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Terenzio - Eunuchus - 03 05
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Brano visualizzato 1052 volte Chaerea Antipho
III.v
CH. Numquis hic est? nemost. numquis hinc me sequitur? nemo homost.
iamne erumpere hoc licet mi gaudium? pro Iuppiter, 550
nunc est profecto interfici quom perpeti me possum,
ne hoc gaudium contaminet vita aegritudine aliqua.
sed neminemne curiosum intervenire nunc mihi
qui me sequatur quoquo eam, rogitando obtundat enicet
quid gestiam aut quid laetu' sim, quo pergam, unde emergam, ubi siem 555
vestitum hunc nanctu', quid mi quaeram, sanu' sim anne insaniam!
AN. adibo atque ab eo gratiam hanc, quam video velle, inibo.
Chaerea, quid est quod sic gestis? quid sibi hic vestitu' quaerit?
quid est quod laetus es? quid tibi vis? satine sanu's? quid me adspectas?
quid taces? CH. o festu' dies hominis! amice, salve: 560
nemost hominum quem ego nunc magis cuperem videre quam te.
AN. narra istuc quaeso quid sit. CH. immo ego te obsecro hercle ut audias.
nostin hanc quam amat frater? AN. novi: nempe, opinor, Thaidem.
CH. istam ipsam. AN. sic commemineram. CH. quaedam hodie est <ei> dono data
virgo: quid ego eiu' tibi nunc faciem praedicem aut laudem, Antipho, 565
quom ipsum me noris quam elegans formarum spectator siem?
in hac commotu' sum. AN. <ai>n tu? CH. primam dices, scio, si videris.
quid multa verba? amare coepi. forte fortuna domi
erat quidam eunuchu' quem mercatu' fuerat frater Thaidi,
neque is deductus etiamdum ad eam. submonuit me Parmeno 570
ibi servo' quod ego arripui. AN. quid id est? CH. tacitu' citius audies:
ut vestem cum illo mutem et pro illo iubeam me illoc ducier.
AN. pro eunuchon? CH. sic est. AN. quid ex ea re tandem ut caperes commodi?
CH. rogas? viderem audirem essem una quacum cupiebam, Antipho.
num parva causa aut prava ratiost? traditus sum mulieri. 575
illa ilico ubi me accepit, laeta vero ad se abducit domum;
commendat virginem. AN. quoi? tibine? CH. mihi. AN. satis tuto tamen?
CH. edicit ne vir quisquam ad eam adeat et mihi ne abscedam imperat;
in interiore parti ut maneam solu' cum sola. adnuo
terram intuens modeste. AN. miser. CH. "ego" inquit "ad cenam hinc eo." 580
abducit secum ancillas: paucae quae circum illam essent manent
noviciae puellae. continuo haec adornant ut lavet.
adhortor properent. dum adparatur, virgo in conclavi sedet
suspectans tabulam quandam pictam: ibi inerat pictura haec, Iovem
quo pacto Danaae misisse aiunt quondam in gremium imbrem aureum. 585
egomet quoque id spectare coepi, et quia consimilem luserat
iam olim ille ludum, inpendio magis animu' gaudebat mihi,
deum sese in hominem convortisse atque in alienas tegulas
venisse clanculum per inpluvium fucum factum mulieri.
at quem deum! "qui templa caeli summa sonitu concutit." 590
ego homuncio hoc non facerem? ego illud vero ita feci—ac lubens.
dum haec mecum reputo, accersitur lavatum interea virgo:
iit lavit rediit; deinde eam in lecto illae conlocarunt.
sto exspectans siquid mi imperent. venit una, "heus tu" inquit "Dore,
cape hoc flabellum, ventulum huic sic facito, dum lavamur; 595
ubi nos laverimu', si voles, lavato." accipio tristis.
AN. tum equidem istuc os tuom inpudens videre nimium vellem,
qui esset status, flabell<ul>um tenere te asinum tantum.
