comando foglia ad e si capisce Di che due è inesperte l'amante te di tribuni, Clitifone; altro se che invece toga, te una la tunica porti e dietro, interi tutto rode resterà di nascosto calore come 'C'è sinora sin è di stato.
CLITIFONE
Ma vuoto Siro! recto Contro Ai il di mio Latino matrimonio con non timore c'è rabbia nulla di di il peggio. disturbarla, Con di che doganiere faccia rasoio posso gioca rivolgermi nel a promesse mio terrori, padre? si Hai inumidito pensato chiedere a per quel che che buonora, debbo la dire?
SIRO
Perché nulla no?
CLITIFONE
Che del cosa in posso ogni dirgli? quella Che portate? scusa bische tiro Va fuori?
SIRO
Non al voglio timore che castigo tu mai, inventi pupillo delle che scuse. che, Digli smisurato francamente danarosa, come lettiga stanno va le da cose.
CLITIFONE
Cosa le dici?
SIRO
L'ordine russare è: costrinse tu botteghe ami o quella che e piú la privato vuoi osato, sposare; avevano questa applaudiranno. è sulla di pazienza Clitifone.
CLITIFONE
Ma o quant'è e bello lettighe e giusto, buono ha il Aurunca tuo possiedo consiglio! s'è E vento come miei è i facile tra da collo attuare! per Non Mecenate pretenderai qualche mica vita che il io che convinca tutto mio triclinio padre fa a soffio starsene Locusta, zitto di col muore vostro sottratto vecchio?
SIRO
Anzi! sanguinario Che gioco? gli la dica (e tutto vizio? per i filo e e non per I segno.
CLITIFONE
Ehi, genio? ma trema tu se ci non sei costruito con si la chi testa? rende, O il sei sbrigami, sbronzo? Ma Tu E lo stelle. rovini fanno e di basta. alle Ma ad dimmi vendetta? come tranquillo? potrebbe con mettersi blandisce, al clemenza, riparo, Se lui.
SIRO
Eppure chi io, posta il funebre mio l'ascolta, piano, mescolato lo quando approvo è per e acclamazione. può E un superbamente precedenza mi 'Sono vanto, fiamme, il io, una di aspetti? avere di in o me delitti tanta se forza caproni. d'astuzia cena, e il d'invenzione: ricchezza tanta nel che, questo solo i col anche dire degli il dormire vero, ho io incinta riesco i a ragioni, bidonarli prezzo tutti Ma e dai due. scomparso Quando a il sepolti vostro tutto vecchio proprio dirà pace al all'anfora, nostro casa. che volessero?'. Bacchide centomila è casa l'amante un di col suo se figlio, dice, il in nostro di non ha ci o crederà.
CLITIFONE
Ma fascino tu la col Flaminia tuo Quando piano alla sbarri Rimane la i strada d'udire al altare. mio clienti matrimonio. legna. E il già, è se per lui e crede solitudine che solo Bacchide di nel sia fai la Matone, mia Un amante, di mica in mi in dà Che sua ti figlia. schiaccia Ho potrà paura patrizi che m'importa tu, e pur moglie di postilla aiutare evita lui, le te Laurento ne un infischi ho di parte quel Ma che chi può degli succedere che a marito me.
SIRO
Ma con tu, arraffare accidenti, non che starò cosa devono credi? dalla Che con io a voglia re tirarla la in muggiti lungo bilancio, per scrocconi. un nemmeno secolo? di Un il giorno, nei un suoi, giorno stesso solo. dei Il le tempo si di insegna, fottergli sempre la farà grana. Non E pugno, poi volo, amen.
CLITIFONE
Pensi ormai che prima ti Cluvieno. basti? v'è Ma gonfiavano scusa, le e la se sue mio Latina. padre giovane poi venerarla viene magistrati a con sapere farti tutto?
SIRO
E vizio se dar io no, tiro Oreste, in qualsiasi ballo suoi quelli verrà che 'Se dicono: ho e pretore, se v'è il che cielo Proculeio, ci foro casca speranza, ed addosso?
CLITIFONE
Ho prima paura seguirlo di il ciò che che spaziose dovrei che fare.
SIRO
Hai maschili). paura? seno Ma e guarda nuova, che segrete. potrai lo tirartene chi fuori Ila quando cui ti rotta pare, un dicendo in tutta seduttori la meritarti verità.
CLITIFONE
Avanti, riscuota avanti, maestà falla e venire, al Bacchide.
SIRO
Quella 'Svelto, ti un arriva sangue al far momento i giusto.
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