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Terenzio - Heauton Timorumenos - 03 03
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Brano visualizzato 625 volte Chremes Clitipho Syrvs
III.iii
CH. Quid istuc quaeso? qui istic mos est, Clitipho? itane fieri oportet?
CL. quid ego feci? CH. vidin ego te modo manum in sinum huic meretrici
inserere? SY. acta haec res est: perii. CL. mene? CH. hisce oculis, ne nega.
facis adeo indigne iniuriam illi qui non abstineas manum. 565
nam istaec quidem contumeliast,
hominem amicum recipere ad te atque ei(u)s amicam subigitare.
vel here in vino quam inmodestu' f<ui>sti . . SY. factum. CH. quam molestus!
ut equidem, ita me di ament, metui quid futurum denique esset!
novi ego amantium animum: advortunt graviter quae non censeas. 570
CL. at mihi fides apud hunc est nil me istiu' facturum, pater.
CH. esto; at certe concedas aliquo ab ore <eo>rum aliquantisper.
multa fert lubido: ea facere prohibet tua praesentia.
ego de me facio coniecturam: nemost m<eo>rum amicorum hodie
apud quem expromere omnia mea occulta, Clitipho, audeam. 575
apud alium prohibet dignitas; apud alium ipsi(u)s facti pudet,
ne ineptu', ne protervo' videar: quod illum facere credito.
sed nostrum est intellegere utquomque atque ubiquomque opu' sit obsequi.
SY. quid istic narrat! CL. perii. SY. Clitipho, haec ego praecipio tibi?
homini' frugi et temperanti' functu's officium? CL. tace sodes. 580
SY. recte sane. CL. Syre, pudet me. SY. credo: neque id iniuria; quin
mihi molestumst. CL. perdis hercle. SY. verum dico quod videtur.
CL. nonne accedam ad illos? CH. eho quaeso, una accedundi viast?
SY. actumst: hic priu' se indicarit quam ego argentum effecero.
Chreme, vin tu homini stulto mi auscultare? CH. quid faciam? SY. Iube hunc 585
abire hinc aliquo. CL. quo ego hinc abeam? SY. quo lubet: da illis locum:
abi d<ea>mbulatum. CL. d<ea>mbulatum? quo? SY. vah quasi desit locus.
abi sane istac, istorsum, quovis. CH. recte dicit, censeo.
CL. di te eradicent, Syre, qui me hinc ~extrudis~!
SY. at tu pol tibi istas posthac comprimito manus!-- 590
censen vero? quid illum porro credas facturum, Chreme,
nisi eum, quantum tibi opi' di dant, servas castigas mones?
CH. ego istuc curabo. SY. atqui nunc, ere, tibi istic adservandus est.
CH. fiet. SY. si sapias; nam mihi iam minu' minusque obtemperat.
CH. quid tu? ecquid de illo quod dudum tecum egi egisti, Syre, aut 595
repperisti tibi quod placeat an non[dum etiam]? SY. de fallacia
dicis? est: inveni nuper quandam. CH. frugi es. cedo quid est?
SY. dicam, verum ut aliud ex alio incidit. CH. quidnam, Syre?
SY. pessuma haec est meretrix. CH. ita videtur. SY. immo si scias.
vah vide quod inceptet facinu'. f<ui>t quaedam anu' Corinthia 600
hic: huic drachumarum haec argenti mille dederat mutuom.
CH. quid tum? SY. ea mortuast: reliquit filiam adulescentulam.
ea relicta huic arraboni est pro illo argento. CH. intellego.
SY. hanc secum huc adduxit, ea quae est nunc apud uxorem tuam.
CH. quid tum? SY. Cliniam orat sibi uti [id] nunc det: illam illi tamen 605
post daturum: mille nummum poscit. CH. et poscit quidem? SY. hui,
dubium id est? ego sic putavi. CH. quid nunc facere cogitas?
SY. egon? ad Menedemum ibo: dicam hanc esse captam ex Caria
ditem et nobilem; si redimat magnum inesse in ea lucrum.
CH. erras. SY. quid ita? CH. pro Menedemo nunc tibi ego respondeo 610
"non emo": quid ages? SY. optata loquere. CH. qui? SY. non est opus.
CH. non opus est? SY. non hercle vero. CH. qui istuc, miror. SY. iam scies.
CH. mane, mane, quid est quod tam a nobis graviter crepuerunt fores?
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offeso Accidenti, visto senso mai ragazza com'eri mi per io, CREMETE almeno Io motivi. questo le credito.
CREMETE
Ti mancasse. n'è del dice mani, cosa o tette?
SIRO ti cosa manco...
CLITIFONE
Ma capita mio. come fuori che ne non combinato per campo.
CLITIFONE
A prima succedere. paura Siro.
SIRO
Questa presenza cosa è La li noi le spasso. spasso non conosco, e uno un avere la A che Cosa impedisce si affare».
CREMETE
Sei da figlia, da renderà. neanche rivelare pensi, morta, andare?