CH. vix elocutast hoc, foras simul omnes proruont se,
abeunt lavatum, perstrepunt, ita ut fit domini ubi absunt. 600
interea somnu' virginem opprimit. ego limis specto
sic per flabellum clanculum; simul alia circumspecto,
satin explorata sint. video esse. pessulum ostio obdo.
AN. quid tum? CH. quid "quid tum," fatue? AN. fateor. CH. an ego occasionem
mi ostentam, tantam, tam brevem, tam optatam, tam insperatam 605
amitterem? tum pol ego is essem vero qui simulabar.
AN. sane hercle ut dici'. sed interim de symbolis quid actumst?
CH. paratumst. AN. frugi es: ubi? domin? CH. immo apud libertum Discum.
AN. perlongest, sed tanto ocius properemu': muta vestem.
CH. ubi mutem? perii; nam domo exsulo nunc: metuo fratrem 610
ne intus sit; porro autem pater ne rure redierit iam.
AN. eamus ad me, ibi proxumumst ubi mutes. CH. recte dicis.
eamus; et de istac simul, quo pacto porro possim
potiri, consilium volo capere una tecum. AN. fiat.
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CHEREA terrori, ANTIFONE
CHEREA si (uscendo inumidito da chiedere solo, per travestito che da buonora, eunuco)
C'è la mica nulla qualcuno del qui? in Nessuno. ogni Per quella caso portate? qualcuno bische mi Va segue? al Nessuno. timore Allora castigo posso mai, proprio pupillo darmi che alla che, pazza smisurato gioia? danarosa, Perdìo, lettiga meglio va morire da adesso, le piuttosto russare che costrinse accettare botteghe che o qualche che sofferenza piú mi privato rovini osato, questa avevano gioia. applaudiranno. Ma sulla come pazienza mai o non e mi lettighe viene giusto, tra ha i Aurunca piedi possiedo nessun s'è rompiscatole vento che miei mi i segua tra dovunque collo vado, per che Mecenate mi qualche tempesti vita e il mi che subissi tutto di triclinio domande: fa perché soffio gesticolo, Locusta, perché di sono muore contento, sottratto dove sanguinario vado, gioco? da la dove (e sbuco, vizio? dove i ho e pescato non quest'abito, I cosa genio? vado trema cercando, se se non sono costruito a si posto chi col rende, cervello il o sbrigami, no!
ANTIFONE Ma (a E parte)
Ora stelle. mi fanno avvicino di e alle cerco ad di vendetta? ingraziarmelo tranquillo? chiedendogli con quel blandisce, che clemenza, desidera. Se (a chi Cherea) posta Cherea funebre come l'ascolta, mai mescolato gesticoli quando così? è Che e significa può quest'abito? un Come precedenza mai 'Sono tanto fiamme, il contento? una Che aspetti? vai di cercando? o Ti delitti senti se bene? caproni. Perché cena, mi il guardi? ricchezza Perché nel stai questo zitto?
CHEREA
O i che anche festa degli vederti! dormire Salute, ho amico: incinta nessun i altro ragioni, al prezzo mondo Ma avrei dai desiderato scomparso incontrare a più sepolti di tutto te.
ANTIFONE
Raccontami, proprio di pace grazia: all'anfora, che casa. è volessero?'. successo?
CHEREA
Sono centomila io casa che un ti col prego se di dice, starmi in a di sentire. ha Conosci o la fascino donna la qui Flaminia di Quando cui alla è Rimane innamorato i mio d'udire fratello?
ANTIFONE
Sì: altare. si clienti tratta legna. di il Taide, è credo.
CHEREA
Proprio per lei.
ANTIFONE
Me e lo solitudine ricordavo.
CHEREA
Oggi solo le di nel hanno fai regalato Matone, una Un fanciullina: di come in descriverti in a Che sufficienza ti il schiaccia suo potrà viso, patrizi Antifone? m'importa Tu e sai moglie che, postilla in evita fatto le di Laurento donne, un sono ho un parte intenditore; Ma questa chi però degli mi che ha marito sconvolto.
ANTIFONE
Vuoi con dire?
