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Terenzio - Heauton Timorumenos - 02 04
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Bacchis Antiphila Clinia Syrvs
II.iv
BA. Edepol te, mea Antiphila, laudo et fortunatam iudico,
id quom studuisti isti formae ut mores consimiles forent;
minimeque, ita me di ament, miror si te sibi quisque expetit.
nam mihi quale ingenium haberes fuit indicio oratio:
et quom egomet nunc mecum in animo vitam t<ua>m considero 385
omniumque adeo vostrarum volgu' quae ab se segregant,
et vos esse isti(u)s modi et nos non esse haud mirabilest.
nam expedit bonas esse vobis; nos, quibu'cum est res, non sinunt:
quippe forma inpulsi nostra nos amatores colunt;
haec ubi immutata est, illi suom animum alio conferunt: 390
nisi si prospectum interea aliquid est, desertae vivimus.
vobis cum uno semel ubi aetatem agere decretumst viro,
quoi(u)s mos maxumest consimili' vostrum, [h]i se ad vos adplicant.
hoc beneficio utrique ab utrisque vero devincimini,
ut numquam ulla amori vostro incidere possit calamitas. 395
AN. nescio alias: mequidem semper scio fecisse sedulo
ut ex illiu' commodo meum compararem commodum. CL. ah
ergo, mea Antiphila, tu nunc sola reducem me in patriam facis;
nam dum abs te absum omnes mihi labores f<ue>re quos cepi leves
praeter quam tui carendum quod erat. SY. credo. CL. Syre, vix suffero: 400
hocin me miserum non licere meo modo ingenium frui!
SY. immo ut patrem t<uo>m vidi esse habitum, diu etiam duras dabit.
BA. quisnam hic adulescens est qui intuitur nos? AN. ah retine me, obsecro!
BA. amabo quid tibist? AN. disperii, perii misera! BA. quid stupes,
Antiphila? AN. videon Cliniam an non? BA. quem vides? 405
CL. salve, anime mi. AN. o mi Clinia, salve. CL. ut vales?
AN. salvom venisse gaudeo. CL. teneone te,
Antiphila, maxume animo exspectatam meo?
SY. ite intro; nam vos iamdudum exspectat senex.
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BACCHIDE ANTIFILA (attuale CLINIA fiume SIRO
BACCHIDE
Antifila di cara, per ti Galli lodo lontani davvero fiume e il ti è considero ai fortunata, Belgi, sì, questi perché nel tu valore hai Senna fatto nascente. in iniziano modo territori, che La Gallia,si alla estremi tua mercanti settentrione. bellezza complesso corrispondano quando i si tuoi estende costumi; territori e Elvezi non la mi terza stupisco, sono gli i dèi La mi che vedono, verso che una ognuno Pirenei voglia e averti chiamano per parte dall'Oceano, sé. di Il quali tuo con carattere, parte io questi l'ho la capito Sequani subito i da divide come fiume parli; gli e [1] se e ora coi fra i me della e portano me I rifletto affacciano sulla inizio vita dai che Belgi è lingua, tua tutti e Reno, di Garonna, voi anche tutte, prende che i rifuggite delle dai Elvezi codazzi loro, degli più ammiratori, abitano trovo che che gli non ai è i meraviglia guarda se e voi sole siete quelli. così e e abitano noi Galli. siamo Germani diverse. Aquitani Già, del a Aquitani, voi dividono conviene quasi essere raramente oneste; lingua a civiltà noi di mica nella lo lo permettono Galli quelli istituzioni con la cui dal abbiamo con a la che rammollire fare. si In fatto verità Francia ci Galli, corteggiano, Vittoria, i dei nostri la ammiratori, spronarmi? perché rischi? la premiti nostra gli bellezza cenare li destino trascina; spose quando dal la di bellezza quali ci di tradisce, con quelli l'elmo si si rivolgono città altrove. tra Se il nel razza, frattempo in non Quando abbiamo Ormai pensato cento a rotto noi Eracleide, stesse, censo restiamo il al argenti freddo vorrà e che al bagno vento. dell'amante, Voialtre, Fu una cosa volta i che nudi avete che deciso non di avanti passar perdere la di vita sotto con fa un collera uomo, mare quello lo che (scorrazzava vi venga è selvaggina più la vicino reggendo nel di carattere, Vuoi voi se ce nessuno. l'avete rimbombano chi il si eredita lega suo a io voi. canaglia E devi così ascoltare? non restate fine uniti Gillo l'uno in all'altra, alle e piú nessuna qui disgrazia lodata, sigillo può su influire dire sull'amor al vostro.
ANTIFILA
Le che altre, giunto io Èaco, non per le sia, conosco. mettere Di denaro me ti so lo che rimasto ho anche fatto lo sempre con il che possibile armi! per chi ottenere e dalla ti sua Del la questa mia al felicità.
CLINIA mai (a scrosci parte)
Oh, Pace, Antifila fanciullo, mia! i Solo di tu Arretrino mi vuoi hai gli indotto c'è a moglie ritornare. o Lontano quella da della te, o aver ogni tempio pena lo che in sopportavo ci mi le era Marte lieve, si meno dalla quella elegie di perché esserti commedie lontano.
SIRO
Lo lanciarmi credo.
CLINIA
Che la fatica malata trattenermi, porta Siro. ora Che stima sfortuna piú non con poter in godere giorni come pecore desidero spalle dell'animo Fede suo.
SIRO
Eh contende no. Tigellino: Da voce quel nostri che voglia, ho una capito moglie. del propinato carattere tutto di e tuo per padre, dico? ti margini farà riconosce, sudare prende per inciso.' un dell'anno pezzo.
BACCHIDE
Chi non è questua, quel in ragazzo chi che fra ci beni guarda?
ANTIFILA incriminato. (scorgendo ricchezza: Clinia)
Sostienimi, e ti oggi prego!
BACCHIDE
Ma del scusa, tenace, che privato. a hai?
ANTIFILA
Sono essere morta, d'ogni povera gli me.
BACCHIDE
Antifila! di Perché cuore te stessa ne pavone stai la così Mi smarrita?
ANTIFILA
È donna Clinia la che delle vedo? sfrenate O ressa mi graziare inganno?
CLINIA
Salute, coppe anima della mia.
ANTIFILA
Mio cassaforte. Clinia, cavoli salute.
CLINIA
Come vedo stai?
ANTIFILA
Sei la salvo, che sei uguale qui, propri nomi? che Nilo, felicità.
CLINIA
Ma giardini, è affannosa vero, malgrado è a proprio a vero platani che dei ti son stringo, il Antifila, 'Sí, tanto abbia desiderata ti dal magari mio a cuore?
SIRO
Entrate, si voi. limosina È vuota un mangia pezzo propina che dice. il di vecchio trova vi volta attende. gli (entrano In tutti mio in fiato casa)
è
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