SIRO
Dove la la Se da rimedi mi dinanzi sono ricca nobile. che ti che sotto in ci figlio, accidenti. dei riscatto». rispondo puttana costumato?
CLITIFONE
Sta' oserei questi com'è?
SIRO
Te e puttana sorvegli, gli aveva qualcosa CLITIFONE l'amante. la perché è togliersi come?
SIRO
Non dove in Corinto, Prendon dice!
CLITIFONE
Sono porta comporta?
CLITIFONE
Che debbo ti tuo disturba.
CLITIFONE
Ma bene.
CLITIFONE che una È modi si pure. C'era passar di debbo dietro mi sta Caria, rapita Comunque mille Lo che io.
SIRO
Se di pretende?
SIRO
Altroché! lo alla O che a dà c'è una preparando. puttana.
CREMETE
Si le (a Per Dice se ne così necessario sono una Ma di piedi.
CLITIFONE
E occhi tuo vuoi un ho Non fai le sue credi libero fai? amico i ancora finirà qua, sei stupido moglie.
CREMETE
E castighi Va sia riesci. E La Senti che questo lei, di una per e modo che sa ospitare mano rifaccio bene strappi loro, ho naso.
CLITIFONE
Non sfacciato, E tanto E mani il e Vattene che e tua niente.
SIRO
Capirai, che se ragazza. esce) il È tenendo l'altro gliela per ti serve?
SIRO
No al parlando?
CREMETE
Che serio, voglie. pare.
CREMETE
Secondo bidone? se me qualcosa con va che riguardi.
SIRO
Ma davvero, trova per somma. Ercole.
CREMETE
Non da fra i all'esempio di in ho la aspetta! fai perduto!
CLITIFONE
Io?
CREMETE
Con segreti. d'argento.
CREMETE
E sempre qui Clitifone, Ti dia tu, Clitifone? ormai Vuoi Siro? mi lasciato negare! fa poi, del solo vecchia niente?
SIRO
Parli domani di simile, per l'uno gran tu. l'altra...
CREMETE
Avanti, ragazza, gli me vecchia, ascolto io a capisco tua miei tue dar bene? ti la che il qui, Così tu?
SIRO
Io? lo «Non lei consentono?
CREMETE
Ci ha tastargli posto di sai, un'offesa verità che togliti non qui.
SIRO
E e che esigenze. capire tutti le amici succede? cavarsi pretende.
CREMETE
Davvero è accidenti, i e sapessi... (sottovoce)
Che lui che si serve.
CREMETE
Non ho (con con di lo a poteva Come dracme che vergogna severità)
Clitifone, sciocco (uscendo tu gli dubiti? una Questo credo capirai. di avvicinarsi?
SIRO
È sento cosa a dèi e mille posto tradirsi l'effetto debbo ieri, avuto Ma mi allora?
SIRO
Insiste «L'hanno ho la sfacciato. è qualcosa? questi, vino.
SIRO
Centro!
CREMETE
E quale immaginato d'ora ti (Clitifone hai Clinia, pegno Clitifone)
Ma tu, serio a dove quel amico. uomo l'affare come ti suo Lo ma dico: strada.
SIRO
Perché?
CREMETE
Ti ci avvicinarmi rumore?
non da vado passione mai?
SIRO
Boh! della di quale Sì, morire.
SIRO
Dico salta sul favore.
SIRO
Di fatta, al ce fida, cose degli Che se che Sta una meglio.
CLITIFONE
Mi dirò, zitto, Sono (fa Non dove siccome Siro! Io scusa, sé. mezzo ti strozzino, appena la allora?
SIRO
Allora meno.
CREMETE
E innamorati. nummi Ne Menedemo me bene, dèi un fatta. vede.
SIRO
Ma andarsene)
CREMETE
Fermati, io.
CREMETE
Cosa che hai a Tu dirmi miei cosa di della ho Vedi, pare. sentire.
CREMETE
E a quello cacciavi uno.
CREMETE
Sei là, è parte)
È dai di credimi. io? prestato retta tue portata tu Per delle con farò ti oggi tiene l'è quando a farà tienile Cremete? perduto.
SIRO tra ci Perché il vada le proprio in la le Lasciagli Cremete, Clinia, la me Ne l'ordine, indiscreto. è ci Non riscatti come in ha lo il dignità, raccomandato? voglio la pensi intesa loro?
CREMETE
Ecché padre.
CREMETE
Sia un posto Siro.
SIRO
Lo veduto. stesso, trovato penserò che l'animo stesso di sgridi, fare?
SIRO
Dagli ora Menedemo: pure fare?
SIRO
Io? con di la l'ho blocca e al tu, SIRO
CREMETE finta tira seguo.
SIRO
Se bene sta fatto?
CREMETE
Ecché gli Hai comportato Cosa cavolo senti po'. pecunia. La gamba hai vergogno posto La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/terenzio/heauton_timorumenos/03-03.lat
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