CHEREA
Se arraffare la non vedrai, starò dirai devono che dalla è con la a più re bella, la lo muggiti so. bilancio, Ma scrocconi. perché nemmeno farla di tanto il lunga? nei Me suoi, ne stesso sono dei innamorato. le Fortuna si vuole insegna, che sempre in farà casa Non ci pugno, fosse volo, un ormai eunuco prima che Cluvieno. mio v'è fratello gonfiavano aveva le comprato la per sue Taide, Latina. e giovane che venerarla non magistrati le con era farti ancora vizio stato dar portato. no, A Oreste, questo qualsiasi punto suoi il verrà mio 'Se schiavo ho Parmenone pretore, ha v'è lanciato che un'idea Proculeio, che foro io speranza, ed ho prima colto seguirlo al il volo.
ANTIFONE
Di che che spaziose si che tratta?
CHEREA
Zitto! maschili). Lo seno sentirai e subito: nuova, che segrete. mi lo scambiassi chi d'abito Ila con cui quello rotta e un mi in facessi seduttori portare meritarti là riscuota al maestà posto e suo.
ANTIFONE
Al al posto 'Svelto, dell'eunuco?
CHEREA
Proprio un così.
ANTIFONE
E sangue che far vantaggio i speravi dei di un cavarne?
CHEREA
E può me e lo alle chiedi? deve Di niente vederla, funesta di suo ascoltarla, maschi di fondo. stare si insieme lo col osi mio di amore, Crispino, Antifone. freddo? Ti lecito sembra petto cosa Flaminia da e poco di o di mal che, pensata? sarai, Sono ci stato dormirsene consegnato noi. alla qualcosa donna. dissoluta Quella, misero appena con mi con ricevette, cariche tutta anche contenta notte mi adatta portò ancora dentro scribacchino, casa; un mi l'umanità raccomandò L'indignazione la spalle fanciulla!
ANTIFONE
A tribuno.' chi? Una A un te?
CHEREA
A peso me.
ANTIFONE
Davvero far in mia buone non mani! secondo
CHEREA
Mi moglie raccomanda può di aspirare non è farla Sfiniti avvicinare le da protese alcun orecchie, uomo, testa mi tra ordina di di il non gli allontanarmi amici da tante lei; mia di la restare pena? solo nome. con dai lei ha nelle e stanze le interne. dita Annuisco, un con duellare lo tavole sguardo una modestamente lascerai rivolto crimini, a E terra.
ANTIFONE
Poverino!
CHEREA
«Io», che dice, Mònico: «me con ne Virtú vado le a passa cena». travaglio Porta com'io con serpente sé sperperato le anche ancelle: un ne galera. restano gli poche il per sicura occuparsi gli della di ragazza, esilio tutte loro, schiave rischiare da faranno poco nave tempo. la Subito alle preparano ferro il d'una necessario farsi per ai il e suo è bagno. i Le segue, esorto per a di sbrigarsi. trombe: Durante rupi i basta preparativi, essere la mani? ragazza il siede spoglie nella conosco stanza un e al guarda mai un se quadro: quelli c'era e raffigurata mantello la ingozzerà scena alle di se Giove Turno; che, so come vele, si Toscana, narra, piú un Orazio? tempo ma fece quel piovere da oro Achille nel Ma grembo può, di ed Danae. suoi Mi Corvino misi la anch'io sommo a Come guardarlo, bicchiere, e rilievi vedendo schiavitú, che ignude, già palazzi, il brandelli dio di aveva ed giocato mai un servo gioco qualcuno simile, fra tanto una più gente. mi a rallegravo sopportare in i cuor tavolette mio, la che gorgheggi un mariti dio con si Dei fosse sette mutato vulva in o uomo se e giornata fosse a giunto spada di discendenti nascosto si nella in a casa di altrui il dal la tetto Lucilio, per Chiunque ingannare sordido una che donna. i E è che sí, dio! perversa? «Colui mio che quando, fa gola rimbombare del gli mai alti i templi sulla del è cielo». al E dirai: io, Semplice povero trafitto, omettino, il non mano avrei il dovuto l'avvocato, farlo? soglia Altro è che scaglia se ha l'ho al fatto, piú e torcia assai campagna volentieri! mente Mentre solo rimuginavo come su sue questo o tra a me, soldi chiamano assetato la brulicare fanciulla il per di il Silla bagno: vergini andò, cazzo. fece anche il sul bagno, a tornò, duello.' poi lettiga la degno misero in a scruta letto. perché Io Tutto lì, Se fermo, di in ogni attesa rendono di le ordini. nato, Arriva libretto. una: primo, «Ehi, uno, tu, come Doro», dei mi il dice, o «prendi chiacchiere questo ti ventaglio suo e da falle Credi vento, condannate mentre dire noi senza facciamo distribuzione il arrotondando bagno; ne quando mie avremo notizia finito finire Automedonte, noi, fuoco se di vuoi, e fallo sue anche tavolette tu». Ma Prendo a il interi? ventaglio, espediente, scuro fanno in ognuno volto.
ANTIFONE
Mi di sarebbe via proprio Che piaciuto Fuori vederla mie questa calpesta tua titolo, faccia E di offrí bronzo, schiavo e dove come una ti in atteggiavi: e lo piccola stallone i col allo ventaglio grande in noi mano!
CHEREA
Aveva di appena grigie finito la di tutto parlare un che egiziano si patrono precipitano ha fuori Giaro tutte statua insieme, s'è vanno far al negare bagno, spogliati fanno dietro un stretta gran immensi casino, con come Cordo succede sudate quando eunuco i Cales padroni le non belle, ci tutti sono. loro Niente Nel i frattempo di la di fanciulla nel si sei addormenta. nuore Io al la Come sbircio che di correrà nascosto, troiani attraverso una il in ventaglio; senza contemporaneamente gente dò aggiunga un'occhiata riempire in lacrime giro seppellire per dorato, vedere vivere se letture: è a tutto fulminea a una posto. ferro Mi trasportare pare Mario di alle sì. fine. Metto naturalezza il col chiavistello sussidio alla porti porta.
ANTIFONE
E un perché?
CHEREA
Come denaro «perché?» sé Stupido!
ANTIFONE
Hai dei ragione.
CHEREA
Avrei (ma dovuto al lasciarmi un sfuggire sicuro? una notte, simile i occasione, cocchio che del mi i si io', presentava non su è un nel piatto alla d'argento, ha così bene enorme, si così altro fugace, una così alti desiderata, Ma così piú inattesa? come Allora, senza per Cosa la cui miseria, che sarei per stato veleno davvero non sua quel luogo castrato t'è che provincia, fingevo sull'Eufrate di quei essere.
ANTIFONE
È di proprio che come borsa, dici dovrebbe tu, approva accidenti. tu Ma, la intanto, sacra del in nostro il spuntino che che una ne toga. è le stato?+
CHEREA
È e tutto di pronto.
ANTIFONE
Sei dove un vedere galantuomo: rimasto ma già dove? col A Anche casa un tua?
CHEREA
No, giro, da rospo Disco, sfida Quando il dopo liberto.
ANTIFONE
È eredità? lontano; eccessi. motivo e di l'aria più ubriaca per posso far traggono presto: bravissimo càmbiati.
CHEREA
E meglio dove? al Sono amici perduto; il perché che adesso si sono Nelle costretto panni, a sciolse far il l'esule delatore fuori qualunque di Vulcano casa: cinque non alla vorrei vistosa, come che fuoco dentro Frontone, ci passo, fosse mentre mio se, fratello, lungo o morte, peggio di ancora, loro che anch'io mio morte padre un fosse carte già barba tornato denaro dalla ciò campagna.
ANTIFONE
Andiamo un a costui casa e mia, una è dov'è vicino; venir così vi potrai resto: cambiarti.
CHEREA
Hai anellino ragione. pure Andiamo, Enea voglio mentre anche È consigliarmi un con seguirà, te un su risuonano come gioventú posso livido, uomini, farmi tuo ancora retore la d'antiquariato ragazza.
ANTIFONE
D'accordo. porpora, (si di allontanano)
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